“Tu Afrodite, lussuria mia”. Poesie per Mariarosa Marchini (Rosy)

Tu Afrodite, lussuria mia

Poesie per Mariarosa Marchini (Rosy)

di Iannozzi G iuseppe

Mariarosa Marchini

Mariarosa Marchini

beating heartDivina lussuria

Tu che sei Afrodite,
schiaccia la mia faccia
sul tuo seno
per questa seduzione
alla fine del mondo
Prendi la mia mano
e portala sul suo petto;
rassicurami che è notte,
che l’amor tuo cieco
mi farà come Omero;
poeta a tutto tondo
che mai ti potrà annoiare

Per un momento soltanto
porta il celeste dei tuoi occhi
là fuori: un uomo mendica
con un moncherino di cuore,
i piccioni lo prendono di mira
e non sbagliano mai un colpo
Osserva bene tu che lo puoi
Il giornalista, sigaretta in bocca,
affonda nell’inchiostro
d’una pozzanghera gigante;
non sa nuotare, la cronaca nera
l’ha ridotto a un ritaglio di parole,
a un epitaffio dimenticato

Tu che sei Afrodite
e gl’occhi hai più belli dei miei,
tu che sai l’amore e la lussuria
insegnami certi giochetti
che certi poeti raccontano
più e più volte ribadendo
che la notte e il letto infuocano

beating heartRagazza mia ti porto via

La valigia già pronta,
la foto nella cornice d’oro,
il riflesso del volto sul finestrino
e questo amore senza fine
alla fine della conta delle rotaie
Hanno fatto il loro tempo
Schopenhauer, Nietzsche, Hegel
Le città camminate,
quelle cadute o solo immaginate,
macerie che non ci appartengono
non reggono i calci del tempo;
lo abbiamo visto chiaro e tondo
con Babilonia, Sodoma e Gomorra

La gioia nella valigia a mano chiusa
l’ha detto anche il Poeta,
“tutto il resto è noia”
Sulla stessa barca io e te, Ragazza mia
La canna da pesca e l’amo abbocca il pesce
e un uguale calzino bucato
e un solo biglietto della metropolitana scaduto:
il poco e il tutto che noi abbiamo
facilmente non lo cediamo,
ce lo siamo promesso iersera
e siamo già a domani…

E siamo già qui tra papaveri alti
e altri più belli gialli e rossi:
buongiorno Amore mio, buongiorno…
del tuo giardino son geloso, ti porto via

beating heartIl tuo modesto Cyrano

Bellissimo svegliarsi,
salutare il mattino
e subito incontrare
l’ovale del tuo viso
immerso
tra il profumo e i colori
dei papaveri
che con voce
della mia migliore
cantano la canzone
che il cuor mio sa

Così meraviglioso
scoprir sul volto amato
il sole benedicente
che per tua beltà
gl’occhi e le labbra
illuminandoti bacia;
confesso però
che un po’ sì, d’Apollo,
son geloso, mia Afrodite

Così, seppur io
modesto Cyrano,
della poca poesia
che so mai contento,
al dì movendo torto
fra le braccia mie
tosto ti raccolgo;
e poco m’importa
delle resistenze tue,
ché mio desiderio
e di ricondurti a me
sotto le coperte
e amarti ancora
per ore ore ed ore

beating heartLibera Estasi

Impavidi gabbiani noi
in fronte al sole
sfidando del cielo i venti
Libera estasi
Libera l’estasi adesso
che al di sopra di nuvole
e persone siamo

Così piccolo, ridicolo
il mondo laggiù,
manco ce ne accorgiamo
quel che esso fa e non fa

Non le stagioni,
non le strade di sassi e asfalto
sanno quel che noi invece sappiamo
Liberi nell’infinito penetriamo
e bene ci nascondiamo

Libera estasi
Libera l’estasi adesso,
Mia Compagna di Viaggio

Abbiamo già visto
come lavorano le fabbriche,
ma qui non ci sfiora il fumo

Le malignità degli specchi,
i riflessi distorti e appannati
più non ci ingannano,
questo insieme l’abbiamo imparato
volando sempre più in alto

Non esistono quassù pezzi di vetro
che possano ferire la comune pazzia;
la Casa degli Specchi Impossibili
è oramai lontana, sepolta laggiù
in un punto qualunque…
in un punto qualunque abbandonata,
incapace di guastare con i suoi ‘dunque’
la realtà che per noi conta veramente

Libera estasi
Libera l’estasi adesso
che siamo al di sopra di Angeli e Demoni

Libera l’estasi, falla volare adesso
che con uguale velocità voliamo
Libera l’estasi adesso che la luna
in un occhiolino sta per spuntare

beating heartConfessione d’amore

Sei tu, Rosy, più fresca d’un bocciolo di rosa. E non dire che non è vero, perché il mio cuore ti risponderebbe subito che stai mentendo, che stai nascondendo la tua bellezza per timidezza, timorosa di riconoscerti bella, di essere donna, la grande Donna mia che ama e che ama proprio me, uno un po’ così e così e che però oramai non saprebbe immaginare una vita senza te accanto. Come canta De Gregori “non credi nei miracoli però li sai fare”: e ti par forse poco che oggi sono felice, che oggi sei felice… di cos’altro dovremmo mai aver bisogno? Lasciarci forse ingannare dagli specchi, dall’immagine che di noi riflettono ma non veritiera perché incapaci di specchiare le nostre anime unite in una unica luce? Inganno son gli specchi: non sanno, solo sono fredde superfici che basta un alito d’affanno per appannarli. No, non cadiamo nella trappola di quel che loro dicono con immagini supponenti, con accorti giochi di distorsione: la realtà siamo io e te. Nella loro freddezza, che ne sanno gli specchi della bellezza? Solamente sanno quel che riflettono, la superficie di noi e null’altro. Non s’interrogano mica, non vanno a fondo, non sono in grado di riconoscere le nostre anime legate. Gli è impossibile. Da Dio questo dono gli è stato negato. Non a noi ha però negato di guardarci negl’occhi e capire (carpire) la verità che divisi siamo niente, meno di niente, due buchi neri nell’immensità dell’Universo persi e impotenti. Prima che entrassi nella mia vita, non c’era vita: il grigio dominava sui giorni che dicevo buoni, il nero su quelli che mi sforzavo di dire passabili convinto che tanto domani un altro giorno. Che senso avrebbe mai svegliarsi oggi e non incontrare il tuo volto sorridente, la profondità celeste che è parte di te, che è nei tuoi occhi lucidi e vuoti di qualsivoglia ombra di nuvola?
Con sempre nuova ansia aspetto il nuovo giorno per svegliarmi su te. Sogno o son desto? Son desto, ne sono convinto, non nutro dubbi perché il mio cuore l’ho donato a te, dal primo momento l’ho donato a te senza compromessi perché fossi tu, mia Rosy, a decidere se io tuo servo o amante; in ogni caso accanto a te felice, felice di prendermi cura di te. E se un giorno sarà tuo volere che io fuori dal tuo letto, obbedirò e in ginocchio di fronte alla tua maestà prenderò gli ordini felice di poterli esaudire col sudore sotto il sole, con la brina a ghiacciarmi le ossa sotto una luna metallo.

Così, dopo questa confessione, Amor mio grande, su due piedi ti prendo; e dei tuoi capricci niente me ne impipo, sicuro che fra le mie braccia presto saranno baci e abbracci, supremo sprofondamento nell’Eros per un’estasi sì tanto divina da far invidia agli dèi lassù in cielo insieme raccolti eppur così soli-

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, Giornalista, scrittore, critico letterario
Questa voce è stata pubblicata in amore, arte e cultura, cultura, eros, Iannozzi Giuseppe, poesia e contrassegnata con , , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

Una risposta a “Tu Afrodite, lussuria mia”. Poesie per Mariarosa Marchini (Rosy)

  1. Rosy ha detto:

    E’ qualcosa che va oltre la mia comprensione distogliendomi dal sonno: sensazioni, frammenti di parole, immagini, sorrisi… Inizio cosi a scriverti che “sono le parole a bagnare per prime l’arcobaleno”, grazie alla tua dolcezza, alla tua parola cosi calda e oggi così tanto rara.

    Caro Beppe, tu sei la benedizione del cielo, lo sai?
    Sto vivendo questo momento della vita come se fosse un sogno e a volte par quasi sia realtà. Mi stai donando momenti veramente belli, e per questo ti devo ringraziare.

    Spesso mi trovo a parlarti, si davvero… mi scopro a parlarti quando non ci sei, quando sono sola con il tuo pensiero e mi fa compagnia il ricordo della tua voce.
    E’ bellissimo volersi bene e lo è di più sentirsi amati.

    Non credevo che anche tu potessi provare le stesse sensazioni che provo io, quelle che magari non riesco o non voglio dire, ma ti giuro che le stesse sensazioni, le stesse emozioni e tutto quanto riesco a trasmetterti mi torna indietro come un boomerang. E’ un affetto pulito e profondo ed è ciò che dalla vita ho sempre desiderato.

    Sono felice quando leggo nei tuoi occhi – che ultimamente vedo più gioiosi – che posso esserti amica; e quando mi sussurri nel tuo bel fare poetico che il mio sguardo è dolce e profondo, ecco la tua voce… Sentirselo dire non è una semplice gioia per i timpani, ma infonde una sensazione che non ricordo d’aver mai provato così repentinamente.

    La parola AMORE la conosco ed in questo momento avvolge la mia esistenza, tutta me stessa. So che ad oggi la devo pronunciare ancora sotto un certo aspetto, ma è talmente importante che merita di non essere soffocata nella parte più viva e delicata di me.
    Penso a te con tutta serenità, senza sotterfugi, senza confinare il pensiero in un “oltre”; e mai vorrei che questa amicizia, che si trasformerà – ne sono ormai certa – in vero Amore, possa un giorno finire; e per questo che ti ho ora qui detto, nel profondo del Cuore ti stringo dolcemente a me, sentendo che mai potrei stancarmi di Te.

    Non vorrei essere banale nel dirti che sei davvero unico e importante, ma sei il sole della giornata e di tutti questi giorni.

    Non ti voglio bene ma… TI AMO alla follia.❤❤❤

    Tua Rosy

    Mi piace

I commenti sono chiusi.