Crocifissione. Un racconto e segnalazione libri di Iannozzi Giuseppe

Crocifissione

di Iannozzi Giuseppe

L'ultima tentazione di Cristo

L’ultima tentazione di Cristo

Ho preso un sacco di botte. Un sacco davvero.
Mi scoppia la testa.
Mi hanno spaccato ben bene le ossa.
Non rammento d’aver mai preso così tanti colpi, in un’unica soluzione, soprattutto in piena faccia. Non c’è zigomo che sia stato risparmiato dal dolore. Una maschera di sangue, di brandelli di carne il mio volto.
Da un occhio non ci vedo più. Non ho idea se sia ancora nella sua orbita, ridotto in poltiglia, o se sia volato via.

Loro lo avevano detto che me l’avrebbero fatta pagare.
Hanno mantenuto la parola.
C’è solo un problema, non ho nessuna colpa, ho solamente detto il vero, né più né meno. Per aver detto la verità adesso ho la mia croce.
Non è detto che riesca a farla franca, è anzi più facile che prima o poi loro mettano fine alla mia agonia.

* * *

Mi avevano pregato di togliermi la vita.
Gli ho detto di no una volta.
E mi hanno pregato di nuovo, di farla finita in maniera onorevole, con le mie mani. Mi hanno suggerito di accettare il consiglio.
Non c’è stato verso.
A loro modo ci hanno provato a non farmi vivere questa pena imbarazzante.
Anche se avessi voluto non mi sarebbe stato permesso di suicidarmi. E io sospetto che loro lo sapessero quando hanno avanzato la richiesta guardandomi negli occhi, mentre le foglie degli alberi si piegavano commosse sotto l’impeto dell’alito d’un vento né caldo né freddo.

* * *

Lui mi aveva ordinato di dar loro la salvezza.
E mi aveva avvertito anche: “Verrà la morte e avrà i loro occhi.”
Non ho mai dubitato che dicesse il vero. Era stato programmato da prima che fossi concepito da mio padre, da molto prima che gli passasse per la testa di avere un figlio.
Gli ho gridato contro: “Tu non farti vivo, mi raccomando. Hai ragione, in fondo in fondo però perché forse sì, mordo e non son buono a stare a cuccia, e nemmeno mi lascio convincere da un osso gettato.”
Mio padre ha tenuto vivo un immenso silenzio.

* * *

Devo sbrogliarmela da solo, o presto di me non rimarrà un solo brano di carne.
Le donne aspettano che tiri le cuoia una volta per tutte.
Una, che sostiene d’esser la mia madre adottiva, durante il linciaggio ha avuto il coraggio di strapparmi le mutande affinché le sue amiche potessero prendermi a sassate sul sesso.
Sono dolore e null’altro: quand’anche riuscissi a buttarmi giù da questa croce, non è affatto detto che riesca a sopravvivere.
Ma devo provarci. Non voglio lasciare la soddisfazione a ‘ste dannate e a quel farfallone di mio padre.

iannozzi giuseppe texas rangerAnche Chuck Norris si è trovato in un casino di situazioni pesanti che, sempre, sembravano senza via d’uscita, ma ce l’ha poi fatta a cavarsela e a vendicarsi dei suoi nemici. E così penso che se Chuck Norris c’è riuscito non una ma mille volte come minimo a riportare la pellaccia a casa…
Stringo i denti nonostante il dolore infernale lungo tutta la faccia.
Non permetterò alle donnacce di mio padre d’aver la mia pelle e le mie palle.
Non darò loro questo piacere.
Mi faccio forza.
Incurante del dolore strappo i polsi dalla croce.
Ai miei piedi le donne gridano eccitate.
Prima che possano scaraventarsi addosso a me per darmi il colpo finale, strappo i piedi dal chiodo piantato nella croce e con un balzo sgraziato cado a terra.
Le donne ammutoliscono.
Non credono ai loro occhi.
Non ci credono che sono riuscito a liberarmi.
Alzo lo sguardo del mio unico occhio insanguinato su di loro e grido: “Un uomo senza peccati è uno che è morto prima di nascere! E’ la verità.”
Sui loro volti l’odio si accende in fiammate rosse.
Vogliono la mia pelle e le mie palle.
Non mi avranno, non tanto facilmente in ogni caso. Glielo faccio capire ringhiando, sputando sangue e denti.
Una scalmanata fa per buttarsi addosso a me, ma prima che riesca a toccarmi con un solo dito, con una pietra la butto giù centrandola in piena fronte. Ho un sacco di pietre a mia disposizione, tutte quelle che quelle donnacce mi hanno scagliato contro mentre ero crocifisso. Se sarà necessario le abbatterò una a una. Non posso permettermi pietà né sentimentalismi. Quelle desiderano la mia morte per far delle mie palle un macabro campanaccio da appendere in Chiesa.
Un’altra si fa avanti… non esito, scaglio la prima pietra che mi capita a tiro. Anche questa volta faccio centro. La donna va giù che è una bellezza.
Ne ho già accoppate due, ma le altre non sembrano per niente intimorite.
Sarà una lunga e dura battaglia.
Comincio a scagliare le mie pietre raccogliendole da terra. Ogni sassata è una donnaccia che ci rimane secca.
Sono più che mai deciso a non farmi fottere da ‘ste dannate.
Hanno crocifisso un povero cristo solo perché ha osato dir loro la verità.
Non c’è pietà nel mio cuore né nella mia anima.
Potrei tentar la fuga, ma non servirebbe: mi verrebbero dietro. Devo combattere. Lo devo a me stesso.

E’ la resa dei conti.
Ho fatto fuori quasi tutte le pietre a mia disposizione.
Davanti a me sono rimaste in piedi sol più tre donne, brutte vecchie e laide.
Devo atterrarle.
Non hanno un dente in bocca e la loro pelle è tutta incartapecorita.
Gli scaglio contro le pietre, una vera e propria pioggia. Non serve. Hanno la pellaccia dura queste. Poco ma sicuro che hanno accolto più peni loro nella loro figa di qualsiasi presunta Prostituta di Babilonia. Glielo si legge in faccia che hanno spaccato la schiena a ben più d’un uomo per strafogarsi con le sue palle.
Le loro boccacce sdentate ridono di gusto.
Sono allo stremo delle forze. Neanche Chuck Norris si è mai trovato in una situazione così, poco ma sicuro. Dovrò superare il grande Chuck se voglio tenermi la vita.
Le tre donnacce, vere e proprie streghe senza scrupoli né anima, cachinnano.
Mio malgrado sento un nodo in gola. Ho paura. Queste dannate non ne vogliono che sapere di sprofondare all’Inferno. Le ho già colpite tutt’e tre, più volte, bene in fronte. Niente. Neanche un bernoccolo.
Non so se riuscirò a farle fuori tutt’e tre senza rimetterci la pelle. In ogni caso, sono pronto anche al sacrificio, a patto di portar con me all’altro mondo le streghe.
In vita mia mai ho visto esseri più orridi di queste tre femministe incallite, così tanto femministe da aver perso ogni minima apparenza di muliebrità. Non sono delle semplici donnacce, sono delle Erinni, dèmoni a tutto tondo.

Si muovono tutt’e tre all’unisono.
Muovono contro di me.
Con quanto più fiato ho nei polmoni, lancio il mio grido di battaglia: “Nel mio nome e nel mio nome solamente, ne resterà uno solo!”

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Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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4 risposte a Crocifissione. Un racconto e segnalazione libri di Iannozzi Giuseppe

  1. romanticavany ha detto:

    Auguri Buona Pasqua Grandissimo King. Che si realizzi tutto ciò che hai chiesto nelle tue preghierine 🙂
    1 Mega bacio ♥ vany

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Violetta, Violetta, Violetta… ♥ ♥ ♥ Che bello, il baciottone. ^_^ Spero che in questa giornata sì tanto santa, per te che ci credi, Gesù abbia esaudito tutti i tuoi desideri. Sono certo di sì, sei un’anima troppo bella perché la tua vocina possa rimanere inascoltata.

    Nelle mie preghiere, se così possiamo definirle, ho chiesto una cosa sola e impossibile, per cui rimarrà una preghiera inascoltata. 😉

    Bacioni bacioni bacioni, Pulcina Vana

    orsetto Bepep

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  3. furbylla ha detto:

    dici che le donne meritano un esorcismo?
    cinzia

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    No. E’ solo un Cristo che si ribella al destino che qualcun altro avrebbe comandato per lui, privandolo del libero arbitrio. Certo non sono Nikos Kazantzakis, ma seppur in un ambito di mera finzione, pure io ho voluto disegnare un Gesù che non si sacrifica nel nome di una ipocrisia.

    beooe

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