Gioco d’azzardo. Poesie dark di Iannozzi Giuseppe illustrate da Valeria Chatterly Rosenkreutz

Gioco d’azzardo

di Iannozzi Giuseppe

Mademoiselle V. Chatterly Rosenkreutz

Mademoiselle V. Chatterly Rosenkreutz

Mademoiselle V. è opera di Valeria Chatterly Rosenkreutz

Mademoiselle Valeria

Mademoiselle Valeria,
qual desio dir non si può;
e però tacer possibile non è
or che son le stelle
dall’alto in basso a scrutarci
in questo nuovo anno;
così, per questo,
qui lo dico
e non lo nego,
che ognuno di noi
di te è innamorato,
ognun di noi per Te
sovvertirebbe l’ordine
del Nord e del Sud,
dell’Est e dell’Ovest
per ottener un bacio,
anche uno solamente.
Brinderebbe poi
fino a prender su di sé
delirio tremens;
ma con sorriso felice
da quest’orbe infelice
si dipartirebbe.

Gioco d’azzardo

Guarda adesso
Guardami senza poesia
Tra un oceano nero e un altro
si fa canto beduino il dolore
Guarda quanto profondo è
il nero che c’è, senza un perché

Molti hanno giocato la loro mano
scoprendo della Dea bendata le piaghe;
gli resta ora un bicchiere vuoto
e fumo sulla faccia bianca e pesta

Sì misero quell’uomo
la cui misura del pene
non si porta oltre
la punta del naso!
Questo quel che so

Questo quel che so
Per questo,
per questo sol ti chiedo
di non guardarmi adesso
dall’alto in basso;
ho commesso sbagli,
ma ancor non conosco
dell’Averno la malia

Tra miele e fiele 

Ieri un ragazzo
E mi lasciasti becco
Un uomo oggi
Non cercarmi
Tra miele e fiele
colleziono farfalle
per l’Inquisizione

Soldati e colombe

Caduta è
la bianca colomba
che al mattino
in cielo spiavo
schermando gl’occhi

Da quel balcone
più non s’affaccia
l’amato nudo piedino;
continuo io però
a lavorare coi soldati
perché uno a uno
in battaglia cadano

 

Mollato da una brunetta

Pensare ch’ero ‘l suo protetto,
il core dal petto m’ha cavato
Bella, bella più delle stelle
alte in cielo: quante balle!

Col capo fra le mani
sto qui io a soffrir,
al cielo raccontando
di come la brunetta
con un parola
e un prolungato silenzio
m’ha fatto fesso

Ho così preso la decisione,
con tutte d’ora in poi
la tradisco, bionde e brune;
che lei mi dica pure infame,
so ben io le ragioni
del mio cercare di gonna
in gonna quale il nome
per la donna che sol ti fila
e poi via…

Pensar che la chiamavo
l’Agnellino mio, buon Dio!
Carezzando i suoi capricci
mi rendo conto ora
che meno d’un burattino
per lei son stato

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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2 risposte a Gioco d’azzardo. Poesie dark di Iannozzi Giuseppe illustrate da Valeria Chatterly Rosenkreutz

  1. furbylla ha detto:

    Gioco d’azzardo è stupenda, l’ho appena letta su fb.
    Buongiorno
    Cinzia
    O.T. scusa (è morto PIno Daniele )

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Sono le ultime che ho scritto. Direi che tutte sono molto tristi, per un verso o per l’altro. “Gioco d’azzardo” non lo so com’è nata, e forse non c’è neanche un perché; è nata e basta. I versi mi sono venuti, mi trovavo su Facebook e prima di perderli li ho scritti sul diario. E’ una poesia che nasce senza un perché, o perlomeno io non ce lo so trovare.

    Purtroppo lo so. Sono sconvolto. L’ho saputo questa notte. Tu lo sai quanto amo Pino Daniele. Un bluesman, un Artista, un Uomo come lui non ce ne sono… Non so che dire, mi mancano le parole e questo è molto brutto, almeno per me, perché quando mi succede di rimanere senza parole significa che il colpo è davvero brutto. 😥

    beppe

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