I personaggi di Fabio Ciofi. L’introduzione di Iannozzi Giuseppe

I personaggi di Fabio Ciofi

L’introduzione di Iannozzi Giuseppe

  E’ questa l’introduzione a I personaggi (Il Foglio letterario, 2004) di Fabio Ciofi, una introduzione che scrissi dieci anni or sono. Il romanzo di Fabio Ciofi è uno di quei libri che non si dimenticano facilmente. Il perché è nell’introduzione che ora qui ripropongo, invitando gli editori in ascolto a prendere in seria considerazione la possibilità di riportare sul mercato questo romanzo che da troppo tempo manca in libreria. – g.i.

I personaggi - Fabio Ciofi

I personaggi – Fabio Ciofi

L’editoria, un mondo insidioso, impossibile da guardare senza rimanerne terrorizzati, perché è giungla di “personaggi”, di troppi bennati, che reggono parti col sorriso a trentadue denti e un mezzogiorno di fuoco nell’anima. E il perdente, in questo scontro a fuoco, sotto il sole cocente, non puo’ che essere l’Autore, l’Artista che scrive per dar voce a se stesso ma soprattutto a quanti leggeranno il suo lavoro. John Wayne a proposito di “Mezzogiorno di fuoco” ebbe modo di dichiarare: “Così è piaciuto a tutti. Invece è la cosa più antiamericana che io abbia visto nella mia vita, con il vecchio Coop che getta via il distintivo della United States Marshal e lo calpesta.” In realtà, il vecchio Coop non calpestava propriamente il distintivo, molto più semplicemente gettava il suo distintivo di sceriffo ai piedi degli abitanti del villaggio, che avevano solo mostrato codardia paurosa rifiutandosi di aiutare il vecchio tutore della legge nell’affrontare Frank Miller, il cattivone di turno che mirava a prender tirannico possesso della piccola cittadina del West. Fu un film i cui protagonisti-attori durante la premiazione agli Oscar del 1952 vennero consegnati a pesanti critiche da parte di molti: si viveva l’illogica furia maccartista, e il film di Fred Zinnemann ottenne, sì, qualche statuetta, ma non quante gliene sarebbero spettate se la critica fosse stata onesta. Gary Cooper ottenne comunque l’Oscar come migliore attore, e a ritirarla fu John Wayne, in quanto Gary era occupato sul set di “Vera Cruz”.

La situazione editoriale, oggi, ideologicamente non è molto diversa da quella che Zinnemann descriveva nel suo capolavoro di celluloide: c’è un Frank Miller palesato o nascosto nell’editoria che subito tarpa le ali agli scrittori, ai poeti, e che mira senza scrupolo alcuno a globalizzare i cataloghi. E il pubblico, questo subisce in silenzio: se gli editori propongono i soliti quattro autori in catalogo, evidentemente, ingenuamente, il pubblico si lascia catturare, e acquista purché non si dica che gli italiani sono popolo di non lettori. Che poi i libelli acquistati vadano a concimare pareti di libri mai aperti, buoni solo a far mostra di sé, poco o nulla interessa il pubblico avaro di squadernare sua arroganza nel dirsi attento alle novità editoriali e agli autori. Il pubblico è pavido, incosciente, distratto, vessato, incapace di reagire, forse poco o nulla cosciente che la sua propria coscienza è acquistata, day after day, a suon di miti e oscar. Esistono sul mercato tanti manuali che danno contro l’editoria, così tanti che il critico ne ha una paura folle: si scrivono saggi contro l’editoria per dar vita ad una finta editoria di controtendenza. Il critico, quando critico veramente, ha paura, si ritrae al pari del pubblico. I più furbi, o assennati, mostrano totale indifferenza nei confronti di simili pubblicazioni.

Ed ecco, allora, “I Personaggi” di Fabio Ciofi, un poeta, un umile che è un Gary Cooper moderno, pronto a sorridere con piena onestà ma non a lasciarsi conculcare né dal Pubblico né dalla Critica. Ne “I Personaggi”, l’Autore non dà semplice stura allo sfogo artistico-espressivo di denuncia tanto per abbaiare: è una storia completa quella che Ciofi racconta, una storia lunga, dove i personaggi sono tanto reali quanto fantastici, dove l’affabulazione scatena una girandola di avvenimenti e relazioni possibili e impossibili, dove la realtà si mischia all’irrealtà e all’assurdità di essere coinvolti, per forza, perché autori, nel bailamme editoriale. L’Autore de “I Personaggi” non è un vigliacco, ed esce da questo “mezzogiorno di fuoco editoriale” a testa alta, pronto a sfidare non solo il Pubblico e la Critica ma anche se stesso. E’ questo un atto di estremo coraggio artistico, intellettuale e di denuncia, non un semplice romanzo.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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