L’italiano medio vive per l’ignoranza. La Letteratura è morta senza un epitaffio

L’italiano medio vive per l’ignoranza

La Letteratura è morta ed è rimasta senza un epitaffio

di Iannozzi Giuseppe

Pollice verso - painting by Jean-Léon Gérôme

Pollice verso – painting by Jean-Léon Gérôme

C’è poco da dire e poco da fare: l’italiano medio non legge.
In tutta tranquillità, l’italiano medio darebbe via il didietro per una partita di calcio in tivù o allo stadio. Il calcio è l’unica cosa che riesce a capire, perché da capire non c’è niente. L’italiano medio è ben al di sotto dell’homo neanderthalensis.

Per distrarre il popolo dalla politica e dai problemi sociali ieri c’erano i gladiatori e il Colosseo, oggi invece ci sono i calciatori, ma sugli spalti i tifosi si scannano a puntino. E non contenti si scannano anche prima e dopo la partita, e sempre lo fanno con un ardimento e una sete di sangue ben più belluina di quella dei gladiatori loro malgrado costretti ad ammazzarsi per volere dell’imperatore.
Il popolo si diverte grazie al calcio ma, forse, soprattutto grazie al sangue versato dalle varie tifoserie.

L’italiano medio è ignorante al cento per cento senza né “se” né “ma”. Le rare volte che legge qualcosa sono dei fogli legati assieme e scritti da un sedicente sportivo.
Sui bancali delle librerie improbabili libri di tennisti e calciatori, che, all’improvviso, hanno scoperto d’essere dei pennivendoli.

Certi critici dappoco sparano lodi per il libro confessione d’un tennista, d’un calciatore o d’un boxeur. Peccato che, perlopiù, questa robaccia sia stata scritta da anonimi editor. Ciononostante certi critici hanno la faccia tosta di indicare simile paccottiglia “letteratura”.

L’italiano medio non legge libri, neanche quelli delle puttane che eppure scrivono e scrivono tanto raccontando per filo e per segno tutti i loro burrascosi rapporti sessuali con gente dello spettacolo e non. C’è di buono che l’italiano medio non legge nemmeno i tanti libri scritti da soubrette, vallette in odor di santità e verginità, minorenni ninfomani, etc. etc. Ieri sì, oggi non più. Alle tette e alla figa, nel 2014 dopo Cristo, l’italiano medio preferisce un bel pallone di cuoio, due squadre di 11 calciatori bovini, un arbitro (cornuto!), etc. etc.

In Italia la Letteratura è morta e sepolta e non hanno manco scritto l’epitaffio. E’ morta Letteratura e l’hanno sepolta in terra sconsacrata senza un cazzo di epitaffio, perché il marmista, lapidario, ha detto che non aveva tempo né idee per inventarsi una frase di circostanza.

L’italiano medio non legge, ragion per cui questo articolo è già fin troppo lungo per le sue povere meningi, occorre dunque che non dia corso a ulteriori analisi.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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4 risposte a L’italiano medio vive per l’ignoranza. La Letteratura è morta senza un epitaffio

  1. furbylla ha detto:

    Analisi decisamente nefasta. Posso anche essere d’accordo ma la colpa non è solo di chi non legge e molti tuoi post ne hanno parlato … l’editoria è diventata quel che è diventata. Forse si potrebbe dire che ormai è come quei professori che in classe invece di insegnare giocano sull’Ipad
    buongiorno
    cinzia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Prava a entrare in una libreria: sugli scaffali troverai i soliti quattro titoli, forse cinque, di due o tre editori. Questo non significa affatto che non esistano altri libri. Tutt’altro. Ci sono altri libri e di qualità anche. Non vengono però messi in evidenza dalle librerie, quindi colpa è anche dei librai. Moltissima colpa ce l’hanno certi librai che sono quel che sono, con la faccia che hanno e che si porteranno dritti nella tomba. Il discorso, purtroppo, ho dovuto, per così dire, troncarlo, perché gli italiani non leggono e se leggono leggono quello che trovano entrando in libreria davanti alla porta – ma è eufemismo parlare di librerie in questo momento storico. L’italiano medio è poi accidioso per sua natura: non si preoccupa mica di andare a cercare un determinato libro, anche se pubblicizzato; preferisce di gran lunga gettarsi sulla prima schifezza che trova e che certi librai, purtroppo i più, mettono in evidenza. Ora tu spero non vorrai credere che Caio e Sempronio hanno scritto dei libri quando non sono capaci neanche di parlare senza sbagliare tutti i condizionali e i congiuntivi in un discorso che, in ogni caso, si morde la coda. Analisi nefasta? No, reale e la realtà fa sempre paura quando la illustri per quel che è senza edulcorarla.

    Un paese dove l’ignoranza domina è un paese in mano al potere di pochi che presto lo condurranno alla distruzione; e difatti l’Italia è distrutta da nord a sud, aspetta soltanto di naufragare…

    beppe

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  3. furbylla ha detto:

    io ho scritto tutt’altra cosa da come mi rispondi sembra ti abbia dato torto in toto.
    non importa
    ciao

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Cara Cinzietta, tu dici forse si potrebbe dire che ormai è come quei professori che in classe invece di insegnare giocano sull’Ipad. E però non capisco io, forse colpa mia, dove sarebbe in parte sbagliata la mia analisi, che hai definito nefasta. Su quali punti della mia analisi non sei d’accordo?

    A me importa di capire, e oggi come oggi ancor di più perché parrebbe che non ci comprenda più, ma non con te, a livello globale. Forse colpa dei social-network che hanno ridotto il linguaggio a un cinguettio che dice tutto ma che il realtà non dice niente. Non siamo più capaci di portare avanti un discorso, di ampliarlo, a livello globale.

    Bacione

    beppe

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