Calcio e lobotomia: l’Italia nel pallone

Calcio e lobotomia: l’Italia nel pallone

di Iannozzi Giuseppe

calcio

La sola cosa che non sarà mai rimossa dalla memoria dell’Italia è il calcio. Gli italiani la testa ce l’hanno nel pallone, questo perché tutti i governi, storicamente parlando, hanno sempre dato al calcio la stessa disumana rilevanza che i romani tributavano ai giochi dei gladiatori. L’italiano medio ha smesso di parlare e di ragionare e di agire nel momento in cui il pallone di cuoio gli è stato messo davanti. Prima del gioco del calcio, l’italiano medio, se non era proprio un Don Abbondio, un minimo si sollevava. Si può dire che dal 1900 in poi, il popolo italiano non ha fatto altro che stare con la testa nel pallone, dimenticando persino di scopare. Non toccate il calcio, non toccate le partite, non toccate i calciatori, perché altrimenti avrete tutti contro.

Qualche volta penso che sarebbe più logico buttare i tifosi sul campo di calcio perché finalmente si sfoghino davvero, cioè nella maniera brutale che sappiamo e che vediamo ripetersi, anno dopo anno, alla vigilia di quasi ogni partita. Ci sono padri di famiglia che preferiscono di gran lunga pagare l’abbonamento alla squadra del cuore piuttosto che pagare per l’istruzione dei propri figli. Basta poi leggere il più scalcinato libro di Storia per rendersi conto che dal 1900 in poi gli italiani hanno venduto l’anima al gioco del calcio, o meglio alla tifoseria lasciando sul campo, non so davvero, quanti morti.

Al momento non sappiamo quante siano in realtà le vittime dell’ebola. Va da sé che Boko Haram è contro l’Occidente e la sua cultura tutta. Lo dice il nome stesso di questa organizzazione terroristica. Ma anche il Ku Klux Klan non è da meno. Non illudiamoci che sia stato seppellito. I dati, più o meno ufficiali, dicono che farebbero parte del K.K.K. circa 6mila persone. Forse! A Ferguson è stato ucciso un ragazzo. La sua colpa? Quella di essere disarmato, di essere un ragazzo di colore, di essersi trovato faccia a faccia con un poliziotto bianco che prima gli ha sparato per poi pretendere che alzasse braccia e mani.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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6 risposte a Calcio e lobotomia: l’Italia nel pallone

  1. furbylla ha detto:

    penso tu stia prendendo una posizione esagerata in entrambe i casi Vi sono molti tifosi da condannare come vi son moti tifosi che danno al calcio la sua giusta collocazione vi son musulmani da condannare senza se o ma e ve ne son altri che fanno parte civilmente del mondo Siai diventando estremista anche tu mi spiace dirlo
    Cinzia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    No, non direi. La realtà che io ho visto è di padri di famiglia disposti a pagare l’abbonamento alla squadra del cuore ma non l’istruzione dei figli. C’è di che rabbrividire, o no? Il tifo qui in Italia, con relative tifoserie – di cui una bella fetta immanicate in giri molto molto sporchi – è peggio di qualsiasi fede. Non ci scandalizza per un niente, solo per la partita di calcio, per l’arbitro – che è sempre cornuto e chissà come mai -, per la schedina, etc. etc. No, non credo d’aver preso una cantonata. Estremisti sono quelli che si ammazzano allo stadio e non di certo io. Tu sai che cosa c’è dietro certe tifoserie, che giri sporchi…? Senza poi parlare del calciomercato – lo chiamano così: siamo in un paese che è fascista di natura, ma le squadre di calcio spendono milioni di euro per comprare calciatori dalle squadre straniere. Leggi la Storia: ogni volta che il popolo è alla fame, i governi italiani sbattono nel piatto degli italiani partite su partite di calcio, e gli italiani abboccano e si ammazzano l’un l’altro pure di vedere la partita, di andare allo stadio. Ma si sa che a toccare il calcio diventi nemico di tutti.

    beppe

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  3. furbylla ha detto:

    strano non mi è arrivata email del tuo comm sono ritornata qui per curiosità mi sembrava strano non mi avessi risposto io non sono tifosa gioco dicendo che tifo per il milan ma non so manco chi ci gioca e che faccia lo dico per vecchi ricordi quindi del calcio non me ne frega nulla…quindi non sono tua nemica… il fatto è che ogni estremismo non mi piace tifi ? quindi sei un disgraziato? sei musulmano? quindi sei un terrorista… le società possono fare quel che vogliono non credi? insomma concordo con te che i calcio in questo paese sia una specie di droga ma non facciamone una bandiera contro.. le partite su partite ci son sempre state… equilibrio io vorrei solo equilibrio ma non ne vedo in giro per questo non commento più post su quello che è accaduto a Parigi e in generale su queste cose.
    Notte Beppaccio stanco
    Cinzia

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    E’ forse un po’ “forte”, ma temo che la società odierna sia troppo invischiata nel pallone, solo questo. Non sono di certo io a dire che andrebbe eliminato. Non sono di certo di questo avviso. Mi rendo però conto che troppi soldi vengono impegnati nel calcio, quando c’è gente che muore di fame. E però anche i morti di fame si azzannano per una partita di calcio vinta o persa. Del calcio in sé non frega nulla neanche a me; mi fa inalberare soltanto lo spreco di intelligenza e di soldi dietro a quello che dovrebbe essere un gioco. Non seguo il calcio perché non è più un gioco, è un business miliardario che anestetizza le menti. Un gioco che sia sano non anestetizza le menti. In Italia temo sia una sorta di droga, che purtroppo in molti continuano ad assumere senza porsi alcuna domanda a tal riguardo. Non sono per l’abolizione del gioco del calcio, né di altri sport, anche se oramai gli sport sono business e giocatori dopati.

    Talvolta un articolo, anzi una opinione deve essere anche esagerata, affinché qualcuno se ne la fili. 😉 Ma credo di non offendere nessuno qui. La mia è una mera riflessione sul panorama generale.

    Non sono d’accordo: il caso Charlie è più che aperto che mai e temo avrà pesanti ripercussioni nel presente storico. Cerco di ascoltare un po’ tante voci, per formarmi un quadro della situazione. Ma come ho già sottolineato le vignette di Charlie non fanno ridere, non sono satira. Forse l’Occidente sta cercando a tutti i costi un pretesto per muovere guerra al mondo islamico… Ma sto andando fuori tema.

    E anche quanto è accaduto a Ferguson non è un capitolo chiuso: gli USA ancora manifestano contro. Un altro ragazzo di colore è stato accoppato. Perché? E Obama che fa?

    Sì, credo che andrò a far la nanna. Molto stanco il Beppaccio.

    Dolce notte

    beppaccio

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  5. furbylla ha detto:

    siamo in un mondo di matti nel quale ogni motivo è valido per scatenar casini per quello parlo di equilibrio
    a domani ❤
    Cinzia

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  6. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Infatti, il momento storico è pericoloso per la società civile e a me pare, lo dico in veste di opinionista, che questa presunta civiltà abbia perso la bussola. Ma da tempo.

    Sottolineo che non sono per l’abolizione del calcio, tutt’altro: sono invece a favore, a patto che venga ridimensionata l’importanza che gli si attribuisce. E oggi come oggi l’importanza attribuitagli è davvero esagerata, con conseguenze negative e impressionanti, anche a livello politico,

    A domani. Bacioni ❤ ❤ ❤

    beppe

    P.S.: Domani ci sarà una recensione per "La cattiva strada".

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