La Rivoluzione Cubana tradita

La Rivoluzione Cubana tradita

di Iannozzi Giuseppe

Fidel Castro

Fidel Castro

Approfondisci e leggi l’articolo di Lord Ninni, La isla bonita.

La Rivoluzione Cubana – sempreché tale la si possa definire – è purtroppo servita a Fidel Castro per imporre una dittatura stabile non dissimile da quella di Stalin. D’altro canto non poteva che essere così, essendo Fidel Castro sfegatato ammiratore del tiranno Iosif Stalin, uomo, alla fin dei conti, ben peggiore di Adolf Hitler, anche se, purtroppo, ieri come oggi si parla davvero poco dei crimini operati dall’Uomo d’Acciaio (con il piede palmato però e il braccio sinistro mezzo morto). Purtroppo, nell’immaginario di molti, Stalin rimane un eroe. Che eroe immondo! Si può forse dire eroe un mostro che ha ammazzato milioni di persone, di ebrei, di omosessuali, di dissidenti politici, etc. etc.?

Fidel Castro non è affatto dissimile da Stalin: è un tiranno, nient’altro che questo. Ha usato Ernesto Che Guevara  libertario nobile d’animo ma anche un illuso e un uomo un po’ ingenuo e romantico – per raggiungere i suoi fini, e alla fine lo ha scaricato lasciandolo morire in Bolivia. Non ci sono prove, perlomeno per adesso, che Castro abbia in qualche modo aiutato a far ammazzare a tradimento il Che, ma il sospetto è più che legittimo. E se mai un giorno Cuba dovesse essere finalmente libera, non mi stupirò affatto di scoprire che Castro ha fatto sì che il Che cadesse in trappola. Dopo la morte del Che, Fidel Castro ha tradito la Rivoluzione socialista: ha lasciato i poveri nella povertà, ha indetto purghe castriste, si è scagliato contro i dissidenti politici con ferocia inaudita, ha condannato e trucidato centinaia di omosessuali, ha negato i diritti umani a questo e a quello, e non ha esitato a censurare la cultura, la libertà di opinione, e nemmeno ha esitato un solo istante a utilizzare la tortura sui prigionieri, su delle vittime innocenti.

Castro ama vivere nel lusso, non ha mai sognato il Socialismo per sé e per Cuba: il Socialismo è stato una scusa per togliere ai poveri e farli diventare sempre più poveri, di tutto. Solo con gli anni, con la dilagante informazione – che non poteva essere più ostacolata anche grazie alla diffusione di internet -, il popolo cubano ha cominciato a godere di minimi diritti. Ma nell’intanto Fidel Castro ha continuato a vivere nel lusso più sfrenato senza farsi mancare niente di niente: ha preso per sé tutti gli agi di quel Capitalismo che in pubblico dice di odiare, mentre al popolo ha dato gli scarti o nemmeno quelli. Ancor oggi è lui a tenere il potere, anche se in pubblico non appare più: Raúl Castro è solo una marionetta che prende ordini dal Fidel. Si è circondato di radical chic, come Gabriel Garcia Marquez; e non sappiamo quante donne abbia avuto e quale destino abbiano subito.
Oggi a Cuba, Yoani Sánchez, ad esempio, è censurata: perché sì, gli ci è voluto un po’ ai fedelissimi di Castro per capirlo, ma alla fine internet è entrato anche nelle loro teste vuote. E giù di censura, quando non è la prigione.

Ahinoi, l’eredità di Stalin e di Castro è stata raccolta da Vladimiro Putin – che reputo essere forse peggiore e ben più pericoloso di quel monco di Stalin.

Detto ciò, gli americani hanno la loro parte di colpe, ma ciò non spiega affatto perché Castro ha oggi tutto ma proprio tutto quello che il Capitalismo potesse offrirgli, mentre il popolo no. Qualcosa non torna. Anzi, più di qualcosa non torna.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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2 risposte a La Rivoluzione Cubana tradita

  1. Lord Ninni ha detto:

    La revolución no va a morir, pero son las personas que mueren de las lágrimas, el hambre y las privaciones.
    Un pueblo que, soñando y abrazando a Ernesto Guevara, comenzaron a morir en las palabras de Fidel. Un dictador que, a lo largo de las lágrimas, ha permanecido indiferente a las voces del hambre y la desesperación de su gente.

    La rivoluzione non muore, ma è il popolo a morire di lacrime, fame e privazioni.
    Un popolo che, sognando e abbracciando Ernesto Guevara, ha iniziato a morire dentro le parole di Fidel. Un dittatore che, oltre le lacrime, è rimasto sempre indifferente alle voci di fame e disperazione del proprio popolo.
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    Amico mio, condivido (ringraziandoti sinceramente, per il tuo interesse, sempre intelligente e sempre presente, sui temi sociali che uccidono questo povero occidente) in pieno quanto da te scritto.
    La romanticità di Ernesto “Che” Guevara è fuori discussione. E’ la forma e la forza dalle quali, il popolo “offeso”, prende forza. Ci si nutre degli echi del passato, dimenticando i dolori e le lacrime.
    Ho letto e ascoltato, persone e personalità, affermazioni quali:
    E’ passato tanto tempo e in fin dei conti Fidel ha fatto il bene del proprio popolo, educandolo.

    Sono inorridito da certe affermazioni.
    L’educazione del popolo non può essere legata alla volonta, acutamente dittatoriale, umorale di un dittatore da strapazzo. Un dittatore che, approfittando di momenti particolarmente favorevoli, ha saputo sfruttare i contrappunti popolari per fini personali.
    Riporti, sapietemente e giustamente, che forse, un giorno, si potranno avere delle prove che vorrebbero colpevole mandante, dell’omicidio di Ernesto Guevara, proprio il Lider Maximo. Ti garantisco, caro Beppe, che a Cuba – il fatto – è dato per certo.
    Il popolo ne è convinto, direi da sempre ma, la paura (il terrore aggingerei) di finire a Combinado del Este, la famigerata, sciagurata e “oscura” prigione de La Habana, hanno fatto il resto.

    PS: Perdonami: Ho scritto, parte di questo intervento, in spagnolo in quanto so che verrà letto da alcuni “cittadini cubani”,

    Con molta considerazione per il tuo grido, ti lascio un abbraccio.

    Ninni

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Carissimo Lord Ninni,

    La rivoluzione non muore, ma è il popolo a morire di lacrime, fame e privazioni.
    Un popolo che, sognando e abbracciando Ernesto Guevara, ha iniziato a morire dentro le parole di Fidel. Un dittatore che, oltre le lacrime, è rimasto sempre indifferente alle voci di fame e disperazione del proprio popolo.

    E’ questo il punto. Il Che era un personaggio davvero troppo scomodo per le smodate ambizioni di Fidel. Personalmente non ho mai creduto alla favoletta che il Che sia stato ammazzato in Bolivia punto e basta. C’è qualcuno che ha tradito, che ha passato delle informazioni ai boliviani affinché il Che cadesse in trappola. Sono convinto che Fidel l’abbia tradito. Ne sono convinto ancor oggi, e se mai un giorno Cuba sarà veramente libera, allora forse la verità emergerà. Ma Storia ha bisogno di tempo per fare il suo corso.

    Ho letto e ascoltato, persone e personalità, affermazioni quali:
    E’ passato tanto tempo e in fin dei conti Fidel ha fatto il bene del proprio popolo, educandolo.

    Sono inorridito anch’io da simili affermazioni, che purtroppo mi fanno ricordare certi squallidi proclami da parte di Stalin, Hitler, Mussolini. Fidel Castro è un tiranno e nient’altro che questo. Educare, sì: sopprimendo la libertà, ogni forma di libertà. Di questo ho paura, di quelli che dicono che educano un popolo per distruggerlo. La Storia si ripete, ma par quasi che siano in pochi a rendersene realmente conto. Mi stupisce sempre l’uomo che non s’interroga: è tutto nella Storia, basterebbe studiarla per capire che quello che oggi accade è quello che è già accaduto tante e tante volte nel corso dei secoli. Putin, che sta facendo oggi? Sta seguendo le orme di Stalin, sta portando avanti le sue stesse obbrobriose e disumane battaglie. E’ anch’esso un dittatore, forse più pericoloso di Stalin. Ha l’atomica. E può ricattare l’Europa e non solo. E’ un uomo molto molto pericoloso. A suo confronto, Castro è un dilettante.

    Carissimo Amico, grazie a te. Ce ne fossero di più di persone come te, finalmente si tornerebbe a riflettere sul serio e il mondo sarebbe un po’ migliore.

    Un fraterno abbraccio, carissimo Lord Ninni

    beppe

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