L’importanza di essere un autore onesto. Appunti sulla necessità di pubblicare con un editore

L’importanza di essere un autore onesto

Appunti sulla necessità di pubblicare con un editore

di Iannozzi Giuseppe

oscar wilde

Leggo di poeti che si lamentano. La poesia oggi la scrivono tutti, persino io che sono l’ultimo tra gli ultimi, per quanto mi sia guadagnato fama di poeta. Ma non mi dite poeta, perché non ci sto. Ciò detto, un Poeta è uno spirito alto, e i veri poeti si contano sulle punta delle dita. E però l’Italia è invasa da tanti e tanti sedicenti poeti. Io starei ben attento a dichiararmi poeta e difatti non lo faccio. In ogni caso la poesia la legge 1 su 1 milione, a patto però che sia dell’ottima poesia.

Qualche libro viene dalla Rete? Sì, qualcuno che prima ha provato il self publishing ma sempre con l’intento di farsi conoscere un po’ di più dal pubblico e di trovare poi un editore, per piccolo che sia. Purtroppo alcuni non hanno né la voglia e forse nemmeno la capacità di scrivere un vero libro, indi per cui pensano di stamparselo da sé, illudendosi di essere dei geni incompresi.

Purtroppo c’è chi pensa che si è tutti scrittori. Così non è. Magari l’editore investe anche su un autore, o è l’autore a investire su se stesso: ma se non c’è riscontro né di critica né di pubblico, credo sia evidente che l’autore non funziona. Molti autori, nomi rinomati e molto anche, vendono poco: ma la critica li adora, li corteggia, perché fanno catalogo, perché sono la punta di diamante del catalogo di un editore. Il problema sopravviene quando un autore non riesce a incontrare il favore della critica e nemmeno quello del pubblico. Se critica e pubblico non si filano un autore, ci sarà pure un perché: di solito il perché non viene da tutti accettato, in quanto tutti credono di essere dei novelli Salinger o dei Dino Campana incompresi.
A ogni modo, libri che all’inizio si sono rivelati un flop sul fronte della critica e del pubblico, sono poi stati acquistati da altri editori, e, chissà perché, hanno incontrato una insperata fortuna, seppur effimera, limitata a un solo titolo. Meglio dunque un libro con un editore dietro a un libro stampato in proprio senza ISBN, editing, eccetera eccetera. Che poi ci potrebbe pure stare, a patto però che l’autore sia sì tanto conosciuto da riuscire a vendere ad almeno 1000 veri amici, o fan che dir si voglia. In ogni caso, lo step successivo è quello di vendere il libro a un editore, tranne nel caso l’autore voglia tenere la cosa “in casa”, per gli amici, per i fan. Ma un siffatto discorso funziona solo se sei un VIP e nemmeno tanto. Gordon Brown, dei suoi discorsi, vendette soltanto 32 copie, di cui la maggior parte agli amici. E parliamo di Gordon Brown, ex primo ministro britannico ed ex capo dei laburisti. Ciò dovrebbe far riflettere e non poco. Non mi sembra il caso di dire della politica di Gordon Brown, ma come scrittore valeva poco, forse niente. Forse un domani sarà rivalutato. Chissà. Per il momento The Change We Choose non è più in catalogo: non se lo è filato manco un critico.
Non tutti hanno la tempra dello scrittore. I più non lo accettano e pensano di essere dei geni incompresi. Lo penserà anche Gordon Brown, poco ma sicuro.

Un libro senza un editore è un libro che non va da nessuna parte. Se qualcuno pensa di poter vivere scrivendo, bene, o è Umberto Eco o è Stephen King. Diversamente con la scrittura non si vive. Chi si fa di queste illusioni rimarrà in eterno un illuso. In quanto a pubblicare, o meglio a stampare il libro da sé, bene, è una idea per fare, forse, qualche soldo in più, ma che nessun critico prenderà mai in considerazione. Chi comprerà mai un libro stampato in proprio, un libro senza un minimo di editing, eccetera  eccetera? Un libro di un perfetto sconosciuto? Forse i familiari e gli amici, solitamente per pietà e (quasi mai) perché credono nella bontà della scrittura. L’oblio è assicurato, poco ma sicuro, al cento per cento.

Gli e-book, personalmente, non li leggo e lo dico in qualità di critico letterario. Gli e-book sono per gli sfigati, per chi non ha un editore. O pubblichi il cartaceo e la versione e-book, o se ti devi ridurre a pubblicare un e-book, meglio di no. Ce ne sono a palate di e-book, e qualcuno li colleziona come si faceva un tempo con gli mp3, che poi nessuno ascoltava; su 1000 mp3 scaricati era già tanto se si ascoltavano 20 o 30 mp3, sempre e comunque di bassa qualità. Per nostra somma fortuna è tornato in vita il vinile.

L’autore è oggi un po’ come una rock star. I dischi non vendono, non più come una volta; però i concerti non se li perde quasi nessuno, e dopo il concerto le vendite dei dischi prendono quota. Oggi come oggi un autore non può pensare di starsene in panciolle, assiso sulla sua poltrona aspettando d’esser presto eletto principe della Letteratura. Deve farsi anche notare e non in maniera dilettantesca. Deve avere il coraggio di farsi sentire e di essere propositivo, attraverso interviste, portando il suo libro in libreria con delle presentazioni, e portandolo all’attenzione di critici e opinionisti.

Per quanto concerne la reperibilità di un libro, bene, esistono tantissime librerie online. Credo di non dire una fesseria asserendo che oggi buona metà del fatturato di un editore deriva dalla vendita di titoli attraverso IBS, InMondadori, Libreria Universitaria, Amazon, La Feltrinelli, eccetera eccetera. Chi vuole un libro, chi vuole leggere un determinato autore, può farlo con un minimo di buona volontà: i libri ci sono e sono distribuiti, basta cercarli.

Sul territorio nazionale le librerie sono sempre di meno. Perlopiù esistono delle catene di librerie, ma per quanto grosse esse possano essere, non potranno mai accogliere tutti i titoli che escono nell’arco di un anno. Più di una volta mi è capitato di cercare libri pubblicati da Mondadori senza trovarli proprio nelle librerie del circuito Mondadori. Cosa fare? A quei libri ci tenevo, indi per cui li ho prenotati e tempo qualche giorno li ho avuti. Perché accade questo? Perché i titoli che escono sono tanti, mentre le persone che oggi leggono e che credono nell’importanza della Cultura decrescono giorno dopo giorno. Forse colpa è anche della crisi che ha investito un po’ tutti i settori!

Il lettore, il vero lettore, non si perde mai d’animo e non accampa scuse: non ho mai pensato di entrare nella libreria sotto casa mia e di trovare determinati titoli. Non esiste una libreria grande e mitica come la Reale Biblioteca di Alessandria né mai esisterà. Reperire un titolo, anche di un piccolo editore, non è affatto impossibile o difficile: i libri possono essere ordinati presso le tradizionali librerie e possono essere acquistati online, talvolta con dei vantaggiosi sconti.

 

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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2 risposte a L’importanza di essere un autore onesto. Appunti sulla necessità di pubblicare con un editore

  1. furbylla ha detto:

    non sono un’ esperta del settore ma penso che ciò che hai scritto sia pienamente condivisibile tranne sugli sconti dell’acquisto online data la spesa aggiunta della spedizione in ogni caso una cosa è certa quando si vuole veramente un libro si trova.
    buongiorno
    cinzia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    L’ideale per gli acquisti online è di comprare un tot di cose, affinché le spese di spedizioni risultino uguali a zero. E’ quello che io faccio ad esempio comprando su IBS. Ma se voglio un libro e c’è solo su IBS, diavolo, non sono di certo le spese di spedizioni a fermarmi.

    I libri ci sono, quelli di tutti e sono tutti reperibili. Manca la volontà, manca il vero lettore, tutto qui. Se si è interessati a un libro, oggi come oggi, trovarlo è uno scherzo da ragazzi: tra librerie sul territorio dove il libro puoi prenotarlo e librerie online ogni titolo stampato lo becchi eccome. chi mi viene a dire che un libro non si trova, be’, lo prendo per uno stupido, per uno che non vuole veramente leggere. Diavolo, anche se vai al mercato devi trovare la bancarella che vende i peperoni, perché se ti fermi alla prima bancarella magari ci trovi le melanzane e le zucchine, ma non tutti gli ortaggi.

    Buondì

    beppe beppaccio

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