Ubriaco di dolore. Un racconto di Iannozzi Giuseppe

Ubriaco di dolore

di Iannozzi Giuseppe

The Gargoyles Of Notre Dame

L’orologio del campanile segnava le due, ma da tempo era rimasto fermo. Le campane suonavano, non si capiva però se a festa o a lutto. La piccola chiesa teneva le sue porte ben chiuse. Jacques aveva provato a bussare per chiedere ospitalità. Nessuno gli aveva aperto.

Dicembre era bianco di neve, oltremodo freddo. Durante quell’anno, più d’una volta, la temperatura era scesa sotto lo zero, lasciando sotto i ponti diversi clochard con il cuore fermo e le palpebre chiuse, congelate dalle lacrime.

Molti treni, prigionieri della neve e del ghiaccio, stazionavano sui binari, in attesa che le condizioni meteorologiche migliorassero.
Jacques cercava di riscaldarsi le mani soffiandoci sopra. Dalle labbra screpolate si dipartivano preghiere di alito che, a contatto con l’aria, subito mutavano in fumetti di tristezza. La notte l’aveva passata a la gare de Lyon, sfidando gli addetti alla sicurezza, che cacciavano fuori chiunque non fosse in possesso d’un biglietto ferroviario. Più d’una volta era stato costretto a raccogliere le poche forze, che ancora lo tenevano in piedi, per sfuggire agli altolà gridati con filistea rabbia. Al momento allungava il passo lungo rue Saint-Sébastien, rimuginando sulla cattiveria della società, sull’inesorabile disfatta dell’amore, consapevole che Eros solo ama la tragicità della bellezza, vale a dire la bruttezza.

Da quanto tempo non metteva un pezzo di pane sotto i denti? Gli interessava poco o niente. La fame gli scavava il petto, ma, da tempo, Jacques s’era abituato a vivere come un clochard. Nell’intimo, forse, aspettava che la morte lo cogliesse veloce e secca, all’improvviso.
Aveva perso la battaglia, quella più grande, aveva perso la donna che amava, che aveva creduto d’amare. Non aveva però memoria se fosse stato lei ad abbandonarlo. Non ricordava nemmeno se avesse pianto o che altro. Più si sforzava di tornare indietro nel tempo e più gli pareva assurdo che non ci fosse granché da riesumare.
Il freddo gli artigliò così forte le nude guance, che ebbe una vertigine. Barcollò e finì con l’urtare un uomo ben seppellito nel suo cappotto.
“Fa’ attenzione a dove metti i piedi, ubriacone!”, gli urlò contro lo sconosciuto.
Jacques lo fissò di sguncio giusto per un attimo. Gli sembrava di conoscerlo. Aveva una faccia non nuova che aveva visto parecchie volte, forse in un’altra vita. Assomigliava a George Peppard, all’attore. Aveva bevuto e non poco, e adesso, come tutti gli ubriachi, cercava una scusa per menar le mani.
“Mi perdoni”, bofonchiò Jacques. E subito aggiunse: “Per caso, lei, Monsieur, lo sa perché suonano così forte le campane? Mi stanno uccidendo, lo giuro.”

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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