bastardiSSimo – Poesie per Romantica Vany

bastardiSSimo

Poesie per Romantica Vany

di Iannozzi Giuseppe

iannozzi giuseppe_orsetto bastardissimo
La mia collezione di farfalle

Mi piacerebbe un giorno
accompagnarti a vedere
la collezione di farfalle
che tengo sotto vetro
in camera mia
Sono la cosa più preziosa
che io ho; e quale onore
sarebbe per me
se il tuo pudore lucidasse
con lo sguardo i mille colori
che sulle ali distese riposano

Vorrei anche farti vedere
il pennello la tela e il cavalletto
che uso quando con la paglia
in testa dipingo le donne
che piano lungo la strada scivolano
costeggiando il pericolo
– la riva dell’Arno sempre pronto
a schiumare sua centenaria rabbia

Per portarti infine al luna park
tra pinocchi pagliacci e scrittori
che ti leggono il futuro
per una lira o due appena

Un giorno sì, te lo giuro,
ti accompagnerò
dentro ai meandri oscuri
della Vanità; e se paura
prenderà casa nel tuo cuore
di corsa a casa mia al sicuro
fra colori tele e farfalle!

In catene

Liberati con me
Spezza le catene
che al passato
ti legano
Non c’è niente
che valga quanto
la libertà
Decidi quando,
lo puoi tu soltanto

Cattura il vento
Con l’amore mettilo sotto
proprio come fai con l’amante
che da una vita intera insegue
insistente le tue orme

Decidi quando,
lo puoi tu soltanto
Cattura il vento
e non piangere
per quel che è stato
e più non sarà

E poi insieme a me canta
anche se ti parrà stupido stonare
Anche se ti sembrerà assurdo
metter seduto il vecchio zio Sam
Spezza le catene, cattura il vento
come ti ha insegnato Ray

Decidi quando,
lo puoi tu soltanto
Questa cecità
che piaga la vista
Questa storia
che non è di gioia
Questa via
che si perde in salita
Questa chiesa
che non è di festa
Decidi quando,
decidi quando…

Bambolina

Bambolina, cuoricino mio
che hai fatto questa notte?
hai sognato di me
o hai pianto di nuovo sul cuscino
lacrime destinate a chissà chi?

Bambolina, devi dirmi il vero,
se con me fai sul serio
o se giochi come hai fatto
con quel tipaccio ignorante
che mi ha preceduto a letto
Troppe volte ti sento piangere
Ti chiedo il motivo e tieni il silenzio
quasi fosse il tuo migliore amante
A volte sospetto che ancor ami,
che ancor ti fai prendere in sogno
da quel gran figlio di puttana
Cuoricino, conosco il cuore delle donne:
l’amore fa il tifo per gli stronzi
e più lo sono più piacciono,
mentre per i buoni la promessa
del paradiso e d’un eterno sorriso
Diavolaccio, io non so che farmene!
Troppe volte ti ho scoperta nel letto
con il faccino rigato dalle lacrime
inutilmente sprimacciato sul cuscino

Cuoricino, adesso devi dirmi la verità
anche se il tuo cuore non la sa qual è
Bambolina, ho un cuore anch’io, sai!
Bambolina, ho un cuore buono
E mi spiace dover penetrare così tanto
a fondo nella tua intimità
Bambolina, non sono mai stato stronzo,
non abbastanza con te e in questo ho peccato
Avrei dovuto regalarti qualche spina
anziché sempre e solo rose rosse
colte lungo il confine del mattino
Ho peccato, non sono stato capace
di farti piangere nel mio nome,
così adesso ne pago le conseguenze;
così adesso ne piango le conseguenze,
le conseguenze, le conseguenze…

Bambolina, lo so che ami il silenzio
Lo sospetto da un po’ di tempo
che stai ancora dietro a quello stronzo
Bambolina, se capisco che mi stai giocando
ti lascerò al tuo destino sul momento
Pagherò le conseguenze fino all’ultimo
Piangerò, sì io piangerò le conseguenze
fino all’ultimo istante, fino all’ultima lacrima

Bambolina, ho peccato,
ho peccato a non farti cadere in amore
giocando sporco, ho peccato nel donarti
sempre e soltanto il meglio di me
Diavolaccio, questa volta pagherò
fino all’ultimo per ogni mio stupido sbaglio

Perdere l’innocenza

Qui tutti ti vogliono un mondo di bene
Io sono soltanto uno dei tanti nel mucchio
Quanti biglietti d’auguri e quanti baci ricambiati
Non posso fare a meno di provar gelosia
A volte penso che avrei fatto bene
a uccidere le renne di Babbo Natale
Poi mi convinco che non sarebbe servito
a farti mia più di quanto tu già non lo sia,
giorno dopo giorno, con la neve che cade
schiacciando
sotto il suo peso i miei castelli di sogni

A volte penso
che Hendrix avrebbe dovuto imparare a scrivere
prima di suonare la chitarra e la siringa
Nei giorni che sono più tristi del dovuto
penso che un prete è di sicuro più felice di me:
suona ogni domenica le campane
e il batacchio che nasconde
sotto il vestito talare, son certo, il primo dell’anno
lo fa battere più forte delle trombe del giudizio

Ho perso l’innocenza tanto tempo fa
e nessuno può più darmi una mano
Devo fare ogni cosa in maniera artigianale
se voglio un rametto di vischio
o una stella cadente sottocosto
E’ segno dei tempi, è segno dei tempi…
giù in strada lo strillone coi giornali sottobraccio
non fa altro che ripeterlo a ogni passante
E a me non resta altro che lasciarmi trascinare
dalla gente felice e triste pensando
a un miracolo che ti faccia per sempre mia

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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