“Stupro d’amore. Una storia normale” – di Iannozzi Giuseppe

Stupro d’amore. Una storia normale

di Iannozzi Giuseppe

stupro

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Era uno scrittore fallito, lo sapeva bene, non c’era bisogno che fossero gli altri a confermarglielo.
Talento non ne aveva mai avuto, aveva però continuato, con ostinazione, a scrivere.
Nel corso degli anni aveva pubblicato una marea di titoli, pagando di tasca sua gli editori. Gli aveva detto bene che l’eredità che gli avevano lasciato i genitori era una enormità, per cui non aveva mai avuto la necessità di guadagnarsi il pane.
A cinquanta anni suonati, metà dell’eredità ricevuta era stata dilapidata in vanterie senza alcun valore. Non ci piangeva su.
Un tarlo però lo faceva stare fortemente male: non aver mai avuto una donna, in maniera completa. E per averla c’era una sola possibilità, una sola che in tanti anni aveva immaginato senza mai attuare. Adesso era giunto il momento. Anche se fosse finito in galera non gli sarebbe dispiaciuto, sicuro del fatto che non erano i soldi a mancargli per pagarsi un avvocato. Era il sesso che invece gli mancava.
Uscì di casa e subito prese ad osservarsi intorno, gettando lo sguardo sul fondoschiena delle donne, di quelle con la gonna e i tacchi alti. Doveva trovarne una che non fosse accompagnata e seguirla.

La preda non tardò a materializzarsi nella folla cittadina persa nel suo eterno viavai: un culo perfetto, caviglie sottili da antilope, tacchi alti impossibili per chiunque non avesse una femminilità esagerata.
La seguì a distanza senza perderla mai di vista.
Lei non si accorse d’esser pedinata. Matthew era un uomo insignificante, così tanto da passare inosservato, questa la sua fortuna.
Quando la donna imboccò un vicolo, lui la prese alle spalle tappandole subito la bocca con un fazzoletto imbevuto di cloroformio.
La donna perse i sensi prima di poter anche solo tentare di gridare.
E senza pensarci su, le sfilò da sotto la gonna le mutandine bianche penetrandola con forza selvaggia.

Non voleva lasciarla così, senza che non conoscesse il volto di chi l’aveva posseduta.
Attese che la donna si riprendesse e quando lei rinvenne capì subito: fra le gambe il seme dello sconosciuto era ancora fresco.
Non urlò.
Matthew rimase perplesso. Era forse muta o cosa?
Lo fissava con i suoi grandi occhi neri: non riusciva a capire cosa le passasse per la testa.
Ristette davanti alla vittima annegando l’anima nel nero degli occhi di lei.
E comprese, alla fine comprese. Lei lo voleva, lo voleva ancora. Era anche lei una persona vittima di una solitudine senza confini.
La giovane donna gli sussurrò, con lussuria inaudita, la sua ferma preghiera: “Prendimi ancora, ancora, ancora… non ti fermare, prendimi!”.
Matthew fece un cenno d’assenso con il capo grigio.
“Sì, prendimi così… non chiedermi niente, prendimi e basta… e non lasciarmi fuggire”, gli sussurrò lei nell’orecchio mentre Matthew, infoiato al pari di un animale, prese a penetrarla di nuovo, nonostante non credesse d’aver altro da darle se non la turgidezza del suo pene. Si sbagliava.

Uscirono insieme dal vicolo, mano nella mano, guardandosi negli occhi, baciandosi per divorarsi.
Insieme si confusero nella folla di gente sola, lei senza mutandine sotto la gonna e il rossetto sbavato sulle labbra, lui con le sue mutandine bianche nel taschino superiore della giacca.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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4 risposte a “Stupro d’amore. Una storia normale” – di Iannozzi Giuseppe

  1. mariannapuntog ha detto:

    Mi piace il tuo stile – semplice, diretto, scorrevole, piacevole/anche se tratti di fatti di un certo peso

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  2. furbylla ha detto:

    si son stuprati entrambi.. come han permesso che la vita stuprasse loro non sarà un bel cammino insieme non credo.
    Cinzia

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  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Si sono stuprati l’un l’altro. Ma non è affatto detto che il loro cammino insieme non sia felice. Tutt’altro.

    beppe

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Il racconto non poteva che essere scritto in maniera diretta, senza tanti fronzoli e indagini psico-sociali. Se avessi optato per uno stile diverso, non sarebbe risultato per niente convincente, cara Marianna.

    beppe

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