Tutto quell’amore disperso – Luca Raimondi – recensione di Iannozzi Giuseppe

Tutto quell’amore disperso – Luca Raimondi

di Iannozzi Giuseppe

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Con Tutto quell’amore dispersoLuca Raimondi torna negli anni Novanta ritraendo gli amori e le passioni talvolta effimere proprie di quegli anni, caricandole di musica, pur non ricercando la preziosità stilistica dell’alta fedeltà di Nick Hornby.

Protagonista del nuovo romanzo di Luca Raimondi è sempre Carlo Piras, personaggio già incontrato nel precedente Se avessi previsto tutto questo. In cerca d’amore nella Catania di fine millennioLuca Raimondi non investe sulla letteratura a tutto tondo, preferisce invece gettarsi a capofitto nella narrativa popolare, strizzando l’occhio a Fabio Volo, alle storie di formazione in una declinazione tutta giovanilistica. L’autore non ne fa mistero: non ama quei cinefili che si spremono le meningi per dar vita e corpo a cortometraggi impegnati, non gli garbano certi giovani filosofi in erba e nemmeno certi baccellieri che s’illudono di tenere in mano il potere e la verità assoluta. Piras (personaggio che è anche l’alter ego dell’autore) non ha il tempo, forse non ha la voglia, di impegnare la sua giovinezza in una ricerca spasmodica nel tentativo di capire l’esistenza, lo scopo ultimo dell’uomo. E rifiuta così, in toto, Spinoza e il suo invito a pentirsi.

In Se avessi previsto tutto questo, l’autore sfrondava qualche luogo comune legato alla civiltà dell’immagine e ci riusciva piuttosto bene; questo non accade in Tutto quell’amore disperso, romanzo che vuol essere il più facile possibile, ricalcando così gli stilemi e le tematiche care ad autori quali Andrea De Carlo, Federico Moccia e il già citato Fabio Volo. Piras è tutto teso verso l’amore, verso quell’amore che nella sua ingenuità giovanile crede possa essere nascosto nel cuore o fra le gambe delle ragazze, siano esse nevrotiche, romantiche o no.

Tutto quell’amore disperso di Luca Raimondi è un romanzo facile, una lettura che, fuor di dubbio, non mancherà di appassionare soprattutto i giovani, che forse vorranno incontrare più da vicino la generazione degli anni Novanta, quella dei loro padri, scoprendola non troppo diversa da quella di oggi.

Tutto quell’amore dispersoLuca Raimondi – Il Foglio letterario – Pag. 210 – ISBN 9788876065194 – € 14,00

Luca Raimondi

Luca Raimondi

Luca Raimondi è nato nel 1977 ad Augusta, in provincia di Siracusa. Presso l’Università di Catania si è laureato in Filosofia nel 2000 e in Scienze dell’educazione nel 2003. Ha pubblicato con le Edizioni Dell’Ariete i romanzi Cerniera lampo (1996) e Cuore del vuoto (1998), con Aracne Marenigma (2009), con Melino Nerella il lungo racconto contenuto in Amore, rabbia e verità (2009) e quello più breve in Le eccellenze del gusto (2011). Nel 2013 ha pubblicato per le Edizioni Il Foglio Se avessi previsto tutto questo. In cerca d’amore nella Catania di fine millennio e nel 2014 Tutto quell’amore disperso.
È autore anche di alcuni saggi, tra cui Nient’altro che un sogno. Pasolini e la Trilogia della vita (Bastogi, 2005), Il pensiero pedagogico di Pier Paolo Pasolini (Sampognaro & Pupi, 2006) e Comunicare la cultura (Bonanno, 2007). Regista, montatore e sceneggiatore, tra il 2002 e il 2008 ha diretto sei edizioni del festival Corto Siracusano, nel cui ambito ha pubblicato il volume Fronte del corto. Scenari siciliani del film breve (Sampognaro & Pupi, 2005). Collabora con il periodico on line Diorama (www.dioramaonline.org).
Il suo blog è www.lucaraimondi.blogspot.it

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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2 risposte a Tutto quell’amore disperso – Luca Raimondi – recensione di Iannozzi Giuseppe

  1. furbylla ha detto:

    Credo sia importante usare il linguaggio idoneo rispetto al pubblico al quale è indirizzato il libro o si pensa preferibilmente lo leggerà
    Buondì
    Cinzia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Sono d’accordo in pieno con te, cara Cinzia.

    beppe

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