Passione chiama follia. Poesie d’amore per Mariarosa Marchini (Rosy)

Passione chiama follia

Poesie d’amore per Mariarosa Marchini

di Iannozzi Giuseppe

El Beso

El Beso

a Mariarosa Marchini,
all’unica grande donna che amo 

Sovrano l’Amorebeating heart

Accanto a me sei quando lontana sei
Trafigge l’azzurro degl’occhi tuoi
– specchio dell’anima tua celeste –
l’alma mia solitaria e più non sono
con me stesso solo, ramingo abbandonato
in un deserto di vil tentazioni, di serpenti
che nella Sabbia della Solitudine
fortemente anelano di seppellirmi
fino al collo e più a fondo ancora

Quando poi il fruscio lieve dei tuoi passi
avverto salir le scale, forte mi fugge
dal petto il core per subito al tuo sposarsi
e così regna infine sovrano l’Amore,
da mille e più baci
sulla bocca tua assetata accarezzato

Osceno l’amor nostrobeating heart

Uno sguardo tuo soltanto,
e ai tuoi piedi subito caduto
Osceno, miracoloso l’amor
in cui tu m’hai gettato

Sogno? Non svegliatemi
I rosei teneri tuoi malleoli
l’avida mia bocca divora…
arrivar al collo dei tuoi piedi
e piano piano
la vittoria su te conseguire
prendendo nella bocca mia
la Porta tua Proibita
fra le lunghe gambe nascosta

Osceno, così osceno
Così vero, così pieno
l’amor nostro, mio e tuo

Atto Supremobeating heart

Certi maligni spiritelli
dal diavolo comandati
all’orecchio m’han sussurrato
“Folle, folle l’uomo,
ben lo sa il Dio
che t’ha creato!”
Hanno poi insinuato
che il senno l’ho perso
Affatto offeso
tosto ho lor risposto
con focoso sguardo:
“Passione chiama follia”
M’han così lasciato
Via tutti sono andati
tristi mogi sconfitti
Son così adesso
assieme a te, perché
non un lacrima di sudore
vada persa nel supremo
atto dell’amore

Tu a me destinatabeating heart

Il capo tuo rovesciare,
il peso della beltà reggendo
con una mano solamente;
e gl’occhi tuoi blu incontrare,
e il cor tuo allarmato
sul mio sentir forte palpitare
Si presto si scioglie in languor
l’arresa tua alma sotto
l’assalto del desio mio fremente
Velo dopo velo
il ninfeo tuo corpo spogliare
dell’ultima pudica ritrosia,
e l’alma tua colla mia
presto penetrare
ché geloso, sin troppo geloso
son già io di quel venticello
che impudico dal bosco lontano
carezza quel che per destino
– da chissà quali munifici Numi –
a me solamente
da sempre destinato

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, Giornalista, scrittore, critico letterario
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