“L’Antiesorcista” di Paolo Grugni. Combattere il male in seno alla Chiesa cattolica è possibile. Recensione di Iannozzi Giuseppe

L’Antiesorcista di Paolo Grugni

Combattere il male in seno alla Chiesa cattolica è possibile

di Iannozzi Giuseppe

Novecento editore

L'antiesorcista - Paolo Grugni

L’antiesorcista – Paolo Grugni

Una provocazione veritiera quella che Paolo Grugni mette nero su bianco nel suo ultimo lavoro, L’antiesorcista (Novecento editore). Un romanzo, per certi versi, fuori dalle logiche buoniste in questo delicato momento storico, tanto più se si tiene conto della crescente (e  morbosa) attenzione rivolta a religioni, estremismi e fondamentalismi. La Chiesa cattolica lamenta che, in diverse parti del mondo, i cristiani vengono massacrati; e però nessuno ha mai detto a certi personaggi di portare il loro “verbo” laddove nessuno ne ha mai sentito la necessità. Facile è scagliare la prima pietra; tutti, oggi, si credono innocenti in una società che, giorno dopo giorno, diventa sempre più babelica e multirazziale; e il Diavolo non può non essere, con diabolica prepotenza, motivo d’attrazione per il popolo ma anche per la narrativa, sia essa spicciola o no.

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L’antiesorcista di Paolo Grugni è un libro anomalo, vale a dire lontano da tutti quei lavori che l’autore ha scritto in precedenza: facile sarebbe etichettare L’Antiesorcista come un thriller eretico e morta lì, non è però così semplice: Paolo Grugni porta infatti una critica forte, talvolta feroce, contro una certa parte del clero, quella degli esorcisti che inventano il Diavolo per dar vita alle proprie personali perversioni oltreché per osteggiare la scienza, la psicologia. La letteratura moderna è ricca di romanzi ambientati all’interno del Vaticano o nei suoi dintorni: basti ricordare “I sotterranei del Vaticano” di André Gide, pubblicato nel lontano 1914 e che accese non poco gli animi, tant’è che ancor oggi è una pietra miliare per chiunque voglia cimentarsi con una sotie. Tuttavia, l’autore de L’Antiesorcista si spinge oltre la mera satira drammatica e fa così suo lo spirito migliore di un autore culto come Thomas M. Disch, che in tante opere narrative e teatrali ha attaccato con forza la stupidità della Chiesa e dei suoi tanti uffizi.

Paolo Grugni

Paolo Grugni

Il protagonista de “L’Antiesorcista” è Josh Maine, un ex esorcista che dopo aver perso la sorella, ha cercato nella fede in Dio speranza e conforto. Ma il Dio creato dagli uomini si è ben presto rivelato un falso. Josh apre dunque gli occhi sulla verità, anche grazie a Padre Richard che presto gli mostra la vera identità degli esorcisti. In cuor suo Maine aveva sempre saputo che gli esorcisti erano dei farabutti, non aveva però trovato la forza di ammetterlo. Grazie agli insegnamenti di Padre Richard, Maine si disfa dei voti, smette di essere un esorcista, torna ad essere una persona normale! Alla soglia dei quaranta anni è impiegato presso l’Ambasciata americana, svolge un lavoro sicuro e nella sua vita c’è finalmente uno scopo: eliminare alla radice il male, gli esorcisti. Non esistono vie diplomatiche per estirpare il cancro che è in seno alla Chiesa: l’unico modo per combattere il male è quello di ucciderlo in maniera fisica. Josh Maine, assistito da Padre Richard che gli passa importanti informazioni, dà così inizio a una sistematica eliminazione degli esorcisti più in vista e di tutti quei venditori di panacee, che con le loro chiacchiere spogliano i disperati e gli ammalati dei loro pochi averi. Di fatto Maine diventa il killer degli esorcisti. Uno, due, tre esorcisti fatti secchi, in maniera rapida e pulita, senza lasciare tracce, e il consesso degli esorcisti si mette in allarme, comincia a sospettare che qualcuno molto bene informato ce l’abbia con loro. I vecchi esorcisti, che reggono le redini della Chiesa da decenni e decenni, da quando Freud diede vita alla psicanalisi, si allarmano: è chiaro oramai a tutti che un killer li vuole morti, tutti. Per Josh Maine, d’ora in poi, non sarà più facile come un tempo combattere il male. Prima o poi scopriranno chi è il killer che li vuole morti, ma Maine non può fermare la sua mano perché Dio non esiste e lui invece sì.
Far fuori alcuni esorcisti e imbroglioni è stato relativamente semplice, tuttavia, adesso che la Chiesa è in allarme, neanche il caro mentore Richard potrà essergli di aiuto nella sua missione.
In una Roma corrotta, marcia fino al midollo, tra pornostar e olgettine, tra oscurantisti di professione e prelati corrotti, Josh Maine dovrà fare i conti non solo con chi adesso si è messo alle sue calcagna, ma anche con sé stesso, perché uccidere, giusto o sbagliato che sia, comporta in ogni caso macchiarsi le mani di sangue e guardare in faccia il Demonio, quello vero.

Paolo Grugni, con L’antiesorcista, non dà alle stampe un semplice thriller eretico: l’autore infatti si scaglia non solo contro quei letali buffoni che danno vita al Demonio per riempire la propria scarsella, ma anche contro i rifiuti tossici nascosti dalla Chiesa, contro le antenne di Radio Vaticana, contro l’ipocrisia dei Vangeli tutti scritti da persone che mai conobbero quel Cristo che si dice sia morto in croce all’età di trentatré anni.

L’antiesorcistaPaolo Grugni – Editore: Novecento Editore – Collana: Calibro 9 – Prima edizione: 2/2015 – Pagine: 256 – ISBN 978-88-95411-95-8 – Prezzo: 9,90 €

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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2 risposte a “L’Antiesorcista” di Paolo Grugni. Combattere il male in seno alla Chiesa cattolica è possibile. Recensione di Iannozzi Giuseppe

  1. romanticavany ha detto:

    L’ onomastico è come una foglia che cade da un albero: spesso nessuno se ne accorge. Io invece si, perché ti sono vicina 🙂
    Auguri Buon Onomastico ♥

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Che bella questa cosa che mi hai scritto, Mya Regyna Vany. Grazie infinite, piKKolina. ♥ ♥ ♥

    orsetto

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