“Ruggine”. Il nuovo romanzo di Carlo Albè tra Storia e contemporaneità di Iannozzi Giuseppe

Ruggine

Il nuovo romanzo di Carlo Albè
tra Storia e contemporaneità

di Iannozzi Giuseppe

Ruggine - Carlo Albè

Ruggine – Carlo Albè

Esce in questi giorni Ruggine, ultima fatica del giovane scrittore Carlo Albè, già autore dei fortunati “Stabile precariato”, “Oh belli ciao. Ecco perché ho lasciato i Modena City Ramblers” (insieme a Stefano Bellotti, in arte Cisco, voce e leader dei Modena City Ramblers), “L’importante è non restare”.

Carlo Albè

Carlo Albè

Carlo Albè con Ruggine traduce il lettore in quei terribili giorni che hanno visto l’Italia sotto il giogo del Fascio mussoliniano, senza dimenticare di disegnare il nostro tempo storico tutt’altro che felice, purtroppo sceverato di quasi ogni forma di libertà, di reale democrazia. E’ Ruggine un romanzo politico? Sì, lo è. L’autore è ben consapevole che tanto la destra quanto l’attuale sedicente sinistra italiana lavorano insieme per mortificare l’Italia. Con spirito anarco comunista – non di rado esposto a una disciplina filosofica sulla falsariga di Fabrizio De André -, Carlo Albè fa rivivere un giovane che il suo sangue versò per la libertà. Il protagonista, per chissà quale strano artificio, torna in vita oggi, nel nostro tempo storico; torna in vita sì, ma per un giorno solamente. Spaesato, incredulo, il protagonista di Ruggine si rende presto conto che il dono che gli è stato fatto è grande seppur limitato a sole 24 ore. E’ tornato in vita, in carne e ossa, perché c’è qualcosa che deve scoprire da sé, affinché possa la sua anima finalmente trovare la tanto anelata pace. Non sa bene perché sia tornato a vivere, sa però che non può permettersi di perdere un solo secondo. In una Milano tanto grigia quanto frenetica e fortemente invischiata in una politica d’accatto, a Ettore gli ci vuole poco per comprendere che la libertà tanto propagandata è in realtà uno specchietto per le allodole, perché di fatto, in realtà, poco o niente è cambiato da quando Mussolini gridava “credere obbedire combattere”.

Nel 2015 la gente è vestita bene, ma ha dimenticato o ha voluto dimenticare quanti entrando nella Resistenza sono caduti nel nome della libertà. Tutti si credono liberi, la realtà è però ben diversa: tutti ripetono slogan, pubblicità che gli sono state inculcate nel cervello lobotomizzandoli, lasciandoli vivi sì ma come zombie. Nessuno osa pensare che Milano, che l’Italia, potrebbe essere diversa, migliore: le persone che Ettore incontra sono vuote d’anima e solo si preoccupano d’ingollare panini e bibite da McDonald’s. Ettore prova a mangiare quello che gli viene spacciato per del cibo genuino, ma non fa in tempo a metterlo nello stomaco che subito è costretto a vomitarlo. E se vero è che la Liberazione è stata possibile anche grazie all’intervento dell’America, è altrettanto vero che le multinazionali americane hanno rivoltato come un calzino l’Italia, imponendole il peggio della cultura made in USA.
Quella che fu l’ideologia fascista ha cambiato nome, si è evoluta ma solo per diventare più truculenta e insidiosa: ben presto Ettore si rende conto che gli alti ideali di Gramsci e di tutti coloro che si sono immolati per dare al paese un futuro migliore, senza disuguaglianze e leggi razziali, sono stati traditi, stralciati, sepolti nell’oblio. Non poco disgustato da quel che vede, Ettore torna indietro nel tempo, ricorda d’aver avuto una famiglia, di essere stato persino felice seppur immerso fino al collo dalla povertà, e non da ultimo ricorda la ragazza che ha amato, che non ha potuto amare per il resto dei suoi giorni perché caduto, assassinato. Ettore deve conoscere la verità, perché e come è caduto; deve scoprire chi è stato a strapparlo alla vita nel fior degli anni.

Ruggine di Carlo Albè è una novella a tratti intrisa di surrealismo magico che però ben si sposa con l’attualità e la Storia; ed è anche, forse e soprattutto, la fotografia di questo tempo balordo che stiamo attraversando a testa bassa, convinti che mai nulla potrà cambiare in meglio per l’Italia. Ruggine, una novella partigiana, fotografia di quell’ieri che i più hanno dimenticato per andare incontro alle loro proprie convenienze per soldi malguadagnati (rubati), e cruda quanto realistica istantanea di questo nostro oggi bagnato di sangue innocente.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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2 risposte a “Ruggine”. Il nuovo romanzo di Carlo Albè tra Storia e contemporaneità di Iannozzi Giuseppe

  1. Rosy ha detto:

    Ottimo Beppe… L’argomento è interessante.

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    E’ un ottimo libro e lo dico senza regalare a Carlo alcunché, perché il critico letterario è il critico letterario, ne consegue che non deva mai e poi mai giudicare con metro diverso da quello di una rigida e onesta obiettività.

    Nella critica qui portata, che è positivo, ho detto che è anche un libro politico: sì, è così. Ma ho anche evidenziato che la critica operata da Carlo Albè è nei confronti di tutta quella cattiva politica che oggi ci tartassa, per cui è impossibile trovare differenze tra la destra e una presunta sinistra, presunta in quanto il governo Renzi non sta facendo altro che applicare leggi che sono quanto di peggio si sia mai visto negli ultimi tre decenni. E’ un romanzo ben scritto, solido nella struttura narrativa, nella storia narrata, con incursioni dettagliate nel periodo fascista, quando si attivò la Resistenza. Ed è anche una storia d’amore, quella di Ettore che sogna la libertà, di poter essere finalmente uomo libero di amare la sua ragazza. Il destino non lo vorrà ed Ettore dovrà scoprire perché è stato fuori e chi gli ha sparato.

    beppe

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