Il senzatetto e il colombo

Il senzatetto e il colombo

foto di Iannozzi Giuseppe

Un senzatetto fa amicizia con un piccione. Sbriciola il poco pane secco che ha in tasca per darlo al piccione che, senza timore, gli si è avvicinato. In una strada principale di Torino centro, l’uomo si china verso il colombo selvatico e con paziente meticolosità sbriciola il pane fra le sue possenti dita, incurante del freddo mondo d’attorno impegnato nel suo egoismo prenatalizio. L’uomo trova così un po’ di calore e un po’ di calore lo regala a un’anima di Dio, a un’anima sola propria come lui.

senzatetto e colombo - foto di Iannozzi Giuseppe

senzatetto e colombo – foto di Iannozzi Giuseppe

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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8 risposte a Il senzatetto e il colombo

  1. tuA ha detto:

    bello A

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    E’ bello scoprire che c’è dell’umanità in personaggi come questo Signore senza fissa dimora. Non è bello invece rendersi conto che la più parte della gente è interessata soltanto a sé stessa.

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  3. furbylla ha detto:

    Buongiorno Beppaccio è vero quel che dici ma finchè ci saranno immagini così si deve continuare a sperare che prima o poi il mondo capisca… chissà
    Cinzia

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Non spero che il mondo capisca. Quella che noi diciamo civiltà, da quando si è definita tale, ha continuato, nei secoli dei secoli, a non cambiare opinione nei confronti dei senzatetto. Li ha ridotti a dei personaggi romantici, e l’aggettivo “romantici” e qui da intendersi nella sua accezione negativa. La civiltà non ha capito ieri, non capirà domani: la storia che stiamo vivendo ci dimostra in maniera inappellabile che la nostra società civile ha già fatto un salto indietro di secoli.

    beppe

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  5. tuA ha detto:

    ma tu non eri un accasato? ^_^

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  6. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Sei fuori tema, Lorella. Lo sai che non mi piace che si vada fuori tema e soprattutto su argomenti come questi, così tanto delicati.

    Fammi la cortesia di attenerti al tema del post, o evita di commentare. Grazie.

    beppe

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  7. Paolo Lacqua ha detto:

    Ciao Giuseppe e Lettori Tutti,
    grazie per le Tue belle parole e la toccante fotografia con a tema una Persona ed un Piccione…
    Forse inutilmente, in quanto basta ed avanza quello da postato per comprendere a fondo questa piaga e vergogna sociale ormai in costante ed incontrollata crescita chiamata “senza fissa dimora”, ma ho piacere nel condividere una mia piccola esperienza personale sul tema.
    Come Tu sai da più di anno dedico qualche ora a settimana (pochissimo in confronto a quanto realmente vorrei fare) all’accoglienza delle Persone che per scelta (pochi) o per “forze di causa maggiore” (molti) si ritrovano a vivere senza una fissa dimora, un’esperienza di sicuro non facile sotto tanti punti di vista e non solo strettamente legati al problema in se stesso ma anche da qualche eccessivo protagonismo fuori luogo di qualche “salvatore”!
    Questa esperienza non paga però con la stessa moneta che ha distrutto la cosiddetta società civile de-umanizzandola fino al midollo vale a dire il vile denaro, ma arricchisce con un’altra moneta chiamata SOLIDARIETA’ che poca o tanta che sia nutre il cuore e la mente ma sopra ogni cosa ri-umanizza!
    Ecco!…Forse un’esplosione incontrollata di SOLIDARIETA’ potrà guarire questo mondo malato?…Di sicuro lo testimonia l’immenso esempio che ci stanno donando i numerosi volontari che combattono l’attuale pestilenza dell’Ebola in Africa! (a Loro il Nobel per la Pace a vita e non a dei guerrafondai…)
    Ancora grazie per aver postato questo grande scambio di umanità tra due “Anime di Dio” che arricchisce il cuore.
    Nella speranza di non essere andato troppo fuori tema auguro un sereno e positivo Santo Natale’14 per Te e Tutti i Lettori.
    Paolo Lacqua.

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  8. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Caro Paolo,

    innanzitutto grazie a Te.

    E’ una foto che ho colto al volo e si vede. Non è il lavoro di un professionista. Ma ho voluto catturare comunque questo momento, perché magico, a suo modo magico. Ho preferito accompagnare con poche parole la foto per non dar adito a inutili commenti stereotipati. La realtà è quella che c’è nella foto. Non servono davvero le parole, non le mie, almeno a mio avviso. A ognuno la sensibilità di capire perché ancor oggi esistono tanti fissa dimora. Non so niente di questo signore, so soltanto quello che ho visto e ho fotografato: la tenerezza, la grande umanità di questa persona sola che cerca amore e dà amore a un semplice piccione dividendo il poco che ha con lui, un po’ di pane secco che sbriciola fra le dita.

    Sono tanti i fissa dimora. Troppo spesso li ritraiamo con una sorta di spirito romantico del tutto fuori luogo: la realtà che essi vivono non la possiamo immaginare. Sappiamo però bene entrambi che questa società ha disumanizzato l’uomo rendendolo schiavo, rendendolo egoista, a dir poco mitridatizzato nei confronti dell’umanità e della solidarietà. Nel corso degli anni, chi al potere è riuscito a rendere questa società sempre più impermeabile ai sentimenti: ed è questa una delle cause precipue per cui oggi, a mio avviso, il treno su cui stiamo viaggiando continua a deragliare. In realtà, io credo ci sarebbe da mangiare e di che star bene per tutti, se non ci fossero eccessi e brutali arricchimenti (perlopiù arricchimenti sporchi) che hanno fatto del mondo un posto invivibile in ogni sua regione. Ma come ben sai, questa è storia vecchia, che si ripete secolo dopo secolo: 8000 anni di presunta civiltà e non è cambiato assolutamente niente nella Storia dell’uomo.

    Eppure c’è chi, senza dirsi eroe e con vero spirito umanitario, ad esempio, rischia la vita per salvare tante persone dal virus dell’Ebola e per tenerlo a freno. Queste persone sì, meritano davvero il premio Nobel per la Pace, non certo Obama o altri mannequin a lui simili.

    Sono “Due Anime di Dio”, hai detto proprio bene. Dovremmo scoprire più spesso l’anima che ancor c’è nell’uomo nonostante tutto. Dovremmo davvero fare di più perché si resti “umani” con una “anima” da condividere con il prossimo.

    Grazie a te per aver condiviso il tuo pensiero e la tua esperienza diretta sul campo su un tema sì tanto delicato.

    Buon Natale a Tutte/i, ovunque Voi siate.

    beppe

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