Troia di regime (Tra Gioachino Belli e Bukowski). Di Iannozzi Giuseppe

Troia di regime

(Tra Gioachino Belli e Bukowski)

di Iannozzi Giuseppe

infermiera

contenuti espliciti
Come troia di regime
a un pompino ben fatto anelo
in un anonimo vespasiano
lontano dai flash dei paparazzi
buoni solo a incularsi Cori di Voci Bianche
Tieni da conto
che tengo ‘na minchia tanta,
e cataratte e emorroidi a tuo danno
non avranno da me alcun risparmio

Se pensi d’esser un palato esigente
spero che non t’aggiusti i party nel bidet
Se pensi d’esser un tipo alla moda
sempre a gambe aperte come a Paris,
spero tu sia almeno una ragazza alla pari
o una badante sottomessa e schiavizzata
ma di buone letture
al di là del marchese De Sade

Posso prendertelo in bocca
senza bisogno di tirar su la mia bella faccia
Il tuo sogno è di diventare finalmente?
Tagliati l’uccello, portalo al mercato, al Sinedrio
in prima serata e subito sfogati in lungo pianto
Ricorda però che pure il Giudice tiene ‘na minchia
da far invidia a cardinali e papi di lingua longa
Ricordati di santificare le feste,
di giocare d’azzardo,
di cantare a squarciagola al mattino
dopo l’ispezione anale,
dopo aver chiamato “papi” al telefono
Ricordati di firmare con la svastica,
d’aver sempre l’agenda piena
d’impegni circensi con nani d’alto bordo
e le mani in pasta per leggi ad personam

Se poi tieni la voglia di farti scrittore
penna in mano,
la strada da seguire sempre la stessa:
ragazze e ragazzi di successo non stanno sul cesso
a rigirarsi i pollici,
allargano le chiappe e stringono i denti
sfoderando il migliore sorriso Durbans

Amo scaccolarmi il naso e farmi poi un ditalino
Alle mutande preferisco una lacrima di profumo
Il tartufo lo condisco al naturale, acqua e sapone
Son quello che si dice un bravo ragazzo
sempre pronto a toccare il Cielo con un dito,
a porgere l’altra chiappa al figlio del Diavolo
Tu tieni però da conto
che tengo ‘na minchia tanta

Sono stato anch’io nel Sessantuno
a farmi il culo alla Baia dei Porci
e poi anche con quattro amici al Bar
Ho toccato con mano cose
che voi baciapile potete solo immaginare
Anch’io ho fatto la Dolce Vita,
nella Fontana di Trevi ho eiaculato
ridendo come pazza ubriaca strafatta
di tutto e di tutti scontenta
Tieni sempre da conto
che tengo ‘na minchia tanta

Tieni sempre da conto
che tengo ‘na minchia tanta
Hai voglia di mettere a repentaglio
il tuo cazzo di nome?
Dimmi, hai intenzione di farti un nome?
Tieni sempre da conto
che non sarò io a pagare i tuoi conti

Tieni sempre da conto
che non sarò io a pagare i tuoi conti
Dimmi, hai intenzione di farti un nome?
Hai voglia di mettere a repentaglio
il tuo cazzo di nome?
Tieni sempre da conto
che tengo ‘na minchia tanta

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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