“Il nuovo corso” di Mario Pomilio (Hacca edizioni). Introduzione di Alessandro Zaccuri

Il nuovo corso

Mario Pomilio

prefazione di Alessandro Zaccuri

Il nuovo corso - Mario Pomilio - Hacca edizioni

Il nuovo corso – Mario Pomilio – Hacca edizioni

Torna in libreria Il nuovo corso, opera imprescindibile di Mario Pomilio, romanzo pubblicato in prima battuta da Bompiani nel 1959. Questo Capolavoro della grande letteratura italiana mancava dagli scaffali delle librerie oramai da parecchi anni. Hacca edizioni, grazie al suo acume e coraggio editoriale, riscopre Mario Pomilio, autore che nel corso della sua carriera ha ricevuto non pochi premi e riconoscimenti: L’uccello nella cupola (Premio Marzotto “opera prima” 1954),  Il nuovo corso (Premio Napoli, 1959),  La compromissione (Premio Campiello, 1965), Il quinto evangelista (Premio Flaiano, 1974), Il quinto evangelio (Premio Napoli, 1975 – Prix Raymond Queneau pour le Meilleur livre étranger, Parigi, 1977 – Premio Pax, Varsavia, 1979), Il Natale del 1883 (Premio Strega, 1983 – Premio Fiuggi, 1983).

Alessandro Zaccuri

Alessandro Zaccuri

La nuova edizione de Il nuovo corso, a cura e con una postfazione di Mirko Volpi, prefazione di Alessandro Zaccuri, include anche una lettera inedita dell’autore Mario Pomilio.

Il romanzo, Il nuovo corso, è oggi una lettura più che mai attuale, che non può e non deve essere ignorata. Il perché lo spiega, in maniera più che mai lucida e assoluta, Alessandro Zaccuri (alessandrozaccuri.it/): “[…] L’eco della repressione sovietica, nella Budapest del 1956, non si è ancora spenta e quel titolo (che riprende alla lettera il fallimentare esperimento libertario) non poteva essere in alcun modo equivocato dai lettori dell’epoca, né suscita dubbi in quelli odierni. Eppure qualcosa che non torna c’è. […]”

Se Il quinto evangelio e Il Natale del 1883 sono, unanimemente, considerati i capolavori dello scrittore abruzzese, Il nuovo corso, oggi, in questo difficile periodo storico-sociale, per la sua specifica attualità, assume un valore, letterario e socio-politico, che non può essere estromesso dalla coscienza dell’uomo contemporaneo.

Iannozzi Giuseppe

I fatti d’Ungheria sono l’evento concreto, di un’attualità ancora irrisolta e bruciante, a partire dal quale Mario Pomilio redige la “favola politica” del Nuovo corso. L’eco della repressione sovietica, nella Budapest del 1956, non si è ancora spenta e quel titolo (che riprende alla lettera il fallimentare esperimento libertario) non poteva essere in alcun modo equivocato dai lettori dell’epoca, né suscita dubbi in quelli odierni. Eppure qualcosa che non torna c’è. A non coincidere, tra modello e racconto, non è tanto la concatenazione dei fatti, rispetto ai quali il narratore rivendica un’assoluta licenza creativa. Il paesaggio, ecco che cosa non combacia: la geografia urbana che fa da sfondo al racconto. Quella città in cui stiamo per addentrarci «potrebbe essere stata o diventare domani la nostra città.»

hacca edizioniSono le parole a fare dell’edicola di Basilio il solo vero “luogo” del romanzo. Qui, all’alba del giorno fatale che copre quasi per intero la trama, arrivano le copie del quotidiano con l’annuncio del «nuovo corso»: la libertà smette di essere uno slogan e diventa qualcosa di concreto, le istituzioni cedono il passo alla spontanea aggregazione dei cittadini, perfino il Partito si scioglie, considerando ormai esaurito il proprio compito. Non è vero, ma Basilio e i suoi concittadini non possono saperlo, perché il piano (forse un sabotaggio, forse una provocazione decisa a freddo dalle autorità centrali) è stato studiato con astuzia.
Libertà, verità, fuoco: è la sintesi del percorso compiuto da Basilio che, all’indomani della sua giornata di gloria, quando ogni illusione si è rivelata vana, decide di dare alle fiamme le copie del quotidiano – autentiche, questa volta, non più contraffatte – in cui si sancisce la permanenza dello status quo. I ritagli si accartocciano, la colla non tiene più. Basilio entra nel sacrario profanato. «Riapparve dopo un attimo di là dalla vetrina, e per un po’ sembrò che le fiamme non osassero toccarlo. Poi ne fu avvolto quant’era grande, e subito scomparve».

Alessandro Zaccuri

Mario Pomilio

Mario Pomilio

Mario Pomilio (1921-1990), abruzzese, laureato in Lettere alla Normale di Pisa, quindi docente in un liceo a Napoli. È stato narratore, giornalista, saggista, fondatore della rivista «Le Ragioni Narrative» (nel 1960) e ha svolto anche attività politica, partecipando come deputato ai lavori dell’Europarlamento. La sua ricerca di uomo e di scrittore culmina nel suo romanzo più celebre, Il quinto evangelio (1975), indiscusso capolavoro del Novecento. Ha pubblicato anche L’uccello nella cupola (1954), Il testimone (1956), Il nuovo corso (1959), La compromissione (1965, Premio Campiello), Il cimitero cinese (1969), Il cane sull’Etna (1978), Il Natale del 1833 (1983, Premio Strega) e i postumi Una lapide in via del Babuino (1991) e Emblemi. Poesie 1949-1953 (2000), oltre a volumi di critica e saggistica, tra cui Contestazioni (1967) e Scritti cristiani (1979).

acquistaIl nuovo corsoMario Pomilio  – Hacca edizioni – collana Novecento – introduzione di Alessandro Zaccuri – settembre 2014 – ISBN: 978-88-89920-99-2 – pagine 224 – prezzo: 15,00

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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