Ti prego di perdonare. Una ironia di Iannozzi Giuseppe

Ti prego di perdonare

di Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe

ti prego di perdonare
sto morendo
l’inferno mi brucia addosso
la pelata risplende sotto il sole cocente
e i miei pensieri stanno tutti sulla fronte
a scivolare via insieme al sudore

ho il cervello andato in pappa
non ragiono più
non sono più chi sono!
non lo so più chi sono

ho visto una pipistrella
svolazzare accanto all’orbe di fuoco
un’allucinazione mi son detto
cercando cogl’occhi una pecorella
niente!

ho ordinato una cameriera al bar
perché mi rinfreschi l’anima
è venuto su il barista
mi ha dato una bella strigliata
a forza di carezze e baci
non so che pensare
forse un’altra allucinazione
e allora perché il suo dopobarba
sulla mia pelle?

non sono più chi sono!
i cine sono tutti chiusi
i campanili suonano Mozart a tutto spiano
a lutto!
c’è qualcosa che non va
se l’aria è così pesante
pesante di piedi sgusciati fuori dalle calzature
pesante di ascelle pelose sudate

mi sa che sto perdendo la bussola
e il senno di poi anche
dovrei farmi vedere in manicomio
per accertarmi
che le medicine amare siano tutte al loro posto
ho paura che non lo farò
la Porsche è finita in un burrone
e ho le mani ancora sporche di marmellata

ti prego di perdonare
raccogli i bambini e portali in montagna
prima che il bosco prenda fuoco
raccogli le tue cose e lascia le mie ai ricchi
ai poveri lascia soltanto un tocco di pazzia
e quelle sette nere code di gatto

non mi far preoccupare
ho il lutto addosso
e qui fa un caldo infernale
che non ti puoi immaginare
il barista continua a dirmi che passerà
che è soltanto un momento difficile
ed intanto si è calato giù le mutande
ho paura ma non ce la faccio a gridare
devo però ammettere che ha delle belle gambe
lisce come il velluto
non dovrei dirlo
ho paura per la mia santità mentale

ti amo lo sai
non te l’ho detto mai
ora non posso più negarlo
tutti quei piatti rotti in testa mi hanno portato alla luce
ho visto che aldilà di me c’è una forza più grande

ti prego di portare via i bambini
i cinesi hanno modi di fare che non ti posso dire
e gli inquisitori hanno messo a tacere Marlon Brando

ti prego di portare via i bambini
loro non hanno colpa
una pipistrella mi è passata accanto di nuovo
mi devo convincere che è un’altra allucinazione
dopo l’incidente è diventato tutto così diverso!

le unghie dei piedi mi fanno male
non avevo mai pensato potessero essere così lunghe
ma il barista mi assicura che sono elegante
lui però è più pelato di me
il caldo deve avergli cotto il cervello
non fosse per le gambe così vellutate…!

ti prego di perdonare
sto perdendo la bussola
ma ti voglio ancora un bene del diavolo

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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4 risposte a Ti prego di perdonare. Una ironia di Iannozzi Giuseppe

  1. romanticavany ha detto:

    Direi una poesia molto demenziale , ma non in senso offensivo, nel senso letterale perchè mescola parecchie tuoi angosce pensieri e fantasie.
    Dolcesera :).
    1 Bacetto ♥ vany

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Secondo me è soltanto demenziale e basta questa cosa che ho scritto, e se son io a dirlo puoi crederci.

    Come? Solo un bacetto? Ma non si può andare avanti così. 😀

    Bacetti e lekkatine ♥ ♥ ♥

    orsetto

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  3. furbylla ha detto:

    alla fine ho pensato oddio mi è impazzito per davvero 😉
    cinzia

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Non ti preoccupare, Mamma Orsa. ❤ ❤ ❤ Passo lo sono sempre stato, ma in una accezione positiva, da creativo. O no?

    bacione ❤

    beppe

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