Subcomandante Marcos. Per una solitudine insonne

Subcomandante Marcos
Per una solitudine insonne

di Iannozzi Giuseppe

subcomandante marcos

Occorre una grande abilità per narrare, per raccontare la voce del popolo e tradurla in una fantasia, in uno specchio reale quanto fantastico. Ci vuole quell’abilità che solo pochissimi oggi ‘sanno’ e ‘hanno’, quella di Josè Saramago. Ed è forse per questo motivo che l’introduzione a Racconti per una solitudine insonne del Subcomandante Marcos è stata scritta da Saramago in persona. Il premio Nobel per la Letteratura ha letto i racconti di Marcos e ha riconosciuto sé stesso, la sua voce, nei racconti del Subcomandante.
Il Subcomandante Marcos risulta essere abilissimo narratore, nonché un intellettuale ricco di una voce realmente espressiva mai boriosa.
Per una solitudine insonne raccoglie fiabe, apologhi, saggi, tutti scritti dalla penna di Marcos, una penna capace di disegnare con umorismo e fantasia le travagliate, spesso disperate, vicende del movimento zapatista ma senza mai scadere nella tragedia, raccontando sempre la tradizione popolare che è l’autentico spirito del Messico. Ci troviamo di fronte a una letteratura di grande respiro, quella messicana. Marcos ha piena coscienza del Messico, delle sue tradizioni e leggende, ma è anche consapevole che il popolo è stanco, provato, così ogni racconto, per quanto fantasioso e umoristico possa apparire, nasconde il seme genuino di una volontà incoercibile che spinge a migliorarsi, che invita a ribellarsi alle smanie di grandezza che la globalizzazione vorrebbe per il Messico.

Marcos sa raccontare come un moderno Cervantes: i racconti, le poesie sono forti di uno spirito genuino di ribellione non dissimile da quello del Don Chisciotte della Mancia. Il lottare contro i mulini a vento che Marcos mette in campo è più che mai attuale, è difatti un lottare che spinge a comprendere sé stessi, perché l’uomo che non ha coscienza di sé non potrà mai intraprendere nessuna azione, sia essa – almeno nelle intenzioni – volo pindarico o tentativo di ricostruire il proprio paese attraverso la memoria storica. E’ un po’ Il gioco del mondo di Julio Cortázar questa “solitudine insonne”, è metafora di una realtà frammentata che partecipa a un processo di riesumazione della memoria per restituirla al Messico, per ordinarla in esso. In questi straordinari racconti, il Subcomandante Marcos è fedele alla sua filosofia di vita “dato che la globalizzazione viene venduta come il migliore dei mondi possibili ma soffre di una carenza di esempi concreti dei vantaggi che elargisce all’umanità, si deve ricorrere alla teologia e supplire con dogmi e fede neoliberista alla mancanza di argomenti.”
A Marcos piace esprimersi mediante parabole: i suoi scritti e discorsi sono spesso imbastarditi con citazioni che spingono il lettore a ricordare, a cercare la memoria, a ricostruirla, a costruirsene una che sia bussola di riferimento per la società.
Al termine della marcia su Città del Messico, il Subcomandante ha incontrato, per ringraziarli, alcuni intellettuali stranieri e messicani, Carlos Monsivais, Carlos Montemayor, Pablo Gonzales Casanova, che avevano sostenuto la sua iniziativa; durante l’incontro ha raccontato questa storia: “Si chiama ‘L’altro giocatore’ Un gruppo di persone assiste a un’importante partita a scacchi di alto livello. Un indigeno si avvicina, osserva e chiede: ‘A che cosa giocano?’:  Nessuno risponde. L’indigeno si avvicina di più alla scacchiera, contempla la posizione delle pedine, il viso grave e concentrato dei giocatori, l’attenzione curiosa di quelli che li circondano. E ripropone la domanda:  ‘A che cosa giocano?’. Uno dei giocatori si prende l’incarico di rispondergli:  ‘T u non puoi capire. E’ un gioco per persone importanti e sapienti’. L’indigeno rimane silenzioso, ma continua a osservare la scacchiera e i movimenti dei due avversari. Dopo un po’ osa porre una nuova domanda: ‘E  perché giocano se non sanno chi vincerà?’. Lo stesso giocatore che gli aveva già risposto gli dice:  ‘Tu non puoi capire. E’ una cosa da specialisti. Supera la tua capacità di comprendere’. L’indigeno non dice nulla. Continua a osservare, poi si allontana. Dopo un po’ torna con in mano qualcosa. Senza dire una parola si avvicina alla tavola da gioco e deposita al centro della scacchiera un vecchio stivale pieno di fango. I giocatori restano sconcertati e lo guardano con rabbia. Sorridendo maliziosamente, l’indigeno dice: ‘Scacco?’. Fine della storia.” Spiega Ignazio Ramonet: “La chiave di questo racconto non sta nel vecchio stivale pieno di fango, che interrompe e sovverte la partita a scacchi mediatica dei signori del potere e del denaro, e il gioco di quelli che hanno fatto della politica l’arte della simulazione e dell’inganno. L’essenza sta nel sorriso dell’indigeno, che dimostra che lui qualcosa sa. Sa che manca un giocatore: proprio lui. Ma, soprattutto, sa che la partita non è terminata e che noi non l’abbiamo perduta. Sa che la partita a scacchi è appena cominciata. E lo sa non perché lo sa ma perché lo sogna. Insomma: noi, gli indigeni, non facciamo parte del passato ma del futuro. Perché si guarda verso il passato ma si sogna verso il futuro. I nostri piedi appoggiano sull’argilla della storia, ma la nostra testa intravede un luminoso domani.” (da Marcos. La dignità ribelle – Ignazio Ramonet, edizioni Asterios, 2001)

Racconti per una solitudine insonne del Subcomandante Marcos sono tutto questo, sono proiettati nel futuro come ha mirabilmente spiegato Ignazio Ramonet. In questa raccolta di racconti, molti sono gli inediti, molte le perle. Letteratura con la “L” maiuscola: sembra sputata retorica inutile, ma siamo di fronte a un grande intellettuale e narratore, a un grande rivoluzionario. Fatemi un favore: leggete questi racconti e cercate di ricordarli per raccontarli agli amici, a voce alta, come si usava una volta. Perché questa è anche la nostra memoria.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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2 risposte a Subcomandante Marcos. Per una solitudine insonne

  1. furbylla ha detto:

    Ho provato sempre una profonda curiosità verso quest’uomo
    cinzia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Anch’io. Un personaggio strano, forse l’ultimo degli irriducibili romantici libertari. Dico forse perché non vorrei che la Storia mi smentisse. E’ un po’ come il Che.

    Buondì

    beppe

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