Ophelia e altri amori. Poesie e segnalazione libri di Iannozzi Giuseppe

Ophelia e altri amori

di Iannozzi Giuseppe

Ophelia

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Non me la dà

Perché,
perché lei a me non me la dà?

Perché? Risposta non viene
Solo se ne va la mia onestà
in un postribolo; e un ‘fanculo
mi resta fra i denti di poeta

E’ che solo c’ho la zappa in mano
e una vena di lussuria nei lombi,
così mi tocca: tornare a zappare

Mosche d’angeli

Sei un completo disastro
Mi dici un “ti amo”
come fossi un Gesù in croce,
mi dimentichi poi per il silenzio
Dormi e respiri su nuvole altrui,
su tatuaggi
che non m’appartengono

Sei un completo disastro
Mi dici un “ti amo”
e credi di potermi far fesso
su tutti i fronti dell’amore
– o dell’odio di Dio
Mi resta così poco in mano,
giusto un pugno di mosche bianche
– angeli infetti di gelosia -,
e in bocca un muto addio
per un silenzio spero uguale al tuo

Lapidi

Sempre, sotto il sole,
vai a spasso
come una lucertola
che ombra non cerca
fra le giovani lapidi
appena piantate

Col cuore spezzato
spezzi quello altrui
e non te ne frega niente
di tutto il male che fai
Sei così, capricciosa,
più d’un angelo caduto
E forse non sai far
di meglio per te, per noi

Io comunque spero
che domani mi spunti
in bocca un fiore,
fra l’arcata superiore
e quella inferiore
di questa vita consumata
a masticar con la dentiera
le ossa dei morti e le mie

Cielo rosso

Vivo sotto questo cielo rosso
Ogni giorno trascino i piedi
per portarmi avanti d’un metro
o due, cantando una canzone
un po’ stonata e incantata
quasi uguale a me,
ché la testa ce l’ho
ma sempre fra le nuvole

Vivo sotto questo cielo di albe,
di tramonti che non sanno confini
Non dimentico un fotogramma,
una storia, l’amicizia nascosta
fra gli spaventi di dio e dell’età mia

Ophelia

Ophelia, ora che ti scrivo
s’accende il crepuscolo
su la linea che gli è propria
e quella che immaginiamo
fra scommesse di vita e realtà

Ombre lunghe e dure
s’allungano fino a inghiottire
l’alma mia persa in un profondo
sognare uguale all’amore
che ti porto giorno dopo giorno

Piccola geisha

Piccola Geisha,
ieri hai incontrato
me zingarello
Avrei voluto prenderti
e darti subito un bacio
perché lo sentissi
su la tua lingua rossa
come un’accusa d’amore
– uguale a una puntura
vitale di bene e di male
M’è mancata la terra
sotto i piedi
e sono rimasto a guardarti
stravolto mentre aspettavo
il semaforo e le sue vicende
su le bianche strisce pedonali

Ti ho vista
che stringevi i pugni
nelle tasche della gonna
commossa da un vento
un po’ caldo un po’ freddo
Ti ho vista
diventar rossa rossa
quando una troppo forte carezza
te l’ha alzata
fino a sfiorarti le labbra
aperte in un semplice “Oh!”

Piccola Geisha,
ti ho vista in una visione
impossibile
E di te follemente
mi sono innamorato
mentre le auto stiravano via
tutti gli sconci sogni miei

Angelo d’infinito

Si accende un’altra luce
Si spegne un’altra vita
E il cielo rimane in sé uguale,
pacifico, così pieno di vuoto,
di nuvole per il tramonto e l’alba
Solo di rado un po’ di pioggia
o come dio comanda
Rimane in sé, di vuoto in vuoto
perché lo possano occupare gli angeli
con le loro efebiche voci,
perché la corda spezzata dell’arpa
sotto l’arroganza dell’eleganza divina
possa simular bene il tuono e tutta l’ira
che l’inferno dabbasso

C’è uno strano viavai di uomini presenti
assenti in uno sbadiglio all’ora di cena;
orecchi non sentono alcunché
e gli occhi sono già d’indifferenza
per il tutto che eppur si consuma
in strada, giusto un poco più in là
di dove lo sguardo resta annegato
nelle pozzanghere
di pioggia del giorno prima

Ci siamo dimenticati
tra gli sguardi rapidi
più d’una distratta carezza
d’un angelo perso a piedi,
dopo un lungo infinito cammino
tra uomini incapaci d’ascoltare amore
ma solo pronti ad abbracciare poeti
di lacrime perverse – di glaciali posizioni

Quante notti bianche e quante in bianco!
Ma il cielo è sempre più blu dice il poeta
Solo si accende un’altra luce
Solo si spegne un’altra vita
Ma il cielo è sempre più in alto lassù
E angeli non vengono con rose rosse quaggiù

E però quando lo sguardo tuo incontro
torno a vivere nonostante il brutto
che scava fosse in lungo e in largo
per questo mondo tanto tanto stretto
se ci pensi un po’ su a fondo

Tu, Angelo d’Infinito, sei come me
Così ora lo so che pietà non è morta
del tutto

Apollo

Adori
La dolcezza
la adori
come dea
Ma di me
non ami
un’unghia
né il passo
del piede
nudo
su la sabbia
che si scalda
al sole
– però
di sacra rabbia

Adori Apollo
soltanto,
e il resto
è mondo
destinato
dal tuo cuore
alla malora

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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2 risposte a Ophelia e altri amori. Poesie e segnalazione libri di Iannozzi Giuseppe

  1. furbylla ha detto:

    quando scriverai il libro di poesie non ti dimenticare di metterci Cielo rosso 🙂
    cinzia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    In realtà la raccolta è già pronta. Vedrò se c’è spazio per inserirla, per farti contenta. 😉

    buondì

    beppe

    Mi piace

I commenti sono chiusi.