“La ronda dei carcerati”. Poesie per una miserabile umanità

La ronda dei carcerati

di Iannozzi Giuseppe

La ronda dei carcerati - Van Gogh

La ronda dei carcerati – Van Gogh

I.

Guarda gli uccelli,
in cielo disegnano un cerchio
E’ giusto il tempo
per fare il colpo grosso

Vuol sentirsi dire che è bella
Non capisci che è una donna?
Portala al buio nel pagliaio,
non ti curar di cercar l’ago;
è bella, forte vuol gridarlo
all’orecchio tuo tagliato,
non capisci?

II.

Ha tirato le cuoia il Nazareno
Sulle dune del negro deserto
si mordono la coda i serpenti.
si fan l’un l’altro l’occhiolino
gl’avvoltoi; e l’occhio butta
il saggio al di là dell’orizzonte:
neanche domani la pioggia,
ma così forte nitriscono i cavalli
pria di cader nell’ombra loro seppelliti

III.

Dal Nulla l’Arte hai creato
per esser presto dimenticato
Nell’intento tuo sei riuscito;
non uno ricorda oggi chi fosti,
qual impeto t’animava ‘l core

IV.

…e poi dar fuoco al violino
e alla rosa che l’ha suonato,
continuare ad andare avanti
perdendo di vista la mèta
e la strada; e continuare così
e sempre bruciare sul nascere
il futuro
e la sfortuna sua compagna;
e poi, e poi non accecarsi mai
nemmeno con una domanda…

V.

Sei quel che sei,
hai la faccia che hai

Sei quel che hai,
fra pioggia e neve
non ti basti mai

Sei quel che fai,
ogni cosa a metà
fra i bianchi e i neri:
e un infarto casomai

…e mai una goccia di poesia
per un po’ di umanità

Sei tu, sempre e ancora tu
che, seppur lungo e disteso
nell’oscurità della bara, bari

Così ciao grazie e arrivederci!

VI.

Sotto il pugno del sole,
sotto il ghigno della luna,
dei carcerati è la ronda
aspettando la forca
e nessuna benedizione;
la terra che di tutti è sigillerà
degli sconfitti la tradizione

VII.

Non hai ancor capito,
prostitute e quotidiani,
assassini e raccomandati,
pagliacci preti e scoregge
si portano avanti
ignorando di Coltrane il fegato

Non hai ancor capito,
rigetta l’OM,
sparati una Gomorra in vena,
insanguina la giarrettiera,
dimentica
o alimenta l’incendio mediatico:
Buddha giace riverso fra i rifiuti,
beve vino e sbadiglia in silenzio

Dimentica
o alimenta l’incendio mediatico
O lasciati tutto questo alle spalle,
non c’è niente che tu possa fare
Tutto è già stato inventato,
tutto è già stato sfruttato
Quando sei stato quaggiù scagliato
nessuno te l’ha detto chiaro e tondo
che saresti finito fra cartoni
e copertoni bruciati
Rompi il cerchio della ronda,
non è tua la colpa, non è tua…

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
Questa voce è stata pubblicata in arte e cultura, attualità, cultura, Iannozzi Giuseppe, poesia, società e costume e contrassegnata con , , . Contrassegna il permalink.

3 risposte a “La ronda dei carcerati”. Poesie per una miserabile umanità

  1. furbylla ha detto:

    bellissime e vere… rubo
    Cinzia

    Mi piace

  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    In queste ho messo un po’, dico un po’, di quel “meglio” che so fare in poesia. 😉

    E.. c’è un e… ma aspettiamo prima di parlarne. 😉

    becione ❤ ❤ ❤

    beppe

    Mi piace

  3. Pingback: “La ronda dei carcerati”. Poesie per una miserabile umanità | IsabellaDifronzo's Blog

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