Scomparire di Claudio Marinaccio. Un eroe antieroe del nostro tempo. Recensione di Andrea Parpinel

Scomparire di Claudio Marinaccio

Un eroe antieroe del nostro tempo

di Andrea Parpinel

Scomparire di Claudio Marinaccio - Cicorivolta edizioni

Scomparire di Claudio Marinaccio – Cicorivolta edizioni

autore: Claudio Marinaccio
titolo: “Scomparire”
Cicorivolta edizioni – collana: ILMIOSPAZIO
Illustrazioni di Giorgia Montanari
ISBN 9788899021078 – euro 12,00 – pp. 94 – © 2014
in copertina, immagine di Callo Albanese

Questa recensione di Andrea Parpinel all’ultimo romanzo di Claudio Marinaccio, Scomparire (Cicorivolta edizioni), mi trova pienamente concorde con il giudizio critico in essa espresso, ragion per cui la pubblico qui, sicuro che incontrerà la vostra attenzione. – giuseppe iannozzi


Cicorivolta edizioni

Scomparire di Claudio Marinaccio; l’ho letto tutto d’un fiato e ora sto cercando un incipit convincente per provare a descriverlo; forse il termine più adatto e consono l’ha fornito mia moglie che l’ha letto mentre era in stato di veglia, allattando il nostro erede. Alla domanda “Come ti sembra?”, la risposa è stata: “Strano.”

Claudio Marinaccio

Claudio Marinaccio

Sorrido a questa definizione, calzante se si conosce l’autore con cui ho potuto condividere un’esperienza lavorativa e dei brevi ma succulenti ritorni a casa in treno: un personaggio fuori dagli schemi il Marinaccio. Sicuramente, scusate la mia poca modestia, una persona con cui val la pena parlare ascoltando quanto ha da dire. Non è un complimento per tutti, considerando la banalità che circola in lungo e in largo: con lui si spazia dal calcio alla politica alla cultura generale. E credo che il suo ultimo libro, Scomparire, sia un po’ una sua celebrazione della visione che lui ha del mondo che ci circonda, ma soprattutto del mondo che lo circonda, difatti credo esprima anche un suo forte, non credo inconscio, desiderio: “Io non sono diverso dagli altri. Voglio non morire. Voglio che il mio nome sia eterno: il mio desiderio è che quando si pronunceranno le sillabe del mio nome tutti mi associno a qualcosa, anche terribile se necessario.”
Forse un’idea un po’ nichilista, ma che ricalca le parole di Ugo Foscolo, come afferma nel suo autoritratto: “Ratti i passi, i pensier, gli atti, gli accenti; sobrio, ostinato, uman, prodigio, schietto”. E nell’ultimo verso, l’explicit: “morte, tu mi darai fama e riposo.”

Lasciare un pezzo di sé, della propria coscienza, della propria voce di narratore fuori dal coro, di questo preciso momento storico, un’analisi spietata eppur terribilmente reale di questo social world che ci circonda, o almeno che circonda lo scrittore. Ci si può trovare in disaccordo con l’analisi operata dallo scrittore, bisogna però riconoscergli il coraggio di sputare fuori la sua realtà, per quanto solipsistica possa essa apparire.
Dopo Odore di Follia, che personalmente ho amato, sì tanto che all’ultima pagina ho rallentato la lettura fino a creare quella stasi temporale del “non finire ti prego!”, ecco a Voi, Scomparire, un romanzo crudo e cruento, veloce e riflessivo, leggero seppur soppesato nei modi e nei termini, a tratti quasi gore o pulp. Ravvisabile l’influenza delle letture in età giovanile: di Chuck Palahniuk si nota e si sente l’influenza. Un’analisi spietata della società, del mondo bizzarro e dei bizzarri personaggi che lo popolano. Protagonista di Scomparire è quello che potremmo definire un eroe antieroe senza nome, quasi un fantasma radicato nella realtà, ai più invisibile, ma sempre e comunque alla ricerca più che di un risultato o di qualcosa, di qualcuno di cui ha perso, o forse non ha mai avuto, la messa a fuoco. L’eroe antieroe cerca sé stesso, un Io cupo e irrealizzato, che cerca di conformarsi per terminarsi.
L’ossessione è il filo conduttore dell’ultima fatica di Claudio Marinaccio: l’ossessione del nostro eroe (antieroe) e dei personaggi di confine che incontra lungo il suo cammino. Ogni personaggio caratterizzato presenta un lato, quasi sempre, oscuro; l’ossessione di essere, di apparire, di voler urlare al mondo “io sono qui, cazzo, guardatemi!”, per poi, appunto, ineluttabilmente, scomparire.
Scomparire, un romanzo da leggere tutto d’un fiato, per poi magari riprenderlo dall’inizio e poterlo così soppesare e gustare al meglio: sarà un po’ come fare due pasti uguali, il primo divorato in una pausa pranzo di 30 minuti, il secondo invece gustato nel più in dei ristoranti. Stessi piatti, sì, ma gusti e sensazioni differenti.

Claudio Marinaccio è nato nel 1982 a Torino. Dopo aver vissuto in Sud America è tornato nella sua città natale dove risiede tuttora.

Twitter e Instagram: @oldetrip

Brano tratto da “Scomparire”:

(…)

110 kg circa

Il sole lucente arroventava le vie della città. Il calore si faceva strada dall’asfalto scuro e crepato. Guardando in avanti si aveva quasi l’impressione di poter scorgere spire di luce partorite dal suolo.
Era una tipica giornata agostana, palazzi e strade uguali a scenografie di uno spettacolo fallimentare, con le persone rimaste ad affollare le gelaterie come se stessero distribuendo il pane a Calcutta.
Le panchine all’ombra erano contese manco fossero delle belle donne.
Sudavo al pari di un uomo in forte sovrappeso. Del resto, ero un uomo grasso. Da quando ero diventato così, facevo fatica a camminare e mi stancavo facilmente per ogni cosa.
Incominciai a gocciolare dalla fronte; perspiratio sensibilis: acqua ricca di sali minerali e zuccheri scendeva copiosamente da sotto i capelli che tenevo legati come Lorenzo Lamas in Renegade. La differenza era che sembrava mi fossi mangiato l’indiano che lo accompagnava.
Camminavo per una via molto stretta sorseggiando Coca-Cola, introducendo zuccheri nel corpo, alleviando la sofferenza del mio essere un ciccione, alimentando quello che non avrei dovuto avere.
La bevanda nera e gelata con le sue bollicine mi grattava il palato.
La mia era una triste infelice vita. Solo e ciccione. Possedevo tutte le caratteristiche per essere un aspirante suicida, ma facendo un’attenta analisi delle diverse tipologie con cui avrei potuto mettere fine alla mia esistenza, non riuscivo a trovarne una che non avesse delle criticità.
Tagliarmi le vene? Con tutto il colesterolo che avevo in corpo il sangue non sarebbe riuscito a venir fuori. Impiccarmi? Avrei dovuto utilizzare un cavo d’acciaio o roba del genere per poter sorreggere il mio peso e non sarebbe stato possibile fare un buon nodo per il cappio. Darmi fuoco? Il maiale non si cucina flambé. Spararmi? Per fare le cose in regola, avrei dovuto prendere il porto d’armi e sarebbe passato troppo tempo.
Allora avvelenarmi? Mangiavo così tanto cibo spazzatura che se non morivo con quello, non so davvero cosa ci sarebbe riuscito.
Farmi esplodere? Non avevo una giusta causa islamica per farlo.
D’un tratto mi fermai di fronte a un cartello pubblicitario gigantesco che sponsorizzava una famosa griffe di moda, troppo da omosessuale per non essere famosa.
La foto rappresentava una bellissima donna bionda, abbronzata, seminuda e unta, che cercava di mordere l’addome del modello. Lui aveva un fisico perfetto e i capelli tirati con il gel; indossava occhiali a goccia e mutande sexy; e poi gli addominali, che ricordavano quelli di Brad Pitt in Fight Club, depilato come un bambino prima dell’adolescenza. Nonostante fossi pienamente eterosessuale, non riuscivo a staccare gli occhi dal modello e mi immaginavo al suo posto con la ragazza che azzanna la mia trippa e incomincia a divorarmi.Se fossi stato una delle vittime in quella che fu la tragedia delle Ande, avrebbero mangiato solo me.
Quel cartello pubblicitario era il simbolo dei nostri tempi, la ricerca della perfezione fisica. Apparire più che essere.
Fu in quell’istante ricevetti un segno dal cielo, l’illuminazione che tutti aspettano: decisi di essere il nuovo messia, un Buddha con addominali scolpiti.
Da quel giorno tutto cambiò.

(…)

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
Questa voce è stata pubblicata in ACQUISTA, ACQUISTA ONLINE, arte e cultura, attualità, consigli letterari, critica, critica letteraria, cultura, editoria, horror, Iannozzi Giuseppe consiglia, letteratura, libri, narrativa, recensioni, romanzi, società e costume e contrassegnata con , , , , , , , , . Contrassegna il permalink.

2 risposte a Scomparire di Claudio Marinaccio. Un eroe antieroe del nostro tempo. Recensione di Andrea Parpinel

  1. furbylla ha detto:

    vi è qualcosa di molto “accattivante” sia nella recensione che nel brano riportato… non so trovare le parole giuste ma questo lo compro
    cinzia

    Mi piace

  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Bene, l’importante è che hai ravvisato quel qualcosa di “accattivante”, che a mio avviso fa la differenza fra un bel libro e un libro che invece è insipido. Va da sé che il libro l’ho letto, ho riportato la recensione di Andrea perché mi trova totalmente d’accordo. Dopo aver letto questo libro, son certa terrai d’occhio Gigi … adesso non puoi capire, ma poi capirei. 😉

    Bacione

    beppe

    Mi piace

I commenti sono chiusi.