“Tagliateste cattolico”. Racconto satirico di Iannozzi Giuseppe

Tagliateste cattolico

di Iannozzi Giuseppe

il_dittatore

– Un goccetto di finocchietto?
– Basta, per carità, basta. Non avete altro in casa?
– Camomilla e acqua santa.
– Piuttosto butto giù l’acqua dei fiori.
– Vi piace dunque l’acqua santa!
– Pure nei fiori… oddio, oddio, oddio…
– Non nominate il nome del Signore invano, per cortesia.
– Altrimenti mi farete tagliare la testa?
– Non scherzate.
– Ben dicevo io, porco Diavolo. A nessuno si spicca il capo dal busto solo per aver detto, in maniera generica, di quel fanfarone che si dice stia nei cieli.
– Non ci siamo capiti. L’ospite è sacro, ma fino a un certo punto soltanto. Non dite contro la mia fede, perché la testa, ve lo giuro, impiegherebbe un momento a…
– Voi mi minacciate. E’ così? Mi minacciate, per Dio, ed io dovrei starmene con le mani in mano? Mi minacciate, porco cane.
– Meglio è che corregga il tiro a questo punto. Non vi minaccio, passo ai fatti.

– Mi taglierete dunque la testa?
– Rincresce più a me che a voi, la colpa però è vostra.
– Una casa così… Non trovo le parole. Un’assurdità della Madonna, non posso dire diversamente.
– Basta!!! Quel che è troppo è troppo. Le spiccherò la testa dal busto con questa mia arma.
– Grandioso, un autentico pezzo da museo, un kilij originale. Dove l’ha trovato?
– E’ un pezzo raro, mi è costato un occhio della testa.
– Una spada da esecuzione, incredibile, grandioso, spettacolare. Non esito a credere che avrà dilapidato un patrimonio per un gingillo così.
– Bando alle ciance. Tiri fuori la sua…
– Un momento, un momento. Non affrettiamo le cose. Davanti a un kilij come il suo, un vero uomo non può non rimanere vittima della sindrome di Stendhal. Solo che…
– Solo che… Non mi faccia stare sulle spine. Ha forse notato un difetto, magari il filo della lama…
– No, no, non si preoccupi. E’ solo che lei è cristiano.
– E con ciò?
– Io sono ospite in una casa cristiana.
– Certo che sì. Oserebbe metterlo in dubbio?
– Oddio, quel suo kilij è stupendo, ma non è di fattura cristiana. Pensavo che in una casa dove ci si ubriaca a forza di finocchietto, camomilla e acqua santa, la morte dovesse arrivare in maniera diversa, e non grazie a un’arma, di sicuro, usata da un can malfusso.
– Sottigliezze. Lei sa parlare, non lo nego, ma un’offesa è un’offesa e lei ha più volte bestemmiato.
– Porco Giuda, non diciamo falsità. Bestemmiare è altra cosa. Le faccio un esempio?
– Tiri fuori la sua arma, subito.
– Lei sa con precisione quanti nomi ha Dio?
– Come?!
– Non lo sa.
– Il Signore è Uno e Trino. Non c’è altro da sapere.
– Lei mi cade in fallo. Lei non conosce un solo nome del suo Dio. La colpa non è sua, è che, con tutta probabilità, avrà ricevuto un’istruzione così e così… A ogni modo, Adonai, ‘Ilaah ‘al kol-hilain, ‘Ilat ha’ilot, A-donai E-lokeinu vE-lokei avoteinu, A-don ‘al kolla, A-don kol-hanneshamo, Boré, Chai olamìm, Deòt ha-Shem, Ehyeh Asher Ehyeh, E-l Chai, E-lohim, Goalenu, Melekh Malkhei, Norà tehillot, Ribbon ‘almin, Ribbonò shel ‘Olam, Sibbat hasibbot, Zore’a zedaqot, eccetera eccetera. Dio ha tanti, tantissimi nomi, così tanti che nessuno sa quanti possano in realtà essere. Leggo sorpresa sul suo volto.
– Sono confuso, lo ammetto. Però lei ha fatto il suo nome invano.
Mon Dieu, e per così poco vorrebbe la mia testa? Solamente ho indicato un’entità superiore dotata di potenza straordinaria. Non ho fatto nessun nome in particolare.
– Lei è un fariseo, un fariseo. Prima, prima ha sciorinato così tanti nomi, così tanti…
– Lei li conosceva questi nomi?
– No, a dire il vero no. Non è questo il punto però… è una questione… insomma è una questione; e, mio malgrado, la sua testa sarà mia. Tiri fuori la sua arma, se è un uomo.
– Vedo che non vuole sentir ragioni, la ragione l’ha persa come quel folle dell’Orlando. Lei è un cattolico fondamentalista, vale a dire un asino patentato, per cui, date le circostanze, ecco, le piace la mia Smith & Wesson M1917, calibro 45?
– Dio bonino!!!
– Se l’è cercata. Da parte mia ho fatto tutto il possibile per farla ragionare… Bang!
– Muoio, muoio…
– Lo credo bene, per quanto bello il suo kilij, è del tutto inutile contro una Smith & Wesson. Amen!

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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10 risposte a “Tagliateste cattolico”. Racconto satirico di Iannozzi Giuseppe

  1. tuA ha detto:

    beh per la sera dei morti direi che è in tema….

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    In realtà non era un racconto per la sera dei morti, bensì tutt’altro. Non lo hai capito.

    beppe

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  3. furbylla ha detto:

    direi un racconto satiricamente politico e sul dominio degli stati uniti sbaglio?
    cinzia

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Il taglio del racconto è satirico, fortemente. E’ una satira contro il fondamentalismo cattolico – che non è affatto morto nel 2014, tutt’altro -, contro quel cattolicesimo che crea nemici ad arte, invocando il Signore, tacendo sui suoi millenari crimini. Guarda certi cardinali che si scagliano contro le unioni gay, contro le altre religioni, che danno addosso a papa Bergoglio dicendolo comunista… Questi fondamentalisti sono degli ignoranti che vanno contro la parola di Gesù, di quello dei Vangeli. Fanno tutto il contrario, eppure sono cardinali. Non vorrei essere al posto di papa Bergoglio: sta portando una lotta davvero forte contro la stupidità di una certa chiesa, contro certi pregiudizi, contro la pedofilia del clero, etc. etc. In questo racconto descrivo la stupidità di un cattolico fondamentalista, che come puoi ben leggere, fa tanto il furbo, ma alla fine si rivela per quel che è in realtà.

    Bacione

    beppe

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  5. furbylla ha detto:

    allora ho toppato 🙂 prima avevo pensato a quello che tu dici nel comm poi le due armi mi han tratto in inganno 🙂
    cinzia

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  6. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Il racconto, che è poi un dialogo, una pièce, può in effetti avere diverse chiavi di lettura. Non hai toppato in realtà. Ci sono più chiavi di lettura: come vedi il cattolico fondamentalista vorrebbe usare una sciabola da esecuzione, turca per giunta; il secondo personaggio, che invece usa la ragione, cerca di fargli capire il suo errore, ma niente, così alla fine è costretto a farlo secco, nonostante la cosa non gli piaccia affatto.

    Ci sono almeno tre chiavi di lettura e tutt’e tre sono valide. L’ho scritto in maniera tale perché fosse così, perché spingesse il lettore a riflettere su questo tempo che viviamo, ma anche sul tempo che ci siamo lasciati alle spalle e che non è da dimenticare: le Crociate, i grandi crimini dei cattolici commessi con le Crociate, dove li mettiamo?

    beppe

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  7. poetessadirose ha detto:

    Ciao:) sai, a dirti il vero tutta questa profondità d riflessione non mi è passata…la violenza, invece, molta. Non so se mi piace quello che scrivi oppure no! Lo trovo crudissimo ma inevitabilmente interessante. Ci sono tante idee e tanta cultura dietro. Ho letto il quaderno delle calunnie e devo dire che mi è piaciuto:) Buona giornata!
    Silvia

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  8. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Cara Silvia, al di là del bene e del male, il racconto ha suscitato il tuo interesse, e quello di molti altri lettori: alcuni hanno postato un loro intervento, altri hanno invece preferito leggere o commentare sul mio profilo facebook, o là dove il racconto è stato condiviso. Ha suscitato il tuo interesse e questo è un ottimo risultato: uno scritto che non funziona è uno scritto che viene ignorato, che non viene letto. Non ravviso tutta questa crudezza, anzi, direi il contrario: il tema, seppur pesante di per sé, è trattato con ironia, non a caso trattasi di un racconto satirico. Che poi questo lavoretto – perché non è nient’altro che questo, un racconto per il web – includa parecchia cultura, questo è vero; ma su questo punto non credo valga la pena dilungarsi, tranne nel caso volessi sapere qualche cosa in più in merito.

    Il quaderno delle calunnie, sì, è divertente, per chi lo legge; non per il sottoscritto, che le calunnie se l’è beccate. Fortuna sono un pacifista, uno che segue la filosofia buddista (e non la religione, meglio mettere i puntini sulle “i”).

    Ti ringrazio del tuo intervento. Verrò presto a visitare il tuo blog. Sono curioso.

    Un caro saluto

    beppe

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  9. poetessadirose ha detto:

    Grazie a te per aver risposto:) anche a me fa piacere aver suscitato la tua curiosità. Buona giornata!

    Silvia alias Poetessa di Rose

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  10. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Rispondo sempre. Di rado mi permetto di non rispondere: solo in quei casi la risposta sarebbe inutile, un sovrappiù.

    Buona giornata a te

    beppe

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