Nick Drake, molto più di una leggenda (Yangon, 19 giugno 1948 – Tanworth-in-Arden, 25 novembre 1974)

Nick Drake, molto più di una leggenda

di Iannozzi Giuseppe

Nick Drake

Nick Drake

La vita è sempre una incognita, per tutti, nessuno escluso: per Nick Drake (Yangon, 19 giugno 1948 – Tanworth-in-Arden, 25 novembre 1974), geniale cantautore inglese dei primi anni Settanta, la vita come la morte sono rimaste a tutt’oggi un enigma.

Nick Drake registrò tre album nel corso della sua breve vita: nessuno di questi fu accolto favorevolmente né dalla critica né dal pubblico. Di carattere schivo – quasi misogino – odiava presentarsi in pubblico: la voce cantava le sue poesie, unico mezzo di espressione a sua disposizione in una società caotica sempre più votata al culto dell’individualismo. Eppure Nick Drake non era il Quasimodo di Notre Dame, tutt’altro: era ritenuto un personaggio sexy e molto ferrato in poesia, tanto da meritarsi la fama di erudito fra la ristretta cerchia dei suoi estimatori. Tuttavia non aveva forza di carattere; era nato in un’epoca sbagliata: la sua poesia era troppo romantica e, paradossalmente, d’avanguardia per la società inglese degli anni Settanta. Visse e morì nell’anonimato: solo qualche ammiratore ne apprezzò l’opera quand’era ancora in vita. Poi ci fu il silenzio. Anche la sua morte fu avvolta dal più profondo disinteresse: nella cronaca locale apparve soltanto un breve trafiletto che lo diceva morto per collasso. E i giornali musicali dettero notizia del suo trapasso in due righe, poi nessuno lo ricordò più.

Negli anni Ottanta, Michael Stipe, leader dei R.E.M, riscopre la poesia di Nick Drake e più tardi, Kurt Cobain, negli anni Novanta, non può fare a meno di esaltare questo poeta-cantautore la cui poesia ricca di spleen, astratta, distruttiva, è tanto vicina alla sua (Kurt Cobain morì suicida, è un dato di fatto, mentre per Nick Drake si parlò di collasso dovuto, probabilmente, alla troppa infelicità, anche se non mancano gli indizi per ventilare, anche nel suo caso, l’ipotesi di una morte voluta e cercata).

Oggi, per i chitarristi acustici, Nick Drake è un mostro sacro inarrivabile. Nick Drake è stato uno dei primissimi a sperimentare accordature alternative: accordava difatti la chitarra in maniera differente per ogni pezzo. Le accordature erano inventate di sana pianta, vale a dire che non aderivano a quelle tipiche, le cosiddette accordature aperte.

Oggi Nick Drake è un punto fermo, un passo obbligato per chiunque scriva musica. Una Leggenda. L’ottusità dei suoi contemporanei non è riuscita a seppellire Nick Drake, perché la qualità e la genialità rifiutano la morte e l’oblio. E nel cantautore di Yangon di qualità e genialità ce n’è davvero tanta.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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2 risposte a Nick Drake, molto più di una leggenda (Yangon, 19 giugno 1948 – Tanworth-in-Arden, 25 novembre 1974)

  1. tuA ha detto:

    però…

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Ti piace dunque.

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