Scomparire di Claudio Marinaccio – Cicorivolta edizioni

Scomparire di Claudio Marinaccio

Cicorivolta edizioni

Scomparire di Claudio Marinaccio - Cicorivolta edizioni

Scomparire di Claudio Marinaccio – Cicorivolta edizioni

autore: Claudio Marinaccio
titolo: “Scomparire”
collana: ILMIOSPAZIO – Illustrazioni di Giorgia Montanari
ISBN 9788899021078 – euro 12,00 – pp. 94 – © 2014
in copertina, immagine di Callo Albanese

Dovevo resistere agli attacchi del consumismo cosmico e pensare che ogni scatola contiene un numero di carboidrati e calorie che vogliono renderti dipendente da qualcosa di cui non necessiti, droghe legali che fanno dimenticare e deviare i problemi.

Cicorivolta edizioniSiamo grassi perché ci vogliono grassi. Hanno inventato duemila tipi diversi di burro, e ora quello senza grassi, che equivale a dire una pornostar vergine.
Del resto, questo è quello che vogliamo.
Mangiare senza ingrassare.
Scopare senza avere figli.
Morire senza soffrire…

Claudio Marinaccio è nato nel 1982 a Torino. Dopo aver vissuto in Sud America è tornato nella sua città natale dove risiede tuttora.

Twitter e Instagram: @oldetrip

Brano tratto da “Scomparire”:

(…)

110 kg circa

Claudio Marinaccio

Claudio Marinaccio

Il sole lucente arroventava le vie della città. Il calore si faceva strada dall’asfalto scuro e crepato. Guardando in avanti si aveva quasi l’impressione di poter scorgere spire di luce partorite dal suolo.
Era una tipica giornata agostana, palazzi e strade uguali a scenografie di uno spettacolo fallimentare, con le persone rimaste ad affollare le gelaterie come se stessero distribuendo il pane a Calcutta.
Le panchine all’ombra erano contese manco fossero delle belle donne.
Sudavo al pari di un uomo in forte sovrappeso. Del resto, ero un uomo grasso. Da quando ero diventato così, facevo fatica a camminare e mi stancavo facilmente per ogni cosa.
Incominciai a gocciolare dalla fronte; perspiratio sensibilis: acqua ricca di sali minerali e zuccheri scendeva copiosamente da sotto i capelli che tenevo legati come Lorenzo Lamas in Renegade. La differenza era che sembrava mi fossi mangiato l’indiano che lo accompagnava.
Camminavo per una via molto stretta sorseggiando Coca-Cola, introducendo zuccheri nel corpo, alleviando la sofferenza del mio essere un ciccione, alimentando quello che non avrei dovuto avere.
La bevanda nera e gelata con le sue bollicine mi grattava il palato.
La mia era una triste infelice vita. Solo e ciccione. Possedevo tutte le caratteristiche per essere un aspirante suicida, ma facendo un’attenta analisi delle diverse tipologie con cui avrei potuto mettere fine alla mia esistenza, non riuscivo a trovarne una che non avesse delle criticità.
Tagliarmi le vene? Con tutto il colesterolo che avevo in corpo il sangue non sarebbe riuscito a venir fuori. Impiccarmi? Avrei dovuto utilizzare un cavo d’acciaio o roba del genere per poter sorreggere il mio peso e non sarebbe stato possibile fare un buon nodo per il cappio. Darmi fuoco? Il maiale non si cucina flambé. Spararmi? Per fare le cose in regola, avrei dovuto prendere il porto d’armi e sarebbe passato troppo tempo.
Allora avvelenarmi? Mangiavo così tanto cibo spazzatura che se non morivo con quello, non so davvero cosa ci sarebbe riuscito.
Farmi esplodere? Non avevo una giusta causa islamica per farlo.
D’un tratto mi fermai di fronte a un cartello pubblicitario gigantesco che sponsorizzava una famosa griffe di moda, troppo da omosessuale per non essere famosa.
La foto rappresentava una bellissima donna bionda, abbronzata, seminuda e unta, che cercava di mordere l’addome del modello. Lui aveva un fisico perfetto e i capelli tirati con il gel; indossava occhiali a goccia e mutande sexy; e poi gli addominali, che ricordavano quelli di Brad Pitt in Fight Club, depilato come un bambino prima dell’adolescenza. Nonostante fossi pienamente eterosessuale, non riuscivo a staccare gli occhi dal modello e mi immaginavo al suo posto con la ragazza che azzanna la mia trippa e incomincia a divorarmi.Se fossi stato una delle vittime in quella che fu la tragedia delle Ande, avrebbero mangiato solo me.
Quel cartello pubblicitario era il simbolo dei nostri tempi, la ricerca della perfezione fisica. Apparire più che essere.
Fu in quell’istante ricevetti un segno dal cielo, l’illuminazione che tutti aspettano: decisi di essere il nuovo messia, un Buddha con addominali scolpiti.
Da quel giorno tutto cambiò.

(…)

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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8 risposte a Scomparire di Claudio Marinaccio – Cicorivolta edizioni

  1. Andrea Parpinel ha detto:

    Scomparire di Claudio Marinacco; l’ho letto tutto di un fiato e ora sto cercando un incipit convincente per provare a descriverlo…forse il termine più adatto e consono l’ha fornito mia moglie che l’ha letto mentre era in stato di veglia, allattando il nostro erede…alla domanda come ti sembra la risposa è stata: “Strano”
    Sorrido a questa definizione, calzante se si conosce l’autore con cui ho potuto condividere un’esperienza lavorativa e brevi ma succulenti ritorni a casa in treno: un personaggio fuori dagli schemi il “Marinaccio”. Sicuramente, scusate la mia poca modestia, una persona con cui vale la pena parlare e stare ad ascoltare. Non è un complimento per tutti, considerando la banalità del Mondo: con lui si spazia dal calcio alla politica alla cultura generale. E credo che il suo ultimo libro, “Scomparire”, sia un po’ una sua celebrazione della visione che ha del mondo che ci, ma soprattutto lo, circonda ed esprima anche un suo forte, non credo inconscio,desiderio;
    “Io non sono diverso dagli altri. Voglio non morire. Voglio che il mio nome sia eterno: il mio desiderio è che quando si pronunceranno le sillabe del mio nome tutti mi associno a qualcosa, anche terribile se necessario”
    Forse un’idea un po’ nichilista, ma che ricalca le parole di Ugo Foscolo, come afferma nel suo autoritratto: “ratti i passi, i pensier, gli atti, gli accenti; sobrio, ostinato, uman, prodigio, schietto”. Con l’ultimo verso “morte, tu mi darai fama e riposo”
    Lasciare un pezzo di se, della sua coscienza, della sua voce da narratore fuori dal coro, di questo preciso attimo storico, un’analisi spietata, ma terribilmente reale, di questo social-world che ci circonda, o almeno circonda lo scrittore. Ci si può trovare in disaccordo con la sua analisi, ma bisogna accettarne il coraggio di buttare fuori la “sua realtà”.
    Dopo “odore di Follia” che personalmente ho amato, tanto che all’ultima pagina ho rallentato la lettura fino a creare quella stasi temporale del: “non finire ti prego”, ecco a Voi:
    -Scomparire-
    Crudo e cruento, veloce e riflessivo, leggero ma soppesato nei modi e nei termini, a tratti quasi gore o pulp, l’influenza delle giovanili letture di Chuck Palahniuk si nota e si sente. Un’analisi spietata della società, del mondo bizzarro e dei bizzarri personaggi che lo popolano; un eroe anti-eroe senza nome, quasi un fantasma radicato nella realtà invisibile anche a se stesso, alla ricerca più che di un risultato o di “qualcosa” nel senso materialista ed oggettivista del termine, è alla ricerca di qualcuno di cui ha perso, o forse non ha mai avuto, la messa a fuoco sul soggetto giusto; cerca se stesso, un se stesso cupo, irrealizzato, che cerca di conformarsi per finire….beh, questo non lo posso dire, sarebbe il peggior spoiler da fare.
    l’ossessione è il filo conduttore: l’ossessione del nostro Eroe e dei personaggi di confine che incontra lungo il suo cammino, ognuno di loro caratterizzato e presenta un lato quasi sempre oscuro; l’ossessione di essere, di apparire, di voler urlare al Mondo “IO SONO QUI CAZZO, GUARDATEMI” per poi, appunto, ineluttabilmente, scomparire.
    Un romanzo da leggere tutto d’un fiato, per poi riprenderlo dall’inizio e poterlo soppesare e “gustare” al meglio, come fare due pasti uguali ma uno divorato in una pausa pranzo di 30 minuti, e l’altro gustato nel più IN dei ristoranti: stessi piatti, ma gusti e sensazioni differenti.
    Scomparire: un occasione da non perdere per fuggire o almeno evadere per un attimo dalla banalità del Mondo.

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Una buona recensione, a parte qualche particolare. 😉 Sarei tentato, con il tuo nulla osta, di aggiustarla un po’ nella forma e pubblicarla qui, caro Andrea Parpinel, sempreché tu sia d’accordo.

    E’ sicuramente un romanzo di ossessioni personali, ma anche di ossessioni sociali condivise da un po’ tutti in questo nostro strano tempo storico, che è sempre più invano da incertezze sociali.

    Sei d’accordo? Spero di sì.
    Mi permetterò solo di aggiustare qualche cosa a livello di sintassi e a introdurre la tua introduzione da un mio breve cappello.

    Fammi sapere.

    Grazie per il tuo intervento, molto bello e ben giustificato.

    Un caro saluto

    beppe iannozzi

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  3. Andrea Parpinel ha detto:

    Ciao, ti ringrazio e hai il mio consesso per rende la mia recensione…migliore…
    Grazie
    Andrea

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Ciao Andrea, grazie per il tuo nulla osta.
    In giornata la metto online, con un un mio cappello introduttivo.

    A presto

    beppe

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  5. Andrea Parpinel ha detto:

    OK, fammi sapere così la vado a leggere !! :-;

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  6. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Pubblicata da pochi minuti. E’ in primo piano.

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  7. Andrea ha detto:

    Ciao, sono corso a leggerla, davvero eccezionali le tue correzioni, mi piacerebbe avere un lessico ed una grammatica così acuta!! Mi hai fatto sembrare quasi bravo a scrivere !!!

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  8. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Anni e anni di studio e migliaia di libri letti e consumati. Solo così si può raggiungere una certa proprietà scritturale.

    Felice che le mie correzioni siano di tuo gradimento.

    beppe

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