Malasanità e impunibilità. I medici sbagliano, il paziente muore

Malasanità e impunibilità

I medici sbagliano, il paziente muore

di Iannozzi Giuseppe

ospedale

Morire.
Si muore oggi, in maniera tragica. Assurda. Da un momento all’altro.
Si muore non ostante venga da più parti detto che il Sistema Sanitario italiano sia uno dei migliori al mondo. Ma il prezzo di questa supposta verità è che sempre più pazienti rendono l’anima a Dio proprio in quelle strutture sanitarie, che dovrebbero garantire al cittadino assistenza e cure. Reductio ad absurdum, più si va avanti e più facile è che si incorra in un grossolano errore di medici e paramedici. Non è difficile rendersi conto di questa tragica realtà: errori di valutazione da parte dei medici, ahinoi, sono all’ordine del giorno, errori che pare stiano diventando la regola. C’è da augurarsi che mai si debba ricorrere alle cure dei medici italiani, perché il serio rischio è di essere ospedalizzati per una banalità ed uscire poco dopo dall’ospedale in posizione orizzontale coperti soltanto da un triste lenzuolo bianco.

Si muore e si muore con una facilità che ha dell’assurdo.
Ci troviamo di fronte a strutture sanitarie che sì, forse sono all’avanguardia, ma dove il personale medico è ignorante: pur avendo i mezzi per curare od evidenziare una particolare patologia, per colpa della sua ignoranza – e della mancata formazione che lo Stato italiano avrebbe dovuto fornirgli -, non è in alcun modo capace di far fronte a situazioni di emergenza né a diagnosticare patologie e disturbi comuni. Gli errori di valutazione in cui incorrono medici e chirurghi dimostrano, senz’ombra di dubbio, che in Italia morire per colpa dell’ignoranza e dell’incapacità altrui è più che mai facile.
E’ un inutile vantarsi quello di portare all’attenzione dell’opinione pubblica che in Italia la sanità gode di mezzi diagnostici all’avanguardia quando questi non vengono utilizzati, ma abbandonati a sé in qualche dimenticata ala di ospedale. E’ bastardo business quello di acquistare strumenti diagnostici dalle multinazionali se poi nessuno è in grado di utilizzarli. I baroni della medicina, o sedicenti tali, se ne lavano le mani: il tempo che spendono nelle strutture sanitarie pubbliche è esiguo, non seguono i propri pazienti, li lasciano nelle mani di dottorini inesperti, probabilmente degli inetti la cui laurea è stata comprata.

Medici e chirurghi non sono mai colpevoli. I pazienti tirano le cuoia sotto le loro mani, e per la legge italiana sono innocenti o non perseguibili. Legge e giustizia non procedono mai di paro passo e non sono quasi mai la stessa cosa, ecco spiegato perché un medico che sbaglia di brutto una diagnosi, anche quando viene provata la sua incompetenza, gode dell’impunibilità.
Di recente, a fronte del fatto che sono in tanti a rendere l’anima a Dio sotto i ferri, alcuni chirurghi si sono detti vittime, come Roberto Tersigni, presidente del Collegio italiano chirurghi (Cic) durante il forum dell’Agenzia Dire dal titolo “Se Doctor House sbaglia: dagli errori medici alla medicina difensiva”: “Una recentissima indagine svolta con l’Università Luiss, che diffonderemo per esteso al prossimo congresso della Società italiana di chirurgia del 21 ottobre ci dice che l’85% dei chirurghi ha ammesso di aver praticato in alcune occasioni la medicina difensiva. Viviamo una situazione paradossale: da una parte migliorano le prestazioni del Servizio sanitario nazionale, e migliorano i servizi, pur con disparità tra le varie Regioni e i vari centri; dall’altra aumentano le denunce: +66% in dieci anni”. Se le denunce aumentano, forse è perché i dottori sbagliano e sbagliano con conseguenze ferali per il malato, buono in ultimo solo per l’obitorio e l’autopsia quando viene disposta. Il forum, dal titolo piuttosto presuntuoso, lascerebbe ad intendere che l’Italia sia piena di geni incompresi della medicina. Si tenga inoltre conto che su 30mila denunce fatte in un anno, soltanto il 30% finisce in tribunale e per il 60% di esse si arriva ad un risarcimento ridicolo, al di sotto dei 2mila euro. Ma i dottori si dichiarano vittime e pretendono che si arrivi alla depenalizzazione dell’errore medico.

Già oggi centinaia di casi di malasanità vengono archiviati in quattro e quattr’otto.
Non è raro che ci si rechi al Pronto Soccorso lamentando un forte dolore al petto per essere subito liquidati dal medico di turno, il quale, forte solo della sua strafottente ignoranza, non è in grado di capire la gravità del problema: i segni di un infarto cardiaco vengono scambiati per un innocuo mal di stomaco. Con una diagnosi così tanto lontana dalla verità il paziente non può che andare incontro ad un destino fatale. Tuttavia medici e chirurghi chiedono a gran voce l’impunibilità: dal Nord al Sud, i baroni della medicina reclamano che venga approvata una legge iniqua degna del peggior medioevo immaginabile. Nell’Italia del Sud poi la situazione è ancor peggiore rispetto a quella che si vive nell’Italia del Nord. Strutture ospedaliere vengono erette in un men che non si dica, però non entreranno mai in funzione: com’è facile immaginare rimangono abbandonate, dopo che si sono spesi milioni di Euro. I malati esalano l’ultimo respiro in Pronto Soccorso, sempreché riescano a trovare una struttura aperta che non li rifiuti; personale infermieristico che dorme durante il proprio turno di guardia; ed ancora, dottori che si fanno segnare presenti in ospedale mentre sono da tutt’altra parte, ed in corsia dottorini alle prime armi che farebbero persino pena non fosse per il fatto che la loro incompetenza conduce a morte certa i pazienti.

L’appello forte, gridato, è che i dottori che sbagliano le diagnosi compromettendo seriamente la salute del paziente o provocandone la morte, siano puniti in maniera più che esemplare.
Chi sbaglia, per propria incapacità e ignoranza, deve essere trattato dalla legge e dalla giustizia italiana al pari di un assassino perché tale è. No alla impunibilità che i baroni della medicina vorrebbero per sé. No a quella che è oggi una barbara quanto facile prassi, l’archiviazione totale e assoluta dei casi di malasanità.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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7 risposte a Malasanità e impunibilità. I medici sbagliano, il paziente muore

  1. furbylla ha detto:

    tocchi un tasto veramente dolente… mai visto uscire primario che opera dalla sala operatoria con i guanti e il cell ridendo… poi rientra e continua.. io si……
    cinzia

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  2. mondidascoprire ha detto:

    Non concordo con quello che hai scritto, fare di tutta una categoria è buttare a mare i tanti medici, compresa me che lavoro in un Pronto soccorso, che svolgono ogni giorno turni massacranti , con tantissima affluenza , con pochi posti letto, ( ringraziamo la Regione), e che risolvono tantissimi casi senza un riconoscimento. Per il resto scagli la prima pietra chi è infallibile!

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  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Purtroppo sì, ne ho visti parecchi e ne visti altri parlare di BIP con una certa tizia. 😦

    beppe

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Non credo di fare di tutta l’erba un fascio. Ma di medici incoscienti ce ne sono tantissimi. Un tempo non lontano un paziente moriva sotto i ferri solo in casi estremi. Oggi, un giorno sì e uno no, qualcuno muore perché qualcuno ha sbagliato, ma nessun medico è mai stato condannato, radiato dall’albo o che altro. I grandi baroni sono sempre lì, al loro posto. Eravamo all’avanguardia, oggi siamo nelle retrovie. E’ bastato un decennio o poco più per far della sanità italiana una piaga da curare. Non intendevo certo offendere gli infermieri che fanno un gran lavoro, lo so bene. Il mio attacco è contro certi “baroni della medicina”, certi baroni che sbagliano interventi elementari e poi se la cavano con un nulla di fatto. Non parlo dunque dei medici che fanno il loro dovere e lo fanno bene, bensì di quei “baroni” che operano senza coscienza tradendo il giuramento di Ippocrate. Ho i miei morti per colpa di medici che non hanno fatto il loro dovere. Non sono Gesù e non scaglio la prima pietra perché neanche lui la scagliò quella prima pietra, almeno stando ai Vangeli. C’è differenza fra l’essere infallibile e non assolvere al proprio dovere di medico tradendo il giuramento di Ippocrate. Questo è il punto.

    Un forte abbraccio

    beppe

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  5. mondidascoprire ha detto:

    Ci sono tante considerazioni da fare su questo argomento, la prima è che le denunce ai medici sono tantissime, c’è pure un’associazione di avvocati che sponsorizza la malsanità e invita alle denunce, che è ormai un pre-giudizio quello sui medici, prima ancora che si faccia poi esperienza del suo operato. La seconda è che le aspettative dalla medicina sono cresciute a tal punto , da considerare la vita immortale, mentre la medicina è una scienza non esatta e va avanti con ipotesi diagnostiche , con esperienza,e non sempre arriva a risolvere le situazioni. Con il senno di poi è facile dire cosa si poteva fare. Poi c’è da dire che la cultura nichilista che imperversa nel mondo, ha colpito anche i medici, che noi vorremmo tutti “santi” quando siamo pazienti, mentre poi sono i primi che fanno gli aborti, sostengono l’eutanasia e forme di eugenetica. I magistrati che avviano le indagini su un operato medico, non è un esperto della materia, ma affida a consulenti la valutazione tecnica, che si fonda prima di tutto sull’autopsia, quando c’è per esempio un decesso. Puoi chiedere conferma alla tua dottoressa Vany.
    Un abbraccione anche a te

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  6. tuA ha detto:

    ^_^

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  7. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Be’, temo ci sia di che piangere e poco o niente per cui sorridere.

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