Robin Williams. Non è un addio

Robin Williams. Non è un addio

(Chicago, 21 luglio 1951 – Tiburon, 11 agosto 2014)

Commentando la morte di Robin Williams, il presidente americano Barack Obama: “Era un aviatore, un medico, un folletto, una tata, un presidente, un professore, un Peter Pan casinista, e qualsiasi altra cosa ci fosse nel mezzo. Ci ha fatto ridere e fatto piangere, ha donato con generosità il suo incommensurabile talento a chi ne aveva più bisogno, dalle nostre truppe di stanza all’estero agli emarginati delle nostre città”.

La moglie, la designer Susan Schneider: “Oggi io ho perso mio marito e il mio migliore amico, mentre il mondo ha perso uno dei suoi artisti più amati e dei suoi più stupendi esseri umani. Sono assolutamente straziata”.
E Steven Spielberg: “Robin era una tempesta lampeggiante di genio comico, e le nostre risate erano il tuono che lo sorreggeva. Era un amico, e non riesco davvero a credere che se ne sia andato”.

Robin Williams

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“E proprio quando credete di sapere qualcosa, che dovete guardarla da un’altra prospettiva, anche se può sembrarvi sciocco o assurdo, ci dovrete provare. Ecco, quando leggete per esempio, non considerate soltanto l’autore, considerate quello che voi pensate. Figlioli, dovete combattere per trovare la vostra voce. Più tardi cominciate a farlo, più grosso è il rischio di non trovarla affatto. Thoreau dice che molti uomini hanno vita di quieta disperazione.
Non vi rassegnate a questo! Ribellatevi!
Non affogatevi nella pigrizia mentale. Guardatevi intorno!
Osate cambiare. Cercate nuove strade.” (da “L’attimo fuggente”)

Avevo notato che c’era qualcosa nell’aria perché durante le riprese dell’ultima scena, quella in cui i ragazzi salgono sui banchi per salutare il professore, uno dei camionisti della troupe, uno pieno di tatuaggi, persino sulle palpebre, si era messo a piangere come un vitello.

L’attimo fuggente è un film che tocca dentro. Parla della passione, della creatività, di tutte quelle cose alle quali la gente aspira ma che raramente riesce a realizzare.

Il cricket è baseball al Valium.

La cocaina è il modo che usa Dio per dire che tu stai facendo troppi soldi.

Se riesci a ricordarti gli anni Sessanta è perché non c’eri.

Se riesci a ricordare gli anni Sessanta vuol dire che non li hai vissuti veramente.

Trovo strana quest’abitudine della stampa americana – che è anche degli Studios – di classificare gli attori per categorie a seconda del loro valore commerciale. Mi fa venire in mente il mercato degli schiavi: “Quanto vale questo schiavo? Lavatelo e portatelo nella mia tenda!”.

Robin Williams

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Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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7 risposte a Robin Williams. Non è un addio

  1. mondidascoprire ha detto:

    Ho visto ultimamente un film suo su Sky molto carino, Vita da camper, ma in fondo non è così la vita, non basta la celebrità, la ricchezze, le donne per far felice un uomo, ciao

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    La vita non è mai quella che porti dietro la macchina da presa. Gli attori, soprattutto i cominci, in realtà sono persone tristi nel loro intimo. In ogni caso, successo, soldi, donne, certo che non fanno la felicità di una persona.

    Mi spiace tantissimo, era un attore geniale, ho visto tutti i suoi film.

    beppe

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  3. Paolo Lacqua ha detto:

    Ciao Giuseppe ed un saluto a tutti i Lettori,
    …forse qualcuno potrebbe dire che con un mondo sempre meno sorridente i problemi veri sono altri e che la scomparsa di un “semplice” attore non rappresenti un vero problema insomma da non perderci tanto tempo a pensarci su tanto uno vale l’altro!
    Io oggi però come penso moltissimi altri amanti dell’Arte vera (quella non di semplice intrattenimento usa e getta) mi sento scosso, emozionato nel senso più intimo del termine alla pari della notizia che annunci la scomparsa di un caro amico, pur non conoscendolo personalmente!
    Non mi vergogno a dire che in molti dei “suoi” film ho travato dei consigli di vita che nessun altro mi abbia mai dato, confidenze universali su temi come l’amore, l’amicizia e la lealtà verso il prossimo…le Sue interpretazioni hanno rappresentato sempre a 360° la gamma delle emozioni umane, interpretazioni che forse anche per Lui stesso rappresentavano un “qualche cosa” da raggiungere un aspetto della sua vita da migliorare….?
    In un servizio televisivo hanno detto che non sono stati trovati dei messaggi vicino al suo corpo, molto modestamente mi permetto di dire che i messaggi che ci ha lasciato sono facilmente rintracciabili nella sua arte!
    Probabilmente mi sono dilungato troppo e quindi scusatemi ma a parlare é stato il mio cuore…arrivederci Capitano, mio Capitano
    Buona sera a Tutti voi e buona continuazione di estate 2014.
    In loving memory of Robin McLaurin Williams (Chicago, 21 luglio 1951 – Tiburon, 11 agosto 2014)

    ps: seguendo il Tuo prezioso consiglio Giuseppe, questa notte ammirerò uno dei suoi grandi film ossia L’uomo del bicentenario del 1999.

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Ciao caro Paolo,

    è oramai quasi certo che si è impiccato usando una cintura. Negli ultimi tempi aveva problemi di soldi, era tornato il demone dell’alcol e della cocaina, ma ciò che più lo affliggeva era d’esser costretto ad accettare ruoli che non gli piacevano affatto.

    E’ una perdita enorme per il cinema, per l’Arte. Uomini come Robin Williams sono rari. Robin Williams sapeva farti ridere e piangere senza mai essere sboccato e senza mai essere melenso. Era un clown, talvolta un po’ triste, negli ultimi tempi davvero molto triste: non ha più sopportato di darsi via per dei ruoli brutti, solo per far fronte alle volgari necessità economiche.

    Posso dire di aver visto tutti i suoi film, anche quelli minori, e sempre ho trovato elementi che mi hanno arricchito sul piano umano e artistico anche. Mi mancherà moltissimo, così come mi potrebbe mancare un caro amico, perché io credo che Robin è stato, per quanti lo hanno amato, anche un amico, il professore e il compagno che ognuno di noi avrebbe voluto conoscere a scuola, nella vita di tutti i giorni. Ne “L’attimo fuggente” invitava a non ribellarsi alla pigrizia mentale, perché “bisogna osare di cambiare”.

    Io credo, sono convinto che con la sua Arte, arte con la “A” maiuscola – è bene sottolinearlo -, Robin Williams ha aiutato non poco tutti noi, che lo abbiamo amato, a essere delle persone migliori. Non è poco. E’ invece moltissimo. La più parte di noi vive la sua vita e morta lì, difatti non cerca di crescere, di guardare il mondo da una prospettiva diversa. Robin Williams, nei suoi film migliori, ha sempre interpretato personaggi drammatici eppur positivi, perché disposti a conoscere la libertà e la bellezza e quindi l’amore, seppur queste cose possano far male in qualche caso.

    E’ stato un personaggio enorme che continuerà a vivere attraverso i suoi film, attraverso quelle emozioni che solo i film da lui interpretati sanno portare.

    Grazie di cuore per il tuo intervento. Magari ce ne fossero di più di interventi come il tuo, sinceri e dettati dal cuore e non dalla brutale logica di dire semplicemente “mi dispiace”. Sono interventi come il tuo che mi fanno ancora sperare che l’umanità forse ce l’ha una speranza di cambiare in meglio.

    Guarderò anch’io stasera, per l’ennesima volta “L’uomo bicentenario”. Credo davvero che ti piacerà e ti commuoverà per il profondo messaggio umano che il film porta grazie alla straordinaria interpretazione di Robin Williams.

    Buona serata a te, caro Paolo.
    E ciao, ciao Robin, ovunque tu sia in questo momento. Nei nostri cuori ci sei sicuramente e non sarai mai dimenticato sin tanto che ci saranno persone che amano l’arte e chi sa trasmettere emozioni attraverso l’arte, il cinema.

    beppe

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  5. romanticavany ha detto:

    Complimenti a Lui, è stato un grande e come tutti i grandi non è riuscito a reggere il peso di ciò che si era costruito e ha deciso di lasciarci.
    Ho letto i commenti. Bellissimi tutti da leggere.
    Buongiorno!!!
    🙂 ♥ vany

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  6. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Capita talvolta che sullo schermo, o dietro una tela o in un libro, un uomo dia davvero tutto il meglio di sé, non riuscendo però nella vita reale ad essere così forte come i suoi personaggi. E’ quanto successo a Robin Williams, un animo troppo sensibile per affrontare la crudezza di questa vita che davvero poco ci dona. Eppure lui ci ha dato più di chiunque altro, attraverso la sua arte. E’ questo quel che so.

    Dolce notte, Agnellina Vany ♥ ♥ ♥

    orsetto

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  7. mondidascoprire ha detto:

    Quella bellezza che lui percepiva nell’attimo effimero della celebrità è il desiderio che abbiamo nel cuore tutti,ma non siamo noi a compierlo totalmente, questa è la questione umana seria.ciao

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