“Calcio e acciaio. Dimenticare Piombino” di Gordiano Lupi. Intervista all’autore

Calcio e acciaio

Dimenticare Piombino

Gordiano Lupi. Intervista all’autore

di Iannozzi Giuseppe

Calcio e acciao. Dimenticare Piombino

Calcio e acciao. Dimenticare Piombino

Un romanzo periferico Calcio e acciaio. Dimenticare Piombino, nel senso che Gordiano Lupi non racconta le vicissitudini di eroi che, bene o male, sono sempre nell’occhio del ciclone. I personaggi di Lupi si muovono ai margini della società, hanno grandi attese e speranze, soffrono la solitudine e l’emarginazione, e vivono in una Piombino che è tanto tanto bella, in un immaginario idealizzato però. Se Silvia Avallone ha dato alla narrativa un romanzo, per certi versi edulcorato e non privo di grossolani anacronismi, Gordiano Lupi non cade nell’errore di raccontare l’amore per la sua Piombino scadendo in una mielosità adolescenziale fine a sé stessa. Per certi versi, l’autore utilizza un metro scrittorio che è di stampo verista, Lupi ha difatti imparato bene la lezione che ci viene da Verga, Capuana, di Giacomo; e se è vero che l’impronta verista è tangibile, non manca la passione per il calcio; e val la pena di ricordare Giovanni Arpino (per Tenebra azzurra), perché Gordiano Lupi adotta la stessa passione pur riconoscendo che, talvolta, questa si macchia d’una sana colpa donchisciottesca. – Giuseppe Iannozzi

acar edizioni1) Calcio e acciaio. Dimenticare Piombino è il tuo ultimo romanzo, Gordiano Lupi, pubblicato da edizioni A.Car. srl, e presentato al Premio Strega anche. Non è un giallo e non è un noir e non è nemmeno un romanzo che si possa inserire a pieno titolo nel mainstream. Nel tuo lavoro si mischiano elementi e richiami alla letteratura alta ma anche e soprattutto riferimenti alla cultura popolare. Quale amore ti ha spinto a scrivere Calcio e acciaio?

Calcio e acciaio. Dimenticare PiombinoSi tratta di un romanzo completamente diverso dai miei precedenti lavori, tutti più o meno di genere, anche se l’attenzione al sociale c’è sempre stata ed era un limite dei miei horror, thriller e noir, perché giudicati né carne e né pesce. Forse aveva ragione la critica. un romanzo di genere dev’essere genere puro e non un mix indefinibile di critica sociale e suspense. Ecco, Calcio e acciaio, invece, vorrebbe essere letteratura. Non so se ci sono riuscito, chiaro. Ma l’ambizione – alta – era quella… Cosa mi ha spinto a scriverlo? L’amore per la mia terra e per le mie radici, la voglia di raccontare il tempo perduto e di andarlo a ricercare nei meandri della memoria.

2) Leggendo Calcio e acciaio non ho potuto far a meno di raffrontarlo con Azzurro tenebra di Giovanni Arpino. Nel tuo romanzo non si parla soltanto di calcio ma anche delle acciaierie piombinesi, così, mio malgrado, ho dovuto fare i conti anche con l’acciaio molto edulcorato di Silvia Avallone. Quanto Arpino e l’Avallone hanno influenzato la tua scrittura per quest’ultimo tuo lavoro?

Azzurro tenebra è uno dei miei romanzi preferiti e Arpino può essere definito un maestro, senza ombra di dubbio. Certo, sono due romanzi diversi. Lui parla dell’Italia ai mondiali di Germania e di una sconfitta bruciante, con personaggi famosi nascosti dietro nomignoli di fantasia. Io racconto l’epopea del calcio di provincia, dei campetti in terra battuta, dei piccoli campioni dei tornei dilettantistici. Acciaio di Silvia Avallone l’ho letto con piacere e ne ho pure scritto in termini entusiastici, ma non ha niente a che vedere con il mio romanzo. Silvia racconta una Piombino nera, cupa e torbida, di fantasia. Io racconto una Piombino vera, una provincia malinconica e decadente, intrisa di nostalgia e realismo.

3) Gordiano Lupi, per te Calcio e acciaio è anche un romanzo d’amore, forse l’unico che saresti stato in grado di scrivere senza scadere in facili banalità pseudo letterarie. Ma l’amore è più per Piombino o per Giovanni, il protagonista, un ex calciatore, che fa ritorno nella città che gli ha dato i natali alla bell’età di cinquanta anni?

Calcio e acciaio racconta molte storie d’amore. C’è l’amore ritrovato per una città, l’amore perduto per una donna del passato, l’amore che sta nascendo per una donna del presente e l’amore per il calcio. Volendo c’è anche l’amore per il padre, per la madre, per i nonni, infine per un figlio mai nato, ma che il protagonista vede riflesso nel giovane calciatore marocchino che sta aiutando a diventare grande.

4)  Giovanni ha sacrificato gli affetti, praticamente tutti, per la gloria, per stare sul campo da calcio. Ha fatto le sue scelte e torna a Piombino in cerca, forse, di sé stesso, di una redenzione. Od è piuttosto l’explicit d’una saudade?

Saudade tirrenica, credo. Aldo Agroppi l’ha provata sulla sua pelle. Chi è nato sul mare, tra queste scogliere, tende a tornare, prima o poi. Nel mio caso è anche un ritorno ai primi racconti. Nessuno l’ha scritto, perché in pochi li hanno letti, ma Calcio e acciaio – oltre a essere il mio posto delle fragole – è figlio di Lettere da lontano, il mio primo libro, edito nel 1998. Il primo racconto era intitolato Il calciatore ed è proprio da lì che comincia l’epopea di Giovanni.

5) Il calcio come metafora della vita. Quella di Giovanni è una vita interrotta, seppur costellata da tante passate vittorie che qualcuno ancora ricorda. Ciononostante Giovanni non è felice. Allenare una squadra di calcio è la sola cosa che sa fare, e così si getta, anima e corpo, in questa nuova impresa cercando di dare un senso alla sua esistenza. Non sarebbe stato forse più facile per lui cercare di costruirsi una famiglia invece di darsi, nuovamente, al calcio in veste di allenatore? In fondo, a cinquanta anni, oggi come oggi, un uomo la inizia la sua vita; e Giovanni è in salute, non ha problemi di ordine economico…

Certo, sarebbe stato più facile, ma non era la storia che volevo scrivere. Quella che dici sarebbe stata la storia di un uomo soddisfatto, realizzato, di uno che non ha più niente da ricercare, che non sa che farsene del tempo perduto. No, non era una storia che mi affascinava. Ogni scrittore – piccolo o grande che sia – racconta la vita secondo le proprie esperienze personali.

6) Si può dire che Calcio e acciaio, almeno in parte, è anche un romanzo autobiografico? Quanto c’è di Gordiano Lupi nel personaggio di Giovanni, che non ha dimenticato i film d’un tempo passato, forse più nobile e magico?

Come ha già detto qualcuno, Madame Bovary c’est moi, chiaro. Qualcosa di noi stessi finisce sempre nel racconto, ma Giovanni non è del tutto Gordiano Lupi, come non lo sono gli altri personaggi, non sarebbe giusto e non servirebbe a molto. Logico che ci siano considerazioni del protagonista che condivido, ma non tutte e la mia visione della vita non è identica alla sua. Un personaggio minore del romanzo – che in futuro potrebbe vivere di vita propria – sono io quasi al 70%, ed è un arbitro di calcio che appende il fischietto al chiodo dopo essersi innamorato di una ragazza cubana.

7) Per Giovanni le donne, avute e perse, sono un ricordo, un ricordo inafferrabile. Non ha stretto legami stabili, non ha avuto figli, la sola cosa che gli rimane è Piombino con il suo mare, con le sue acciaierie, con il suo stadio. Ma si può sacrificare la propria vita, che una è una sola è, per una passione, quella del calcio?

Credo che non sarebbe giusto. Io non lo farei. Ma c’è stato un periodo della mia vita in cui il calcio è stato molto importante, forse la cosa più importante. Per il calcio ho sacrificato molte cose, ma è anche vero che in cambio il calcio mi ha dato molto. Quindi anche questa parte del romanzo deriva da esperienze personali, da un me stesso del passato, da un Gordiano Lupi che adesso è molto cambiato. Ma è anche un modo per sdebitarmi nei confronti del calcio…

8) Qual è l’attualità, quali sono i temi sociali in Calcio e acciaio. Dimenticare Piombino? Semplicemente un romanzo, o anche una denuncia sociale?

Un tema sociale importante è la crisi dell’acciaio, le difficoltà attuali per una città che ha sacrificato la bellezza del suo paesaggio alla monocultura dell’acciaio e che adesso stenta a trovare una via d’uscita da una crisi irreversibile. Poi c’è l’integrazione razziale, perché il bomber del Piombino, il golden-boy che risolve tutto è un giovane marocchino che è approdato in Italia per fare fortuna, proprio come il nonno di Giovanni che alla fine del 1800 era andato in America per lavorare.

9) Ha ancora senso parlare di calcio, di calcio da stadio, di serie A, oggi che a dominare sugli spalti è il fanatismo italiota e sul campo il protagonismo del singolo calciatore anziché il gioco di squadra?

Non molto. Ma il mio calcio è quello di De Gregori de La leva calcistica… (introduzione al romanzo), un calcio genuino, sincero, dilettantistico. Niente a che vedere con il fanatismo. Ed è una metafora della vita.

Gordiano Lupi

Gordiano Lupi

Gordiano Lupi (Piombino, 1960). Collabora con La Stampa di Torino. Dirige le Edizioni Il Foglio Letterario. Ha pubblicato molti libri monografici sul cinema italiano. Tra i suoi lavori: Cuba Magica – conversazioni con un santéro (Mursia, 2003), Un’isola a passo di son – viaggio nel mondo della musica cubana (Bastogi, 2004), Almeno il pane Fidel – Cuba quotidiana (Stampa Alternativa, 2006), Mi Cuba (Mediane, 2008), Fellini – A cinema greatmaster (Mediane, 2009), Una terribile eredità (Perdisa, 2009), Fidel Castro – biografia non autorizzata (A.Car, 2011), Yoani Sánchez – In attesa della primavera (Anordest, 2013). Tra i suoi ultimi progetti c’è una Storia del cinema horror italiano in cinque volumi.  Per Rizzoli ha tradotto il primo libro italiano di Yoani Sánchez: Cuba libre – Vivere e scrivere all’Avana (2009). Ha tradotto – per Minimum Fax – La ninfa incostante di Guillermo Cabrera Infante (Sur, 2012). Pagine web: www.infol.it/lupi. E-mail per contatti: lupi@infol.it

La pagina su Facebook dedicata a “Calcio e acciaio. Dimenticare Piombino – Gordiano Lupi”:

https://www.facebook.com/pages/Calcio-e-Acciaio-Dimenticare-Piombino/698709130159347

Gordiano LupiCALCIO E ACCIAIO. Dimenticare Piombino – A.Car Edizioni – Euro 12,50 – Pagine 200 – Introduzione di Gianni Anselmi, Sindaco di Piombino ed ex calciatore nerazzurro – Distribuzione nazionale ALI LIBRI – http://www.alilibri.it/

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Calcio e acciaio. Dimenticare Piombino - Gordiano Lupi

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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4 risposte a “Calcio e acciaio. Dimenticare Piombino” di Gordiano Lupi. Intervista all’autore

  1. furbylla ha detto:

    Eccomi qua all’appello 🙂 Tornando seria questa intervista mi è piaciuta molto,trovo le risposte estremamente vere non dettate dalla spinta di far piacere per forza “il senso del libro” questo mi piace molto. Le tue domande hanno dato l’lnput giusto perchè questo accadesse ma nulla leva alla sincerità facilmente percepibile delle risposte. Una vita vera va sempre letta.
    Cinzia

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  2. Ninni Raimondi ha detto:

    Interessante la tua intervista, condotta con proprietà recensiva; condivido, appieno, quanto ben scritto dall’utente furbylla
    Certo che mai, durante la mia umile e consapevole esperienza, ho assistito alla pubblicazione di due interviste rilasciate da un autore.
    Amico mio, tu ne esci bene, comunque.

    Forse l’autore doveva concordare l’uscita della seconda intervista? Il rischio di inflazione è alto, infatti!
    http://lapoesiaelospirito.wordpress.com/2014/06/03/78282/
    (questo il link)

    Un professionista è professionista sempre.
    Con molta stima

    Ninni

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  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Hai ragione, è un caso un po’ anomalo che due interviste escano quasi contemporaneamente. Ma è anche cambiato il modo di fare informazione con la rete.

    Non so dirti, or come ora, se ci sia il rischio d’inflazione. So per certo che di libri si parla sempre meno, indi per cui forse è bene rischiare!
    Quel che posso dire è che l’intervista che ho qui postato ha ottenuto un grande successo e continua a ottenerne rimanendo tra gli articoli più letti, la qual cosa non può che farmi piacere.

    Le mie interviste, come avrai notato, non sono mai superficiali, difatti sono delle interviste che sono anche delle recensioni. Non mi piace granché il “botta e risposta”. Preferisco di gran lunga pungolare l’autore, con domande difficili talvolta o provocatorie, al fine di far emergere il meglio dall’intervistato.

    Grazie infinite, carissimo Lord Ninni.

    Un forte abbraccio con uguale stima

    beppe

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Eccoti all’appello e anch’io. 🙂

    Le domande non erano facili e ho cercato di proporre a Gordiano Lupi delle domande che non fossero scontate. Gordiano, in ogni caso, è un professionista e quando risponde lo fa in maniera sanguigna, ovvero con onestà e sincerità.

    E’ un gran bel libro “Calcio e acciaio”, un libro che non posso che consigliare. Una bella lettura come poche ce ne sono di questi tempi, tempi davvero avari per la Letteratura. “Calcio e acciaio” è Letteratura, su questo non ci piove. Credo d’averlo bene evidenziato.
    Sul mercato tanti libri, magari proposti da editori e nomi, per così dire “griffati”, ma che in realtà contengono il vuoto e non poche volte il vuoto assoluto. Con “Calcio e acciao” questo non accade: è Letteratura punto e basta.

    Un bacione

    beppe

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