Confessione choc di Lamù: “Il mio segreto? Yogurt e censura mi fanno giovane”

“Il mio segreto? Yogurt e censura mi fanno giovane”. Confessione choc di Lamù

di Iannozzi Giuseppe

Lamu

Da quando butto giù yogurt a tutto spiano non ho più quel fastidioso senso di gonfiore che non mi faceva sentire a posto con me stessa.

Prima ero sempre incazzata e incazzosa, parevo un pitbull con la bava alla bocca, non reggevo niente e nessuno; se qualcuno provava a riferirmi la sua opinione ero capace di sbranarlo lì sul momento. Questo mi ha causato non pochi problemi. Le amiche mi dicevano che ero “gonfia” e io le mandavo al diavolo. Avevo sempre un certo indefinito prurito che mi spingeva a grattarmi proprio là dove il gonfiore si manifestava ed era evidente. Ero arrivata al punto d’essere talmente gonfia che la gente non poteva non pensare che fossi incinta. Era davvero brutto vivere una simile condizione, ma pensavo, nella mia ignoranza, che non ci fosse davvero niente da fare. Non avevo fiducia nel prossimo e per questo tappavo la bocca a chiunque osasse sollevare un “se” o un “ma”, il più delle volte con attacchi verbali ma anche con le mani, perché sì, sono sempre stata un’istintiva e menar le mani m’è sempre piaciuto un casino, molto più che scopare. Per via del mio caratterino, consapevole che sto usando un eufemismo, mi sono inimicata le poche persone che hanno tentato di volermi bene e di farmi ragionare anche. Non sentivo ragioni. Ero convinta d’essere nel giusto. Di essere la Madonna Immacolata. Per un certo periodo ho pensato, non mi vergogno a dirlo, di essere colei che il Signore Iosif Stalin aveva scelto per diffondere lo Stalinismo nella Repubblica: ho compiuto atti esecrandi nel nome di Stalin e della censura a posteriori. Non ho risparmiato uno che fosse uno. Dovunque posassi gl’occhi vedevo solo bastardi figli di puttana. Mordevo. Oggi l’ammetto, ne sono capace: io, Lamù, mordevo come un pitbull fuori di testa e non m’importava delle conseguenze. Mordevo per strappare le carni a quelli che ritenevo fossero i miei nemici. Li lasciavo a gridare, a leccarsi le ferite. Le loro urla disumane erano per me meglio d’una sonata di Mozart. Ed intanto la pancia mi si gonfiava. Ero lì lì per scoppiare. Giuro.

sakuramboPoi un giorno Sakurambo mi ha consigliato di farmi di yogurt, almeno tre volte al giorno. Subito ho pensato che mi stesse prendendo per i fondelli. Ho fatto dunque finta d’interessarmi e così Sakurambo m’ha rifilato un confezione famiglia di yogurt. Non sapevo se ridere, se sbranarlo lì sul momento o se spaccargli la testa con i suoi dannati yogurt. Prima che potessi reagire Sakurambo m’ha schiaffato in bocca un cucchiaione bello pieno di yogurt. E’ stato un po’ come essere battezzata. Non so descrivere la sensazione meravigliosa che ho provato, è stato perdere la verginità un’altra volta. Ho preso il cucchiaio dalle sante mani di Sakurambo e mi sono avventata come una Tisifone sugli yogurt. Me ne sono scafati una decina. E dopo neanche un minuto il miracolo.

Ve lo giuro sul santissimo immortale Iosif Stalin: sono stata seduta sulla tazza del cesso per almeno dodici ore di filato, ho evacuato come mai in vita mia. Incredibile. Davvero incredibile. C’è mancato davvero poco che non ci lasciassi le penne su quel cesso. A momenti cagavo pure le budella. E’ stata un’esperienza fantastica. La ripeto ogni giorno. Butto giù dai sei agli otto vasetti di yogurt ed evacuo che è una bellezza.

Adesso non ho più la pancia gonfia. Il mio ventre è piatto, piattissimo.

Prima non ero io. Mi sentivo proprio una merda e in conflitto con il mondo. Oggi invece sono una donna serena che non ha più paura dell’opinione altrui. Ho imparato che la censura a posteriori non serve. La soluzione è la censura preventiva. Oggi non m’incazzo più: molto semplicemente mi faccio una domanda e mi do la risposta. Direte voi, masturbazione! Vi sbagliate di grosso e non sapete nemmeno quanto: ho tanti amici adesso, tantissimi. Non hanno un nome e un cognome, hanno un numero impresso sulla fronte, un codice a barre. Dico il loro numero e appaiono. Sono esseri superiori, senza identità: sono dei numeri e in quanto tali andiamo d’accordissimo. Ho capito che chi non ci è gradito va castrato subitissimo, non dobbiamo difatti permettergli che si avvicini a noi.

Quand’ero una giovincella m’illudevo che le persone fossero anche nomi e cognomi. Oggi che evacuo bene penso meglio, e la mia pancia non è più gonfia. Ho un ventre piattissimo. Da quando evacuo ogni giorno sei, sette, otto volte, la mia testa è leggera, una bolla di sapone.

Consiglio a tutte le donne di mangiare yogurt, perché è solo evacuando bene e tanto che noi donne possiamo sentirci in pace con il nostro corpo ed avere di conseguenza una mente sempre lucida.

Parola di Lamù.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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2 risposte a Confessione choc di Lamù: “Il mio segreto? Yogurt e censura mi fanno giovane”

  1. tuA ha detto:

    ma lo yogurt è cancerogeno Lamù, vacci piano!!!! ^_^

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    No che non lo è. Ma che vai dicendo? Lo yogurt fa benissimo. Lamù, fatti pure di yogurt senza problemi.

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