Intervista a Gabriele Dadati, traduttore e curatore di “Clisson ed Eugénie” di Napoleone per Laurana editore

Clisson ed Eugénie – Napoleone Bonaparte

Intervista a Gabriele Dadati,
traduttore e curatore dell’opera

in libreria dal 30 aprile

di Iannozzi Giuseppe

Gabriele Dadati

Gabriele Dadati

– Gabriele Dadati, posso chiederti per quale motivo ti è venuto in mente di riproporre Clisson ed Eugénie di Napoleone Bonaparte?

Guarda, sono ormai mesi che studio Napoleone perché mi affascina molto il suo rapporto con l’arte. Così mi sono imbattuto nel testo, mi sono reso conto che era fuori catalogo e mi sono detto che sarebbe stato bene riproporlo. Detto fatto!

– Qual è l’attualità di Clisson ed Eugénie? Il lettore moderno può ancora trarre un qualche valido insegnamento da Napoleone?

Direi che l’attualità sta nell’estrema leggibilità del testo: essendo un romanzo d’introspezione psicologica, di scandaglio dei sentimenti umani, va a rappresentare qualcosa che è per sua natura di durata certa.
Il lettore moderno può senz’altro stupirsi di fronte alla qualità della prosa intimista di Napoleone, a fianco di quella ben nota come retore nei suoi ordini del giorno all’esercito e a quella di scrittore di lettere amorose, prima a Giuseppina e poi (ma in misura minore) a Maria Luigia. Per il resto, il libro contiene una meditazione sul rapporto tra vita privata e successo pubblico. Quindi, una meditazione su ambizioni che oggi sono quantomai diffuse, che davvero tornerà utile.

– Clisson ed Eugénie mancava dagli scaffali delle librerie da parecchi anni. Fu pubblicato da Sellerio nel 1980, traduzione di Chiara Restivo, con una nota critica di Leonardo Sciascia. La traduzione di questa nuova edizione dell’unico romanzo di Napoleone è opera tua, Gabriele Dadati. Non è forse la prima volta che ti proponi in veste di traduttore! Che scelte stilistiche hai adottato per rendere in italiano Clisson ed Eugénie? Non sarebbe stato forse più semplice riproporre la traduzione di Chiara Restivo?

Clisson ed Eugénie - Napoleone Bonaparte

Clisson ed Eugénie – Napoleone Bonaparte

Sì, è la prima volta che viene pubblicata una mia traduzione: in passato, come tutti, ho tradotto per motivi miei, quando ne avevo bisogno. E mi ha fatto piacere affrontare questo testo, come del resto era necessario: intanto perché le traduzioni invecchiano (anche se una traduzione del 1980 è relativamente recente, bastano un paio di pagine per rendersene conto) e poi perché il testo base non è identico. Da allora sono emersi nuovi lacerti dagli archivi, e la nuova edizione edita da Laurana è leggermente più lunga di quella Sellerio.

– In merito a Napoleone e alla sua unica opera, Alberto Savinio scrisse: “Napoleone diventò quello che tutti sanno, ma non riuscì a diventare quello che nel suo intimo desiderava: un letterato […]”. A tuo avviso, Napoleone fu anche un letterato, o è più forse giusto dire che fu la sua un’ambizione mai soddisfatta appieno?

Io credo che fu anche un letterato. Non scrisse opere letterarie se non questo breve romanzo e tre brevi novelle per quanto riguarda la narrativa, ma in altri generi – la retorica con funzione esortativa, appunto, e le missive private – fu un autore eccellente e prolifico.

– La nuova edizione di Clisson ed Eugénie (Laurana editore) accoglie anche tre racconti brevi attribuiti alla penna di Napoleone. Cosa puoi dirci dei racconti?

Testimoniano ulteriormente i temi a lui cari: l’ordinamento dello stato, il viaggio, il rapporto tra gli uomini, l’amministrazione della giustizia nella società. E completano un corpus narrativo che, così esiguo, era bene fosse presentato tutto assieme.

– C’è anche un racconto di Arthur Conan Doyle, “L’avventura dei sei Napoleoni”, che vede protagonista Sherlock Holmes. Nel racconto di Doyle, Holmes deve scoprire chi sta distruggendo i busti di Napoleone. Anche questo racconto è stato da te tradotto, Gabriele Dadati! Potresti spiegare perché la scelta editoriale di inserire uno scritto di A. Conan Doyle in un libro che accoglie quelle che sono le opere di Napoleone scrittore?

In realtà Doyle non l’ho tradotto io: questo racconto, in appendice, compare nella versione di Veronica Bonalumi, anch’essa inedita e composta per l’occasione.
La scelta di porre questo testo in calce nasce è di tipo giocoso e gioioso assieme, oltre che spiazzante: di fatto si cambia del tutto tono (rispetto all’intonazione drammatica di tutti gli scritti di Napoleone) e si regala un alleggerimento al lettore, che così esce risollevato dalla lettura complessiva delle pagine.

Clisson ed Eugénie – Napoleone Bonaparte – traduzione e cura di Gabriele DadatiLaurana editore – pp. 112, euro 9,00

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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