Arromog. Gomorra letto da un altro punto di vista – Ciro Perna. Intervista all’autore di Iannozzi Giuseppe

Arromog

Gomorra letto da un altro punto di vista

Ciro Perna. Intervista all’autore

di Iannozzi Giuseppe

ARROMOG - Ciro Perna

ARROMOG – Ciro Perna

1. Saviano e Gomorra o meglio Arromog: un caso letterario che ha venduto milioni di copie nel mondo. Eppure ci sono molti aspetti che non quadrano, o perlomeno che non sono così realistici e veritieri come Saviano vorrebbe far credere al pubblico. Ciro Perna, tu hai scritto Arromog, una sorta di pamphlet per mettere in evidenza quelle che, a tuo avviso, sono delle evidenti forzature in Gomorra.
Con Arromog, tu, Ciro Perna, pensi di riuscire a illuminare chi ieri ha letto Gomorra e a ridargli il lume dello spirito critico?

Il mio lavoro non aveva e non ha l’intento di convincere nessuno.
Il mio è semplicemente un  voler dire “Guarda, non farti trasportare dalla narrazione di Saviano a fari spenti. Fermati, rifletti e soprattutto, tu che sei di Napoli, tu campano, tu che vivi in quei posti e sai come si vive, domandati: ‘Può mai essere che sia tutto vero?’”

2. Quali sono gli errori più grossolani che Saviano ha commesso in Gomorra? E: ci sono delle verità in questo libro, delle verità che non siano state dette da altri autori ben prima che Roberto scoprisse l’acqua calda?

Arromog-Gomorra-letto-da-un-altro-punto-di-vista-Ciro-PernaGomorra non è altro che una serie di verità, lette e che Saviano ha fatto sue, la maggior parte riprese da alcuni giornali o da diverse sentenze. Lui nel libro non fa un nome, non racconta un episodio che non sia stato già scritto in atti giudiziari o in articoli di cronaca. Di originale, di suo ci sta soltanto la fantasia.
E’ grazie a queste sue assurde fantasie che nasce il mio Arromog, che ha lo scopo di spiegare il perche sono fantasie secondo il mio punto di vista.
Se si parla di errori legati alle vicende raccontate, e sono tanti.
L’errore base è stato quello di non essere stato sincero con il lettore e dire: “Guarda, stai leggendo un libro dove si parla di camorra. Io, da buon studioso, te la storicizzo, ti spiego le strutture dei vari clan, le varie guerre di camorra, ti racconto gli ambienti, l’umanità che circonda queste vicende, il tutto è però un po’ romanzato per rendere più fluida e meno pesante la lettura”. Invece no.
L’opera è stata presentata da Mondadori come un indagine investigativa del Saviano. «Per scrivere si è immerso nel “Sistema” e ne ha esplorato i mille volti» … «Un libro anomalo in cui Saviano racconta la camorra come nessuno aveva mai fatto prima, unendo il rigore del ricercatore, il coraggio del giornalista d’inchiesta, la passione dello scrittore, sopratutto, l’amore doloroso per una città da parte di chi vi è nato e cresciuto»

Faccio presente che nella sua presentazione del libro si parla della sua napoletanità, lui che a Napoli c’è semplicemente nato, avendo vissuto sempre a Caserta, come egli spesso ricorda, essendo Saviano nato da un padre medico di provincia e da una madre invece nata a Trieste ma di origini liguri. Ma quale napoletanità vissuta fin da piccolo! E’ come dire che uno di Frosinone sin da piccolo ha respirato Roma. Idem Cuneo con Torino, Brescia con Milano, etc. etc. Anche 20-30 kilometri di differenza sembrano distanze abissali per realtà cosi diverse.

3. Nel tuo pamphlet parli dei cinesi, della loro indignazione per delle cose che sono state riferite sul loro conto e che non corrisponderebbero in alcun modo a realtà. Questo punto è stato poco approfondito e lo stesso Saviano sembrerebbe lo abbia volutamente dimenticato nelle tante interviste che ha rilasciato. Ciro Perna, qual è la verità sui containers che contengono prodotti cinesi? E soprattutto: questi containers potrebbero in alcuni casi contenere diverse decine di salme?

ARROMOG - Ciro Perna

ARROMOG – Ciro Perna

Ma non scherziamo proprio. Io nel libro prendo per il culo l’episodio dei cinesi congelati nel container, perché, per come è descritto, non dovrebbe trovarsi in un capitolo di un libro, marchiato come libro d’inchiesta giornalistica, ma in un copione di film demenziali tipo “Delitto al ristorante cinese”.
Sui containers: noi importiamo dalla Cina, cosi come è vero che esportiamo di tutto e di più, legalmente e illegalmente. La verità la si legge, tutti i giorni, sui giornali. Basta leggere i sequestri che vengono operati nei porti d’Italia e nel resto del mondo.

btn_buynowCC_LGSi parla di traffici illeciti (armi, droghe, merce contraffatta, etc. etc.), o si parla di reati fiscali dichiarando o quantitativi minori alle dogane o merce diversa da quella trasportata con il solo fine di pagare delle tasse assai basse. Ma questo non è un problema che è solo del porto di Napoli, bensì mondiale.

4. Altra querelle di cui si è parlato, ma con un po’ di distrazione, diciamo pure così, è quella che riguarda la presunta telefonata intercorsa fra Roberto Saviano e un parente molto stretto di Peppino Impastato, l’eroe dimenticato dalla Sinistra di Matteo Renzi e non solo. Vorresti approfondire questo punto?

Lui continua a sostenere che la telefonata, tra lui e Felicia Impastato, mamma di Peppino,ci sia stata. Di sicuro c’è una sentenza che da ragione a Paolo Persichetti , querelato per diffamazione dal Saviano, che aveva scritto che la telefonata in realtà non c’era mai stata. Persichetti sosteneva questo, non per una sua idea bizzarra, ma perché riportava le testimonianze del figlio e della nuora di Felicia Impastato, che dichiaravano che la signora era morta (nel 2004), ovvero due anni prima che uscisse Gomorra (2006); peraltro la signora non aveva il telefono e quando aveva necessità di telefonare si rivolgeva o al figlio o alla nuora.
Saviano non ha mai accettato questa sentenza, e successivamente, e sottolineo successivamente, fa spuntare una ragazza che aveva letto dei suoi articoli e ne aveva parlato alla signora Impastato, facendo poi da tramite telefonico, tra lui e la signora.
Basterebbe fare il nome della ragazza, aveva il numero di cellulare, e quindi intervistarla, o chiamarla davanti ad un giudice e sentire la sua versione. Ma probabilmente questa cosa non si può fare…

5. Saviano e il suo piccolo impero di verità un po’ così e così sembra quasi vivano di querelle su querelle. Nel corso dell’ultima puntata di Vieni via con me (16 novembre 2010), lo scrittore riferisce un particolare su Benedetto Croce che ha suscitato un modesto vespaio: nel 1883 il diciassettenne Croce avrebbe infatti versato 100mila Lire ai suoi soccorritori, vale a dire qualcosa come mezzo milione di Euro per aver salva la vita. Piuttosto inverosimile! Ciononostante Saviano continua a macinare successi, forse anche perché spalleggiato da alcuni quotidiani molto forti. Com’è possibile che quasi nessuno si indegni?

Uno che scrive per La Repubblica, L’espresso (gruppo De Benedetti), che ha pubblicato Gomorra per Mondadori e ZeroZeroZero per Feltrinelli, che è spesso ospite di Rai 3, Rai 1, La 7 e ultimamente, Canale5.
Ultimamente è citato ,intervistato, osannato in diversi articoli usciti su Il fatto quotidiano.
Qual è dunque la meraviglia che nessuno metta in dubbio le sue verità?
Saviano è un prodotto che tira, che vende e fin quando dura nessuno si schiererà mai contro e se lo fa sarà rilegato alla millesima pagina di Google.
E’ intoccabile.
Le varie cause di querele perse, ritrattazioni, correzioni che gli sono state imposte, non vengono mai riportate in pompa magna dai giornali, dai tg nazionali o dalle radio.
Se pareggia o vince una causa (vedi, ad esempio, la causa per le minacce di morte ricevute durante un processo ai boss Bidognetti e Iovine), si limitano – si fa per dire – a rendere noti i verdetti tramite delle dirette radiofoniche. Il giorno dopo la sentenza però, La Repubblica, gli dedica la prima pagina e la sera è ospite d’onore di Ballarò (condotto, guarda caso, da Giannini, vicedirettore di Repubblica, per cui Saviano scrive). Ma di che parliamo?

6. Da Gomorra è stato tratto anche un film, che però negli USA non ha, giustamente, incontrato molti sostenitori. Tra gli attori c’erano anche dei camorristi, ma sembrerebbe che nel momento in cui il film venne girato nessuno ne sapesse niente. Ciro Perna, ti sembra verosimile che nessuno della produzione si fosse accorto che nel cast figuravano personaggi tutt’altro che puliti?

Be’, su questo punto vorrei spendere una parola buona a favore di Saviano e delle produzioni, sia del film che della fiction. Non credo che nel momento in cui si scelgono gli attori o si facciano i casting si faccia un indagine sulla vita privata degli aspiranti attori o comparse. Non so se ci sia una legge a tal proposito, che imponga di chiedere il certificato penale a chi intenda intraprendere la carriera di attore o di partecipare alle riprese di un film in qualità di semplice comparsa, quindi può capitare. Non ci vedo poi nulla di male, se una persona che in passato ha sbagliato si possa rivelare anche un bravo attore, cosa che è capitato spesso portandolo a vivere una vita normale proprio grazie al cinema, o il teatro o altra forma di arte. Ben vengano le rieducazioni e i reinserimenti nel tessuto sociale, in quello normale, di persone che hanno delitto.

7. Ciro Perna, dobbiamo considerare Gomorra come un prodotto editoriale ben confezionato o siamo invece di fronte a un autore dotato di grande fantasia che riuscirebbe a far passare per verosimili fatti che invece non lo sono? In entrambi i casi, Saviano continua ad essere al centro dell’attenzione mediatica e non. E continua a essere sotto scorta a spese di tutti quegli italiani onesti che strappano da uno stipendio da fame, da una pensione minima, soldi su soldi per pagare tasse immonde. Se Saviano ha davvero bisogno di una scorta, non sarebbe più giusto e umano che se la pagasse lui con i suoi propri soldi?

Per me Saviano dovrebbe fare l’opinionista. Ha una grandissima cultura, preparazione, teatralità, sa stare ed accentrare su di sé l’attenzione.
Dopo aver letto su certo argomento, Saviano mette in moto una bella capacità dialettica, di narrazione, direi eccezionale. Riesce ad attirare su di sé l’interesse di chi lo ascolta, sia che si parli di mafia, di politica, di finanza, sia che si parli di argomenti letterari. Su questo fronte è bravissimo, quindi dovrebbe andare in pensione come eroe anticamorra, paladino della giustizia e martire, e iniziare una nuova carriera, una vita da opinionista, editorialista, giornalista.
Sulla scorta, con me, sfondi una porta aperta. Si parla sempre di sacrifici da far fare ai cittadini, di tagli di spese… sono 10 anni che paghiamo la scorta (costata diverse milioni di euro) ad una persona che, oggi come oggi, non si sa da chi è minacciata. La sentenza del Novembre 2014 ha stabilito che l’unico colpevole delle minacce di morte in aula durante il processo ai boss Iovine e Bidognetti, l’unico colpevole dicevo, è l’avvocato Santonastaso, condannato ad una pena di un anno di reclusione per dette minacce. Sono stati invece assolti i boss Iovine e Bidognetti, già in galera.
Rimangono in galera gli altri boss del clan dei casalesi, Schiavone, Setola, Zagaria.
Ma allora, chi minaccia ancora di morte Saviano?
In America si fa tranquillamente i selfie e le interviste per strada, posta tutti i giorni i luoghi e gli orari delle presentazioni dei suoi libri, fa tranquillamente vedere in tv il volto del suo caposcorta tranquillamente (puntata de Il testimone di Pif su La 7).
Per me è tutta una presa per il culo.
Uno che è minacciato di morte, che lo tieni chiuso in un covo segreto sotto scorta, lo porti a presentare il libro ZeroZeroZero a Napoli, su un palco davanti ai quartieri spagnoli per ben due ore filate davanti a migliaia di persone, mettendo a repentaglio, eventualmente, la loro vita? Chi cura e gestisce la scorta di Saviano? Forse Mr Bean? La scorta, stando alle parole di Saviano rilasciate nel corso di una intervista, l’ha pure portato di notte a vedere le Vele di Scampia.
Io poliziotto padre di famiglia a cui viene affidata la vita della persona da proteggere, lo porto di notte a Scampia? Ma nemmeno Mr Bean è acccussi’ strunz’.

8. Leggendo Gomorra, sembrerebbe quasi che Saviano sia a conoscenza di tutto il marciume che giacerebbe sepolto nel cuore di Napoli e non solo, e che lui e lui soltanto sia il Batman della situazione in grado di portare alla luce la verità, forse quella assoluta! A tuo giudizio, Saviano è uno che vorrebbe vestire i panni di Batman od è invece un moderno Pinocchio?

Gomorra sta alla letteratura di indagine come i falsi del Modigliani alla Gioconda.
Saviano è un Collodi-Pinocchio, perché se le scrive e le racconta le “fantasie”, chiamiamole pure cosi. E sono stato buono ed educato.

9. Ciro Perna, in quanto autore di Arromog, pamphlet che, tra l’altro, rivanga delle verità scomode (già conosciute) mettendone in evidenza delle nuove, non temi che Roberto Saviano possa in qualche modo rivalersi su di te?

La paura c’è. Lui non ha un cazzo da fare dalla mattina alla sera e i soldi per fare un milione di cause non gli mancano. Io sono un operaio da mille euro al mese, con  tre figli e un eventuale querela per me sarebbe un guaio economico, oltre a rubarmi del  tempo che, tra lavoro e famiglia, non ho
Ma io mi affido alla sua democraticità.
Lui, all’indomani dei fatti di Parigi, fu uno dei primi a scrivere Je suis Charlie, tradotto, io sono per la libertà dei stampa e di opinione, salvo poi querelare, tanto a destra quanto a sinistra, giornalisti che hanno delle idee leggermente o totalmente diverse dalla sua e addirittura censurando su Facebook i commenti critici ai suoi post. E’ capitato a me per primo di essere censurato sul suo profilo. Con me poi correrebbe un grave rischio,.quello di dover ammettere davanti ad un giudice che alcuni episodi li ha inventati, ne conseguirebbe dunque che la reputazione del santone, del martire solo contro la camorra, verrebbe offuscata e messa in dubbio.

10. Dopo Gomorra, Saviano ha continuato a pubblicare altri libri, non replicando mai però il successo del suo primo lavoro, che oggi, almeno in parte rinnega, in quanto sembrerebbe che l’abbia privato di una vita sociale tranquilla. E’ Gomorra il libro di Roberto che ha ottenuto il successo maggiore, mentre ZeroZeroZero è stato salutato con una certa tiepidezza. Gomorra è persino arrivato sui banchi di alcune scuole. E’ tua opinione, Ciro Perna, che, nel bene e nel male, in futuro di Saviano ci si ricorderà?

Lui fa e farà di tutto, per non farsi dimenticare. Poi saranno soprattutto i numeri a fare in modo che non sia dimenticato.
Uno scrittore che vende decine di milioni di libri; che ha ispirato un film premiato a Cannes; che ha ispirato una fiction, i cui diritti sono stati acquistati in mezzo mondo, sarà ricordato di sicuro.
Purtroppo, come accade in Italia, saranno dimenticate le bugie, le invenzioni di Saviano fatte passare in sordina in questi anni.

11. E’ possibile parlare oggi di una èra post-Saviano? E del tuo lavoro, Ciro Perna, Arromog, che ne pensi? Resisterà, arriverà a tante persone o resterà lettura ad appannaggio di pochi spiriti illuminati?

No, non siamo al post-Saviano. Basti pensare e fare un esempio stupido: provate ad andare sul suo profilo Facebook  dove è seguito da più di due milioni di fan, e provate a fare un commento negativo… sarete subito aggrediti da squadriglie pro savaiano, da adepti della setta di Gomorr…ea. Inoltre verreste subito bloccati nei commenti successivi.
Di qui l’idea di formare un gruppo su Facebook: “Basta!!! Roberto Saviano ci hai rotto il cannollicchio”, dove ognuno può dire la sua,su Saviano senza essere censurati.
Je suis Charlie scrisse e poi pure su Facebook: censura lui o chi per esso lavora e cura la sua pagina.
Il mio libro rimarrà per il futuro. Per il presente non spero più nulla, avendo ricevuto porte in faccia da tutti gli editori e giornali italiani.
Il  libro me lo sono autoprodotto e messo in vendita nelle edicole o direttamente spedito a casa.
In Italia, chi ha il suo per poco che sia da difendere, cerca di stare tranquillo, non va a rovinarsi la carriera o l’attività (editoriale), parlando, scrivendo o pubblicando un libro contro Saviano, li capisco. Perciò l’unica soddisfazione che mi rimarrà di questo libro sarà – quando tra 10 anni inizierà a calare il fenomeno Saviano ed emergeranno tutte le balle che ha scritto – che ci sarà un libro datato novembre 2013 scritto da Ciro Perna, che potrà tranquillamente dire: “Io l’avevo detto e scritto 10 anni fa”. Sì, lo so è una magra soddisfazione, ma mi basta e poi sarei contento perché vorrebbe dire che la verità a distanza di anni… ha trionfato.

Arromog. Gomorra letto da un altro punto di vistaCiro Perna  – 130 pagine – prezzo: € 14,00

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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3 risposte a Arromog. Gomorra letto da un altro punto di vista – Ciro Perna. Intervista all’autore di Iannozzi Giuseppe

  1. furbylla ha detto:

    Fantastica intervista a tanto di cappello a Ciro Perna!
    Cinzia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Sì, è quello che penso anche io, cara Cinzietta. E’ una intervista fantastica e molto molto coraggiosa e onesta, dove Ciro, molto generoso, ha anche portato non pochi spunti su Gomorra e le sue “verità”, che sono maggiormente analizzate in ARROMOG.

    Tanto di cappello a Ciro Perna.

    beppe

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  3. mariannapuntog ha detto:

    Quest’articolo mi ha tirato fin dall’inizio. Dall’argomento, ai fatti, a com’era esposta tutta la cosa. Mi tira ‘sto argomento sì. E sì… confesso, io ‘sto GOMORRA NON L’HO LETTO, perché….. … ..
    a me ‘sto Saviano qua, mmm, mi puzza la cosa…
    Quindi COMPLIMENTI PER QUEST’ARTICOLO, complimenti per ARROMOG e a Ciro Perna

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