Andate a fare in culo (Poesia di rabbia) – di Iannozzi Giuseppe

Andate a fare in culo

di Iannozzi Giuseppe

La flagellazione di Cristo - Caravaggio

La flagellazione di Cristo – Caravaggio

ANDATE A FARE IN CULO

E poi far la faccia convincente
E poi far la faccia che conviene
alla solita star di turno
che s’incazza di brutto
se non glielo dici almeno
almeno dieci volte al dì
che è proprio lei la migliore
E poi far la faccia così,
da buffone,
da perfetto coglione

Le mie parole se le venderanno
all’incanto, per un albergo a ore
Le diranno quelle d’un poeta,
di uno di talento, senza spavento
nella penna e in petto
Poi, la faccia mia su quella loro,
la mia faccia da perfetto buffone,
da coglione pari e pari,
questo sperano

A letto mi vorranno,
venduto a destra
e girato a sinistra,
e molleggiato al centro
Un perfetto, un perfetto buffone
Un perfetto, un perfetto coglione
che da tutti in culo
se lo dovrebbe prendere
senza fiatare,
a comando dell’acqua santa
e del diavolo di turno

Ma la faccia che loro vorrebbero,
da coglione, non gliela faccio
né ora né davanti a dio
E allora mandatemi a cagare,
senza manco in mancia un’avemaria;
e vada pure per una maledizione,
quella che di sicuro mi tirerete

E così, andate a fare in culo voi e la poesia
e tutto quello che conviene, che conviene
E tutto quello che conviene, che conviene
E tutto quello che conviene, che conviene

DESTINO

A che serve il paradiso,
a che serve l’inferno
se non ci sei tu a darmi la pena da scontare?

A lungo ho navigato per mari di fuoco
e altrettanto a lungo a piedi in mezzo a deserti
che non puoi immaginare, sotto la luna
con la sola protezione dei miei pugni stretti
Mille sconosciuti ho abbracciato e baciato
Più d’una volta sono morto e risorto
Sempre ho camminato pensando
che prima o poi sarei arrivato a toccarti

A che servono le mani,
a che servono i piedi
se non ci sei tu pronta a legarli alla tortura?

Le mie parole le conosci troppo bene
Hai ragione a dire che sono meno d’un’inflazione
Solo un uomo in cerca d’un frammento d’eternità
Hai ragione a dire che la luna ha cancellato i miei passi
Il peso della mia ombra lo conosci troppo bene

Frustare l’asino con il ramo dove Giuda s’impiccò
Fare l’amore con una a ore
e mettere l’orologio al di sotto del mio ego
Non ha avuto mai alcun senso

E’ stato tutto nel tuo nome
E’ stato tutto per peccare in eterno

A che serve il paradiso,
a che serve l’inferno
se non ci sei tu a darmi al tuo peccato?

A che servono le mani,
a che servono i piedi
se non ci sei tu pronta a legarli al fato?

ANARCHIA

Ora non piangere
Le stelle alte in cielo
non hanno perso
ancora il loro lucore
Ma le tue lacrime
scivolano sulla rugiada
che bagna il mattino
Ma le tue lacrime
splendono sul verde
tutt’intorno,
mentre il sole s’avanza
col suo rosso divino
a romper dell’alba l’imene

Non c’è oblio
che l’amor non possa sanare
quando il vangelo
che leggi nella mia mano
diventa carezza per te
sul tuo vergine petto
dai singulti scosso

Così poi il tuo sorriso
di nuovo nasce per spandersi
tra infinito e infinito

E felice sorridi al mio sorriso
come un’anarchia senza fine

SOTTO LA BRACE

L’amore non lo dar più a nessuno
Lascialo intatto a dormire
sotto la brace della passione
che aspetta e aspetta e fa dispetto
all’alma e alla carne con ugual grido
L’amore del tuo seno non lo dar via

Non posso credere
che non vuoi conservarlo
per segreti graffi su schiene amanti

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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2 risposte a Andate a fare in culo (Poesia di rabbia) – di Iannozzi Giuseppe

  1. furbylla ha detto:

    mai letto un andate a fare in culo così poetico ma decisamente efficace..
    cinzia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Qualche volta ci vuole proprio. Ma è un vaffanculo poetico come hai giustamente notato.

    bacione

    beppe

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