John Ronald Reuel Tolkien: Le avventure di Tom Bombadil & Il Cacciatore di Draghi

Le avventure di Tom Bombadil
& Il Cacciatore di Draghi

John Ronald Reuel Tolkien

di Iannozzi Giuseppe

Dopo il fallimento Rusconi, i libri del grande J.R.R. Tolkien sono stati tutti riediti da Bompiani in una nuova veste grafica, moderna, che non dispiace. Ma più interessante è notare invece che Bompiani ha riedito anche quelle opere di J.R.R. Tolkien meno note al grande pubblico, una operazione questa nobile e degna di attenta considerazione; ci si sarebbe potuti infatti limitare a pubblicare i titoli più letti, ma sembra evidente che Bompiani crede nella poesia di Tolkien.

Una delle opere più belle di J.R.R. Tolkien è sicuramente la raccolta di poesie epiche The Adventures of Tom Bombadil (1962). L’edizione italiana della casa editrice Bompiani comprende una interessante prefazione del maestro indiscusso del fantasy, J.R.R. Tolkien: con testo inglese a fronte, le sedici liriche tradotte da Isabella Murro, con egregia perfezione, (due liriche fanno parte del capolavoro di Tolkien, The Lord of the Rings), Le avventure di Tom Bombadil sono una vera miniera di fantasia, un raro caso di come il fantasy possa essere al contempo epico e poetico, e non per questo annoiare il lettore di qualsiasi età.
“Il vecchio Bombadil era un tipo assai allegro; stivali gialli aveva e la giacca color cielo, cinture e brache in cuoio, colore verde prato; sul cappello una piuma che a un cigno aveva strappato.”

Il paese fatato di Feerìa è il Reame Periglioso: gnomi, streghe, troll, giganti, draghi, uccelli, uomini, alberi, acque e cibo sono soggetti a incantesimi e magie, questi i luoghi e i personaggi de Il Signore degli Anelli che hanno affascinato generazioni di lettori. Ecco dunque Tom Bombadil (picaresco abitatore dei boschi), Baccadoro (leggiadra fanciulla acquatica), lo Spettro dei Tumuli, il fattore Piedimelma; la principessa Me, il Troll pasticciere, Fastitocalone il preistorico, lo sfortunato Uomo della Luna; e viaggiatori e animali che vivono avventure misteriose e impreviste.
Il mondo fiabesco di J.R.R. Tolkien è concentrato in sedici liriche di grande spessore poetico; alcune sono filastrocche, altre scioglilingua, molte sono ballate romantiche: sempre, ogni poesia è una rara perla di fantasia poetica, quella che solo un grande erudito e poeta come Tolkien poteva creare, un Medioevo da favola.
La traduzione italiana, nel tentativo di evitare una trascrizione letterale dei testi, cerca, nei limiti del possibile, di rispettare la struttura delle poesie originali tentando così di riprodurne la musicalità senza per questo tralasciare la ricostruzione della ricchezza dei tanti significati allegorici; il risultato è un egregio accomodamento in lingua italiana, un accomodamento che è accessibile al bambino di otto anni così come al lettore più adulto. E per quel lettore che – per chissà quale strano caso del destino – volesse godere appieno dell’autenticità della poesia di Tolkien, vengono riportate le versioni originali a fronte del testo italiano. Tutta la genialità di Tolkien è solo da scoprire (o da essere riscoperta).
Una lettura consigliata a tutti quanti hanno amato Il Signore degli Anelli, ma anche a chi ancora non ha scoperto la magia di Tolkien. Queste poesie sono difatti una ottima introduzione al medioevo del grande erudito di Oxford.

Il cacciatore di draghi è una favola con fantasiose connotazioni metastoriche: un mondo senza precise coordinate spazio-temporali, un’atmosfera da fiaba, un universo immaginario popolato da draghi e giganti, dove un agricoltore un po’ fanfarone, vagamente donchisciottesco, riesce a conquistare il favore del suo Paese per aver messo in fuga un gigante, per aver cacciato via un drago sputafuoco e avergli sottratto buona parte del tesoro. Aegidius Ahenobarbus Julius Agricola de Hammo (è questo l’altisonante nome del contadino), dopo aver preso possesso del tesoro del drago, si sostituisce al re e diventa lui il nuovo padrone del regno.
“L’agricoltore si sentiva rispettato, e la fortuna gli arrideva. Il lavoro durante l’autunno e il primo inverno procedette bene. Tutto sembrava volgere al meglio – finché giunse il drago… Aegidius de Hammo era un uomo che viveva nel bel mezzo dell’isola della Britannia. Il suo nome completo era Aegidius Ahenobarbus Julius Agricola de Hammo, perché in quell’epoca, molto tempo fa, quando quest’isola era ancora felicemente divisa in molti regni, le persone erano dotate di nomi altisonanti. Allora c’era più tempo, e c’era meno gente…”.
Quella dell’agricoltore di Ham è una storia ironica e divertita ma non per questo priva di una semplice politica morale di stampo socialista, anche se Tolkien non ha mai pensato al socialismo come a un atto politico di sinistra, se non in termini strettamente cristiani: la politica di Tolkien, in questo scritto, può essere intesa come un socialismo prettamente cristiano. Gli elementi politici e fantastici ci sono tutti: il gigante che fa razzie nel villaggio, un re che gode ad angariare il suo popolo con gabelle sempre più esose, un drago che è l’incarnazione del Male, e l’agricoltore di Ham, fanfarone, pavido, eroe perché aiutato da tanta fortuna (o dalla Provvidenza) riesce a metter fuori gioco i suoi nemici e a diventare un re ignorante quanto generoso con il popolo.
Molti potrebbero credere che Il cacciatore di draghi sia una favola punto e basta, ed invece è molto di più: questo lavoro di Tolkien è un preciso manifesto di fratellanza cristiana tradotto in una meravigliosa storia divertente, dove gli stereotipi letterari sono solo una scusa per dar corpo a dei precisi riferimenti sociali e politici, che sono la nostra realtà quotidiana.
L’elegante traduzione di Isabella Murro e le incisive illustrazioni di Pauline Diana Baynes fanno di questa favola di J.R.R. Tolkien un piccolo capolavoro letterario: una lettura indimenticabile, una storia che si incide nella memoria del lettore.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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