La tua anima, la tua figa – di Iannozzi Giuseppe

La tua anima, la tua figa

di Iannozzi Giuseppe

women's  shoes

La tua anima, la tua figa
(Canzone d’amore)

Non lo capisci, lo intuisci però bene perché
Oh sì, così è, così è e a culo tutti i perché
Se guardi bene, se guardi bene così è, così è

Se ti guardi intorno chi oggi c’è
che fra le tue braccia cade straziato,
chi c’è non lo sai, lo immagini, lo immagini
Oh sì, il sogno l’immagini, lo dipingi
a sua immagine e somiglianza
quasi bello come Gesù, morente quasi
più di là che di qua

Se ti guardi intorno chi oggi c’è?
Ai tuoi piedi cade ubriaco,
in ginocchio s’inchioda estatico
implorando, l’aria mordendo
i rosei tuoi malleoli belli bramando
Sul tuo sesso il capo piano posa
dicendoti sposa sopra ogn’altra cosa

Non lo capisci, lo intuisci però bene perché
Oh sì, così è, così è e a culo tutti i perché
Se guardi bene, se guardi bene così è, così è

Se ti guardi intorno chi oggi c’è?
Ai tuoi piedi prega, ai tuoi piedi resta
E a testa bassa di sé ti racconta
di quand’era l’Ebreo Errante
senza niente da fare o da commentare
E timoroso t’invita a saggiare
della sua piaga la forza
E piangente t’invita a smorzare
la candela fra le sue gambe accesa,
al bisogno di tenerezza tesa

Se ti guardi intorno chi oggi c’è?
Se ti guardi intorno chi oggi c’è?
Se ti guardi intorno chi oggi c’è?

Ai tuoi piedi prega, ai tuoi piedi prega
suggendo del sesso l’intima tua bellezza
D’improvviso scatta poi in piedi
gl’occhi suoi nei tuoi inchiodando
assicurandoti che è venuto per te,
per prendersi cura delle tue ferite

E di sé, di te non ancor contento appieno,
il calore della sua bocca ti alita addosso,
perché non sia la carezza del verno
a penetrar l’immensità dell’anima,
della carne tua dolce di latte e miele

Ti invito a…

Con voce di rasoio
all’orecchio ti sussurro: “Spogliati,
lasciami tornare a casa,
fammi tornare alla vita
o donami alla morte”

Con voce di baritono
t’invito a darmi a una musica proibita
Con mani nude e impacciate
ti prego di lasciarmi andare
o di donarmi a un tempo senza confini,
senza partenze o arrivi

Il mondo, questo girotondo infelice,
non credi anche tu
conti già fin troppi perché
senza alcun’ombra di risposta?
Questo gioco mio e tuo
non è forse abbastanza
per andare avanti?

Sboccia una Fontana di Trevi
in ogni città, in ogni parvenza di verità
fra macchine e fabbriche di rabbia
Possibile tu non avverta
come viene, come viene su,
limpida e pura, l’acqua?
Con delicatezza
in un lampo spoglia
alberi e fanciulle in fiore,
innocenti o quasi

Come un monaco tibetano
all’orecchio ti sussurro: “Spogliati,
lasciami tornare a casa,
fammi tornare alla vita
o donami alla morte”

Ho nel cuore il suono d’una campana
e in tasca un rasoio ben affilato
per prendermi cura di me,
dello spirito che albe e tramonti
allo stesso modo bacia

Come un uomo, come un bambino
ti porto il mio ordine bene in chiaro:
“Spogliati, spogliati per me,
senza vergogna spogliati
e mostrami la tua femminilità
senza arrivi o partenze”

Come uomo, come uomo
t’invito a tagliare
il cordone ombelicale
al poeta che non sono io,
affinché possa venire in te

Sculetta per me

Molte città hanno sentito il mio passo
Molte donne il mio sguardo l’hanno sfiorato
e fra la folla, in mercati di follie, l’han perso

Molte vergogne e verità ho dilapidato
per scrivere epitaffi in forma di poesia,
e non me n’è venuta gioia alcuna
Molte donne m’han tirato per la giacca
per avere accesso al mio Piccolo Impero,
e tutte le ho condannate all’oblio

Molte donne, sì, e non si direbbe,
non così su due piedi, ma è stato
in un tempo passato e lontano
quando ero nero più del nero,
quando ero meno vero del vero…
quando ero una penna e una spada
per gioco sfilate dalla loro vagina

Ma adesso amo il tuo sculettare,
quel tuo modo unico di stare
sui tacchi alti come una donna
che si scopre bambina in rossore
di chissà chi in attesa alla stazione

Nella magica tua passerina

Immensa mia gioia,
cagion della vita mia,
della vita mia ieri sì noiosa
e senza mordente,
c’è adesso grazie a te immensa Luce,
Luce che da Oriente
a Occidente si spande
or lentamente
or velocemente; e sempre
nella magica tua passerina
c’incontriamo
per orgasmo
insieme glorificato

Sì uguali i desideri
che nelle viscere
dì dopo dì accendiamo:
questo e non altro
oggi noi siamo…
sempre insieme io e te
da Oriente a Occidente

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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8 risposte a La tua anima, la tua figa – di Iannozzi Giuseppe

  1. manuela a. ha detto:

    Che splendote…. per delle poesie cosi cadrei io ai tuoi piedi…. nessuno mi ha mai scritto cose così potenti ….. beata la tua donna

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  2. Rosy ha detto:

    Non ci sono parole per descrivere la bellezza di queste poesie. Solo provando tal sentimento si può cogliere la pienezza e la delicatezza… di cosi stupende Parole.
    Ti voglio bene Beppe. Grazie !!!
    Rosy

    Liked by 1 persona

  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Rosy, carissima mia ❤ ❤ <3, fa’ attenzione perché potrei combinarne un’altre delle mie. 😉

    Sei, sei, sei e sei mia,
    la sola pornografia
    che amo sorridendoti al mattino

    Giusto un assaggio… 😉

    Ti voglio un bene immenso, lo sai, lo sappiamo, siamo quel che siamo, siamo noi ❤ ❤ ❤

    beppe

    Liked by 1 persona

  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Be’, cadere ai miei piedi è un po’ tanto esagerato, ma spero di sì, che le siano piaciute le poesie alla mia donna… timida sì… ^_^”’

    Grazie

    beppe

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  5. furbylla ha detto:

    sono bellissime quale donna degna di questo nome non sarebbe felice di riceverle dall’uomo che ama e che la ama 🙂
    Cinzia

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  6. mariannapuntog ha detto:

    Piaciuta molto, la canzone, poi l’ho sentita sotto l’influsso della musica dei Nirvana, e.. ti dirò….

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  7. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Lo credo anch’io. Come ho detto su Facebook, a mio modesto avviso, sono le migliori che abbia mai scritto, per passionalità e non solo.
    Sì, è felice di queste poesie, è solo un po’ timida la mia Rosy. ❤ ❤ ❤ Ma le sono piaciute parecchio, parecchio assai.

    Grazie infinite, Mamma Lupa ❤

    beppe

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  8. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Grazie cara Marianna, è una poesia particolare, musicale e poetica, ma con i Nirvana credo centri poco o niente. ^_^ E’ più versata a uno stile coheniano. Dimmi, dimmi pure…

    beppe

    Mi piace

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