“Lo scrittore fantasma” di Iannozzi Giuseppe

Lo scrittore fantasma

di Iannozzi Giuseppe

ghost writer

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– Non ti disturbo più di tanto.
– Non mi disturbi. Dimmi tutto.
– Senti, ho qui due lavori…
– Belli?
– Robetta. Ma belli, sì. Dovresti solo darci un’occhiata.
– In che senso?
– Dovresti metterli un po’ a posto.
– Errori di battitura.
– Ci sono anche quelli. Dunque, le storie ci sono, cioè più o meno ci sono. Dovresti prenderle in mano tu, insomma riscriverle per bene, perché così come sono si capiscono e non si capiscono.
– Fammi provare a capire: sono da riscrivere.
– Più o meno. Però l’idea gli autori ce l’hanno messa… è solo che saltano di palo in frasca.
– Diciamo che non sanno scrivere e io dovrei fare il ghostwriter.
– Più o meno. Ma come ti ho detto le storie ci sono. Sono solo da riscrivere.
– Da capo a piedi immagino.

– Tu te la sbrighi veloce, altrimenti non te lo avrei chiesto.
– Fammi capire… dovrei scrivere due libri che non sono stati scritti…
– No, le idee ci sono.
– Tutti ce le hanno le idee, però non è che per questo tutti s’improvvisano scrittori e domani pubblicano.
– Hai ragione, hai ragione, ma questi due, te lo dico io, vendono bene.
– Sì, certo, grazie a me. Il fatto è che non mi garba affatto di essere meno di un’ombra.
– Non essere tragico.
– E allora dimmi… il mio nome apparirebbe accanto a quello dei presunti autori?
– No, non se ne parla neanche.
– Te lo sto chiedendo…
– Lo so che me lo stai chiedendo, ma se non ci metti anche il mio nome, non ti rivolgere a me.
– Senti, ho avuto fin troppa pazienza…
– Io più di te. Devo forse rinfrescarti la memoria?
– Ti ho già detto che è robetta…
– Per essere della robetta ci tieni davvero tanto.
– Ci tengo perché vendono.
– Venderebbero. Sono costretto a correggerti. Se io non faccio lo scrittore fantasma per i tuoi due autori senza arte né parte, quelli non si puliscono neanche il culo da soli.
– Senti, non mi far perdere tempo.
– E tu non ne far perdere a me. Non sono un nègre littéraire.
– Che cosa?
– Lo sapevi che Dumas aveva i suoi écrivains fantômes?
– Che stai dicendo? Parla come mangi.
– Non faccio il negro per te e per nessun altro, ora ti è chiaro, ti è più chiaro?
– Ti ho chiesto un favore da niente e tu mi stai sbattendo la porta in faccia. Non è bello, no che non lo è.
– Dumas li pagava, poco ma li pagava i suoi nègres. Tu invece pretendi e pretendi gratis.
– Ho fatto male a rivolgermi a te.
– Immagino proprio di sì. Cercati qualcun altro che faccia il lavoro sporco per te. Io mi chiamo fuori.
– Tu non capisci un cazzo, non capisci come si sta al mondo, è questo il tuo problema.
– Il tuo invece è che in catalogo hai soltanto delle mezzecalzette. A ben vedere sei messo davvero male.
– ‘Fanculo.
– ‘Fanculo a te, amico!

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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5 risposte a “Lo scrittore fantasma” di Iannozzi Giuseppe

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  2. felicemuolo ha detto:

    Qualcosa la dava…proprio gratis no, diamine!

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  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Proprio gratis al cento per cento.
    Purtroppo è una vecchia consuetudine – malata s’intende – dell’editoria e della scrittura, fin dai tempi di Dumas e ben prima.
    Se uno non sa scrivere, inutile che si avvalga di scrittori fantasmi che scrivano per loro conto. Dumans padre, per quanto mi riguarda, non è uno scrittore. Lo è invece a pieno titolo Auguste Maquet, il principale collaboratore di Dumas, che ha scritto praticamente quasi tutto per quell’incapace di Dumas.

    Buondì

    beppe

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  4. furbylla ha detto:

    trovo tutto ciò estremamente triste e indegno…
    Cinzia

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  5. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Una brutta consuetudine dell’editoria, non solo italiana. Alexandre Dumas, ad esempio, non ha scritto quasi niente di suo pugno. Posso forse considerarlo uno scrittore? No. Per me è stato uno schiavista e null’altro, un poco di buono. Le storie che oggi si leggono, la più parte le ha scritte Auguste Maquet, ed altri. Dumas, di tanto in tanto, scriveva un capitolo, o nemmeno. Quando gli andava rileggeva quello che aveva fatto scrivere.

    Indegno della cultura e di qualsiasi editore e scrittore. Una piaga da debellare. Chi non sa scrivere, non pretenda e basta. C’è la campagna da zappare.

    beppe

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