Falsità e banalità che circolano in rete su Iannozzi Giuseppe

Falsità e banalità

che circolano in rete su Iannozzi Giuseppe

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Qualcuno crede d’avermi incontrato in un faccia a faccia e lo va dicendo pure in giro, talvolta gridandolo. Niente di più falso: evito come la peste di incontrare certe persone. Qualcun altro invece continua portando avanti la solita vecchia abusata campagna denigratoria nei miei confronti, per la serie “non legge i libri di cui parla”, “parla senza leggere”, “dice ovvietà”, “non capisce”, “incapace a contestualizzare”, “commenta… eccome se commenta”… Diciamo allora che mi sono rotto di certi personaggi che continuano a gettarmi fango addosso, da tanto di quel tempo che, per la mia innegabile sopportazione, a quest’ora, come minimo, dovrei aver raggiunto il Nirvana.

piccolo Buddha linguacciaPurtroppo se i libri li leggi e li leggi sul serio e ne parli, magari stroncandoli senza perseguire illogiche pretese degli editori nonché degli autori, non puoi che farti dei nemici. Qualcuno forse ricorderà quei buontemponi dei VMO, vale a dire i Nessuno e compagni, che avevano creato un blog su Splinder con il chiaro proposito, tra l’altro, di screditarmi. Stiano tranquilli questi Signori, i loro libri non li leggo più neanche per sbaglio, quindi non posso parlarne né in bene né in male.

Una cara Signora, dopo aver letto una intervista segnalata sulla sua bacheca, dopo averla commentata, oggi, sulla sua bacheca mi lancia delle accuse (senza citarmi però, indi per cui le ricambio il favore), e guarda caso sono le stesse accuse che i Nessuno spararono a tutto spiano qualche anno or sono in giro per il web. Sinceramente non me ne frega niente della Signora e di quel che oggi dice. E però, quando in qualche caso, ho segnalato e recensito i libri della Signora – che forse ancora lavora presso una piccola casa editrice – ero bravo, molto bravo, etc. etc.

libriCi sono poi quelli, che non avendo il coraggio di parlare in pubblico di un libro che ho segnalato e magari recensito in maniera positiva, mi scrivono in privato lamentandosi: “Ma davvero ti piace Tizio? Non capisco davvero perché…”, etc. etc. Il coraggio di dire in pubblico che un dato libro, e quindi un dato autore, da me recensito, non gli piace, non ce l’hanno affatto. Però bravissimi sempre a lamentarsi in privato, perché sicuri che il sottoscritto, essendo un gentiluomo, non dirà alcunché. Perché lamentarsi in privato con il sottoscritto? Ovvio: se parlassero in pubblico, se dicessero in pubblico che un dato autore, a loro non piace, potrebbero farsi dei nemici; e certe persone ci tengono davvero tanto a essere amici di tutti, ma per finta.

Tornando all’intervista che ho commentato, se avessi sparato uno stupidissimo commento seriale “bella intervista”, allora la Signora, forse, avrebbe tenuto un atteggiamento diverso nei confronti del sottoscritto. Spiacente, non dico banalità. Ho focalizzato la mia attenzione su alcuni elementi dell’intervista, quelli che, a mio avviso, meritavano d’essere approfonditi e tanto fa.

Sono diversi anni che commento poco, anzi pochissimo. Un mio commento su Facebook o sui blog o altrove, oramai, è oro colato. Non mi spreco di commentare se l’argomento non mi interessa veramente, né cerco una volgare visibilità, uguale a quella di un gossipparo da poco. Talvolta cazzeggio, ma questo non fa testo: a cazzeggiare sono bravi tutti. Ma se intervengo per parlare di libri, in pubblico, mettendoci la faccia e il mio buon nome, bene, oggi come oggi, questa è cosa più unica che rara.

Bene, ho detto e non mi ripeterò più.
Chi non ama i miei rari commenti sulle proprie bacheche Facebook e Twitter, può bloccarmi e basta. D’altro canto, qui, su Facebook, ci sto davvero poco. Non ho il vizio di vivere in rete e di fare di Facebook, o di un qualsiasi altro social network, il mio alter ego, o simulacro che dir si voglia.

Concludo con una massima del Buddha: “Ci sono solo due errori che si possono fare nel cammino verso il vero: non andare fino in fondo e non iniziare”.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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