Aldo Busi tiene la lingua longa ma la sua penna lo è di più

Aldo Busi tiene la lingua longa
ma la sua penna lo è di più

di Iannozzi Giuseppe

Aldo Busi

Aldo Busi

Qui la prima parte della recensione.

L’unico problema di Vacche amiche, di questo romanzo, di questo romanzo busiano dalla radice dei capelli sino all’alluce valvo (operato quattro volte), è il prezzo di copertina: quindici euro per centottanta pagine. Troppo poco, troppo poco davvero, vale almeno il doppio il triplo il quadruplo… anche se è più vero e giusto sottolineare che l’Alta Letteratura non ha prezzo; gli editori, abbandonati da Aldo Busi, hanno perso e hanno perso un patrimonio non quantificabile.  Ciò detto e ben evidenziato, non è possibile che io vada in libreria per aggiornarmi sugli ultimi pettegolezzi (tutti in corso di canonizzazione) di Padre Pio santo grazie all’olio di colza e trovi indicato un prezzo che non è inferiore ai 18 Euro e 50 centesimi… Se mai fossi così matto da buttare tutti ‘sti soldi per un ambiguo “pio pio” gridato a squarciagola e un “ahia ahia, donde esta Maria?”, che almeno ci sia inclusa nel prezzo una visita guidata sino a Pietralcina (e non pretendo mica che sia inclusa nel libro il cui valore letterario, per il sottoscritto, è destinato a rimanere vergine e inviolato nei secoli dei secoli) – possibilmente senza cadere col pullman in un prepuzio tagliato male, per colpa e fede di un autista alcolizzato; perché, se ancora non si fosse capito, non ci tengo proprio a diventare famoso a causa d’un incidente di percorso – con tanto di coro parrocchiale e foto ricordo a fine giornata affinché possa dimostrare anch’io che il pellegrinaggio l’ho fatto ed è servito a rendermi un poco più deficiente di quanto non lo fossi già… costretto ad ascoltare alla radio come un pappagalletto castrato le voci bianche, quelle che avrebbero vinto Sanremo grazie all’intercessione di Padre Pio.

Sono per la Letteratura e non per certi ambigui cerini e zolfanelli senza una minima cappella di zolfo e però spacciati a ogni angolo di strada, quasi sempre nei pressi d’un vespasiano sporco marcio di urina, di sangue, di vomito pasoliniano antelucano; e sia ben chiaro che non parteggio per certi incediati e increati moreschiani venduti agli sprovveduti come sacri dissanguamenti lisergici, per cui, meglio togliere subito di mezzo il senso del sacro che tutto snatura, in primis lo scrittore quando è tale. Busi è uno scrittore da combattimento, lo è senz’ombra di dubbio: leggere Vacche amiche è tornare a leggere un libro vero e non un suo surrogato. Busi sì, lui sì che se lo merita tutto un bel Meridiano Mondadori; e invece per chi li fanno quelli di Segrate i Meridiani… per le camomille annacquate che persino mia nonna – pace all’anima sua – sapeva che una camomilla per essere una camomilla come dio, cioè come io comanda, c’aveva bisogno d’una punta d’acidità vecchio stile, non quella lisergica degli yuppie tutto Lsd e niente peyote.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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2 risposte a Aldo Busi tiene la lingua longa ma la sua penna lo è di più

  1. Loredana ha detto:

    Mi sembra che qui l’unica canonizzazione in corso sia quella di Aldo Busi. A quando un pezzo di critica letteraria vera? Mai letti Auerbach, Genette, Benjamin (solo per citarne alcuni)?

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Uno, Loredana: Lei ben sa che su questo blog gli anonimi non sono accettati dal sottoscritto e Lei lo è. Il suo nome è falso così la sua email, mi ringrazi dunque che ho sbloccato il commento, ma la prossima volta o si presenta con educazione, mettendo il suo vero nome e un indirizzo di posta elettronica valido o il suo commento non passerà. E non mi venga poi a parlare di censura, perché è Lei che si censura da sola.

    Detto questo, qui non c’è alcuna canonizzazione in corso di Busi, ma quand’anche fosse, sarebbe sempre e in ogni caso una “canonizzazione pagana”. Lei ha mai letto Aldo Busi, invece di venirmi a citare nomi di vecchi filologi per gonfiare di niente il suo commento non-commento? Mi faccia la cortesia: sia costruttiva, e se non è capace, eviti.

    giuseppe iannozzi

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