Ma belle dame sans merci. Poesie d’amore di Iannozzi Giuseppe

Ma belle dame sans merci

di Iannozzi Giuseppe

La belle dame sans merci

La belle dame sans merci

MA BELLE DAME SANS MERCI

Petali di rosa le tue labbra,
ma tu piangi per un altro cavaliere,
così non darò fuoco alla mia lingua,
né scioglierò, almeno per il momento,
i perfetti nodi delle lenzuola
che sanno della tua perversa natura

Non tenterò nulla che possa farti addolcire
Non piangerò, non invocherò il tuo nome
I cieli sono ancora scuri di ombre,
di piogge antiche:
è un ciclo che non abbandona mai l’uomo,
si è come dentro atavica paura
tra il primo vagito e i bastioni di Orione

Petali di rosa le tue labbra
che bene sanno cantare
per andare incontro
a un’altra indigestione;
ho però io una poesia da cantare
che non metterò in bocca a te:
ho io tutto Keats, ma belle dame sans merci,
e un angelo più freddo del marmo
che solo aspetta il mio colpo,
quello che spezzerà la sua catena

E’ un gioco, è un gioco,
e non mi fai più paura, oggi no
E’ una storia di dervisci,
o forse c’è la croce di Costantino in cielo,
e oggi, oggi non mi puoi più far male

Oggi no, oggi non mi puoi

RONDINI E DISORDINI
DI PRIMAVERA

Avanzano i soliti disordini
Ecco il Gatto e il suo amico Volpe
Consigliano pochi zecchini
Dicono che conviene buttarli
in mezzo all’occhio del ciclone
e non pensarci più

Svevo fuma e fuma, Joyce scrive e scrive
Da qualche parte arriveranno tutt’e due
Però noi che siamo terra terra
non capiamo niente dei loro giochi
di testa, a volte di ombelico

I grilli fanno festa quando la notte
Non lasciano dormire neanche dio
e Goethe c’ha un diavolo per capello
Foscolo ha invece una brutta cera
da quando ha preso su di sé la croce
dei cimiteri e della poesia
E i grilli rompono già al crepuscolo
e i postriboli son sempre pieni di seme,
d’un sapor dolciastro che si diffonde
nell’aria tra echi e odor di lavandaie,
di saponi, di acqua colata nei tombini

E tu, sognante ragazza mia, che farai?
Lascerai che quel poveraccio si spari
o gli consiglierai forse
d’andar prima a confessarsi
da quell’arrotino
che non dimentica mai i suoi coltelli?

Son disordini
che arrivano con le rondini
E’ la primavera che ci sveglia
e che ci addormenta di brutto
Son briciole
che lasciamo in eredità
a chi dopo di noi
E poi niente più, niente più

SOGNO EROTICO

Non tagliare i tuoi lunghi capelli
così belli, neri più della nera notte
Non tagliarli

Non cucire la tua bocca
per non incontrare la mia lingua
Lasciami vivere per un momento,
come una fragile curiosità
Dimmi di sì, dimmi di sì, dimmelo
che mi vuoi bene, che senza di me non vivi

Anche se è banale non ti vergognare
di scioglier i lunghi capelli al vento

E portami via con te, dammi quella saliva
che è Ostia, che è un po’ del tuo corpo
Dammela con la tua bocca e ti darò l’anima,
ti darò l’anima mia che sai non si può vedere
La potrai solo sentire, la potrai però sentire
forte e delicata uguale a un sogno erotico

ANGELA

Cercami, mi troverai
uguale ma cambiato
Cercami, mi vedrai
di bianco e di nero
Troverai di me
ogni cosa che la mente
ti metterà in bocca
Troverai di me
un fantasma che esiste
ma che impalpabile è

Cercami intorno ai confini
che conosci e non conosci
E non osar d’andar oltre
perché ti perderesti,
e non sarebbe bello
Io lo so cosa vuol dire
non avere eppur essere
per qualcuno o nessuno
un soffio tra mare e terra

Mi puoi baciare
per un fine stordimento
o per darmi al vento
che in un soffio rappresento
Mi puoi uccidere
in un giorno di festa
e non dirò una parola
che ti possa ferire
O puoi venire a trovarmi
dove riposo con un epitaffio da poco
a tenermi eterna compagnia
Ma i clown han sempre sorrisi
anche ai funerali di Stato,
ce li hanno per tutti;
sono così, uguali imperfetti Gesù
che vivono di elemosine quaggiù
E però quando smettono il cerone,
tornano ad esser uomini di lacrime
che si turano gli orecchi
con il cotone
per non sentir più la vita
I più coraggiosi ingoiano veleni
e si chiudono le caverne di echi
con giovane bollente cera

Mi amerai fino all’infinito
Fino a quella misura inconcepibile
uguale a un fantasma, a una fantasia
Mi amerai per un giorno di mescalina
E domani sarò scomparso
tra il batter leggero delle tue lunghe ciglia

Allo specchio cercherai me
Nell’Occhio del Sonno mi dirai poeta
Un po’ mi disprezzerai
Il rossetto poi tirerai su le labbra
e sorriderai al dì che è di nebbia

Così sì, sarò sempre il tuo piccolo
insignificante angelo, Angela

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
Questa voce è stata pubblicata in amore, arte e cultura, attualità, Beppe Iannozzi, cultura, eros, Iannozzi Giuseppe, Iannozzi Giuseppe detto Beppe, Iannozzi Giuseppe o King Lear, poesia, società e costume e contrassegnata con , , , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Ma belle dame sans merci. Poesie d’amore di Iannozzi Giuseppe

  1. furbylla ha detto:

    a volte mi è difficile commentarti quel che scrivi a volte mi provoca confusione di sentimenti ed emozioni.. comunque Rondini e disordini di Primavera direi che è quella che preferisco
    cinzia

    "Mi piace"

  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    A volte è difficile persino per me “commentarmi”. 😉 Non so dirti, in verità, quanto queste siano buone e se siano delle poesie, ma è vero che danno luogo a un coacervo di emozioni non facilmente decifrabili.

    Grazie infinite. Bacione ❤ ❤ ❤

    beppe

    "Mi piace"

I commenti sono chiusi.