Lacrime a Natale. Poesie di Iannozzi Giuseppe illustrate da Valeria Chatterly Rosenkreutz

Lacrime a Natale. Poesie

di Iannozzi Giuseppe

Chatterly

Chatterly

Self-portrait è opera di Valeria Chatterly Rosenkreuz

Maria e Giuda

Come corvo del malaugurio
che il jazz l’ha imparato
nelle notti d’inverno
su rami scheletriti
epitaffi e poesie,
su tombe sbrecciate
per poeti foscoliani,
mi annuncio ora alla tua porta
battendo forte il pugno
di nero sangue rappreso
Ho da spacciare Bibbie,
deragliamenti di fedi e di treni,

civiltà da Dio rinnegate

Come un povero Paganini,
che solo ha il sinistro dono
d’un violino,
ho però in serbo nascosto
un articolo speciale
che ti potrebbe interessare;
l’importante è non puntare
lo sguardo sui tram,
sugli uomini-scimmia crocifissi
al loro interno

Quando sull’umile legno
forte ho battuto
col pugno ben chiuso,
non potevi immaginare
di dover ospitare
un Giuda redivivo sì tanto in vista,
da tutti disprezzato prima che temuto
Il letto caldo e vuoto;
e l’eco lontana del fiume,
del fiume gravido di cadaveri nemici

Maria si è scelta la parte migliore,
che non le sarà tolta, dicono loro;
e altro non sanno, non hanno davvero

Come chi più non ha paura
d’aver paura

Come chi ogni solstizio
ha imbrattato l’anima sua
di miracoli e delitti;
come chi ha tanto amato e odiato
vengo a te per cantare e suonare
la canzone di Maria di Betania e Gesù
che si danno l’addio per sempre
da qui all’eternità

Sguardo di donna

Anche se mi vuoi oggi uccidere
non sarà facile, ho pur sempre
due occhi e due proiettili
e una pistola ben legata al fianco;
tra le dune posso prender la mira,
aspettando del sole il nero calare
studiando degli avvoltoi il volo

Non vedrò forse che una o due albe
In fondo sempre l’ho sospettato
che lo sguardo d’una donna fulmina
più dell’ira di Dio; mi riterrò dunque
fortunato di darti del filo da torcere

Non ho mai preteso di vincere
Di morire da uomo sì…

Se mi vuoi

se proprio mi vuoi
prendimi
nudo e crudo
cattivo e baffuto
sporco e barbuto
indiavolato,
caduto
da un cielo di zolfo
di lingue di fiamme
di bare fantasma

se proprio ti vuoi
far felice
piangi pure la sorte
ma non seppellire
nelle lacrime
il destino mio
di invitto condottiero
tra cielo e inferno

Velluto

Rapito
felice prigioniero
nel tuo cuore
d’impavida ingenuità
io sto
muto
attento
a non disturbare
il battito,
l’umore
che lieto
ti fa il faccino
acqua e sapone

Poeta non sono
Tale mai
mi son dichiarato
Però tanto tanto
io ti voglio
e vergogna no
non nutro

Dei tuoi baci,
dei tuoi morsi gentili
sempre a ogn’óra
mi trovi affamato
Di tanto in tanto
vengo sgridato
perché t’amo
per l’anima tua bella
senza disdegnare
la carne tua tenera
giovane e calda
e fra le gambe vellutata

E mi commuovo

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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2 risposte a Lacrime a Natale. Poesie di Iannozzi Giuseppe illustrate da Valeria Chatterly Rosenkreutz

  1. tuA ha detto:

    i pezzi migliori li lasci per Natale eeeeeeeee

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Ovviamente. 😉 Perché sotto Natale i lettori sono sempre molti di meno, ma io spero siano i migliori. 😉

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