Editoria italiana: un male incurabile. Appunti su editori, autori, libri

Editoria italiana: un male incurabile

Appunti su editori, autori, libri

di Iannozzi Giuseppe

Telly Savalas (Kojak)

– Ci sono tanti, tantissimi editori, che pubblicano di tutto, purché uno sia disposto a pagare: gli editori a pagamento sono da evitare. Non servono. Il libro finirebbe sul sito dell’editore e morta lì. E’ consigliabile evitare anche quelli a doppio binario. Simili editori non hanno nessun interesse a promuovere l’autore. Intascano solo soldi e null’altro.

– Spesse volte gli editori a doppio binario sono anche degli scrittori, per cui, il più delle volte, essi si preoccupano soltanto di promuovere sé stessi, facendo leva sugli autori che hanno pubblicato e che per i quali, ovviamente, non viene fatta alcuna pubblicità.

– Ma non c’è mai fine al peggio.
Un’opera, foss’anche un miracolo letterario, quasi di certo non arriverà mai a un editore serio. Non arriverà perché l’editore, oggi come oggi, non pubblicherà mai qualcosa che non sia una scempiaggine.

– Ci si lamenta che la gente non legge. Bene. Male. Legge ciò che è altamente commerciale e che domani finirà nella pattumiera, come J.T. Leroy, da tempo finito nella pattumiera insieme a tanti altri fenomeni da baraccone.

– Un editore non investe sulla Letteratura, investe per fare soldi. Ecco perché la più parte degli editori sono in realtà dei tipografi e forse neanche.
Avete presente gli scaffali delle librerie? Quali titoli primeggiano? Bene. Avete visto tutto. Bancali su bancali stracolmi di porcherie illeggibili.

– Non di rado l’editoria si avvale di clan mafiosetti: se tu non fai parte di una cricca (e ce sono a centinaia), non ti si fila nessuno, eccetto gli editori a pagamento, che ovviamente non hanno un editor né altre figure professionali. Al massimo hanno un magazzino dove buttano a marcire i libri per infine venderli al macero. Non è però detto che i libri vengano stampati.

– Un editore a pagamento o a doppio binario non ha alcun interesse a distribuire i libri.

– In certi casi la voglia di scrivere passa. Non è che tutti gli editori siano uguali, ma un buon 90 per cento sì. D’altro canto non è novità che il panorama editoriale italiano è devastato dalla stupidità.

– Pubblicare libri che non valgono niente, che sono solo commerciali, non risolve la crisi editoriale: un mercato incapace di proporre e promuovere la qualità è destinato a perire, perché incapace di consegnare ai posteri delle opere valenti. Da qui il motivo per cui tanti lettori si sono rotti gli zebedei e non leggono più o comunque molto poco.

– Io cerco la qualità. La commerciabilità – che di sé lascia cenere nel giro di poco, del tempo della moda – non m’interessa, tanto più che la narrativa commerciale è scritta davvero male, roba da far rizzare i capelli in testa persino a Telly Savalas.

– Scrivere per scaricare i nervi? Non m’interessa. Se devo scaricare i nervi preferisco di gran lunga fumarmi una sigaretta e metter su un buon disco, o farmi una passeggiata con la mia donna e parlare di qualsiasi cosa purché non sia l’arte o la presunta arte. Per mia somma fortuna ho perso da anni il vizio di scrivere per scaricare i nervi. In tutta onestà, posso dire che la roba che anni or sono scrissi per scaricare i nervi è robaccia davvero odiosa, piena di egotismo. Forse per altri è diverso: lo spero davvero.

– La mediocrità bisogna evitarla a ogni costo. Ecco perché non scrivo più, da tanti anni oramai, per scaricare i nervi: sprecavo inchiostro e tempo per produrre robaccia al di sotto della mediocrità. Parlare di sé è un errore madornale e imperdonabile per chi vuole fare della Letteratura. Non abbiamo bisogno di “io… io… io…”.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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2 risposte a Editoria italiana: un male incurabile. Appunti su editori, autori, libri

  1. furbylla ha detto:

    impossibile darti torto….
    Cinzia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Ce lo so.
    Non servirà forse a niente questo articolo, ma era giusto che lo scrivessi.

    beppe

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