“Lei mi picchia. Poesie surreali deliranti” di Iannozzi Giuseppe

Lei mi picchia

Poesie surreali deliranti

di Iannozzi Giuseppe

orsetto testa rotta

orsetto testa rotta

Lei mi picchia

La mia bimba mi picchia
Me le suona di santa ragione
Non vuol sentire scuse,
mi stacca la testa dal collo
con un colpo di karate
e non contenta mi strozza
con il rosario di Gesù
– giusto per sicurezza

La mia bimba mi fa nero
Inutile che accenda un cero
La Madonna le mie preghiere
non le sta a sentire manco morto

La mia bimba se si alza
col piede sinistro son guai,
metteteci poi che è pure riccia
…ecco, avete immaginato bene
com’è che va a finire, male

La mia bimba picchia forte
Vuol aver ragione sempre lei
Non accetta che possa avere
anch’io un briciolo di cervello
Per lei quando io ragiono
ragiono da uomo, con l’uccello
E allora son mazzate,
mazzate forti sulla capoccia
Poi quando si tratta d’andare
a far la nanna, a becco asciutto
perché ovviamente è a lei
che duole la testa, boia d’un Giuda!

La mia bimba è una tipa così,
alla vecchia maniera, convinta
che la donna superiore a Dio anche;
e guai a dirle che non è così!
La mia bimba, la mia bimba è
E’ anticlericale, ma se le tocchi
santi e madonne ti cava gli occhi

La mia bimba non perdona,
mena di brutto
Quando mi bacia me la faccio sotto
Non so mai se dopo sarò ancora in piedi
o lungo disteso per terra a chieder pietà,
come un verme a strisciare
Come un cacasotto a baciare il pavimento
con la lingua, ché a lei piace tirato a lucido

La mia bimba è bella, è sexy e riccia,
e da lontano può sembrar persino buona
Ma quando ti prende e ti mette sotto
ti fa ingoiare tutti e trentadue i denti
per farteli poi uscire da dove non si può dire

Così è la bimba mia, così è
Mi chiedo solamente perché
non riesco a smettere il vizio
di volerle un bene immenso

Piove

Hai visto, piove!
Piove sui nostri sogni
Piangono i cuori
asciutti di lacrime
ma non di dolore
Piove sull’amore,
sul vuoto
che si lascia alle spalle
E, oramai stanche,
piovono giù
alcune piccole pallide stelle
da questo cielo vuoto d’un Gesù,
da questo cielo di nuvole,
di nebbie
che domani al mattino
incontreremo
lungo la strada
per andare a lavorare

Piove
Non smetterà presto
Qualcuno ti fa il gesto
dell’ombrello, qualcun altro
ti invita a prenderlo,
a non dimenticarlo
dal dottore

Da sempre è stato così:
chi in cammino verso
una Gerusalemme di pioggia,
e chi invece lemme lemme,
senza saliva, nel deserto
a immaginare un po’ di manna
dal cielo, ma disperato per niente,
convinto che viene come viene
la vita

Credi
mi darai un bacio
perché sono l’unico
che per te un po’ conta,
o perché fra tanti brutti ceffi
a piede libero sotto la pioggia
sono quello con meno cicatrici?
Comunque sia…

Non cesserà oggi,
viene come viene
la vita

Hai visto, piove!
E io attendo il tuo bacio
Comunque sia…

Che deficiente!

Il mio agnolotto, il mio tortellino ripieno
Tutto questo eri per me, tutto questo
E adesso sei meno d’una tagliatella
versata in un piatto pieno di ragù
Gesù, come hai potuto impastarmi così
se era tua intenzione di lasciarmi
col matterello in mano come un deficiente?

Perdo la testa, affogo nella marmellata
Mi faccio di crostate, ma il soufflé,
quello non mi riesce più da quando tu
mi hai riempito di calci e mazzate
senza un perché

Pensare che ti ho sempre portata
sul palmo della mano, pronto a tutto
pur di tenerti lontana dal gancio
del macellaio; adesso però non so più
Mi hai fatto fare la figura del deficiente

Pensare che eri il mio ripieno buono
che condiva ogni condimento d’amore
Il mio agnolotto, il mio tortellino ripieno
Tutto questo sei stata per me, tutto
E domani sarai meno d’un molesto sapore
sul palato, prima che dentifricio e spazzolino
spazzolino via i pezzettini di carne incastrati
fra i denti

Non mi vuoi bene

Tu non mi vuoi bene abbastanza
Contenta perché pieno è il tuo pancino,
dell’orsetto che un giorno alla follia amasti
or più non ti curi, oramai io malato molesto!

Che triste pena è per l’innamorato
restar solo soletto senza conforto,
non una carezza, non un bacio;
solo e sempre la mortificazione
d’esser costretto invalido a letto

Drag queen

Adesso basta
Inizia la festa
Con questa faccia
vengo e vi do la caccia

Adesso basta
Con questa faccia
mi travesto
come si conviene
a un gentiluomo
Vi faccio vedere
la parte migliore di me
E’ certo, presto
prenderete il vizio

Prendetemi pure per culo
Prendetemi per il culo
Ma prima pagate sull’unghia
se volete far l’esperienza

Inizia la festa
Vengo e vengo
travestito con la mia faccia
In fila
chi vuol fare esperienza
Si vive una volta sola
Non mi dire
che non vuoi provare a prendere
il finocchio e lo zucchino!
Non posso credere davvero
che tu non abbia la voglia
d’un minestrone alla vecchia maniera

Avanti, in fila per tre!
Inizia la festa
Vi faccio vedere
la parte migliore di me
La parte migliore di me
Ognuno venga
e lo faccia come gli piace
Ma pagate sull’unghia
se volete far l’esperienza
d’un minestrone alla vecchia maniera

Con questa faccia
vengo e vi do la caccia
Alla vecchia maniera
vi metto in fila nella vita mia
Con questa faccia,
con questa faccia da vero duro
mi calo le mutande e guai a voi
se non mi farete divertire

Inizia la festa
Inizia, datemi la caccia
Guardatemi in faccia
e così sia…
son pur sempre un gentiluomo!

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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3 risposte a “Lei mi picchia. Poesie surreali deliranti” di Iannozzi Giuseppe

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  2. furbylla ha detto:

    mmmmhhhh deliranti si ma manco troppo.. 😉
    buongiorno Beppaccio
    cinzia

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  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Queste invece ti sono piaciute di più. Strano, perché fanno parte della stessa serie di “poesie straziate” (https://iannozzigiuseppe.wordpress.com/2014/04/03/perche-mi-tratti-male-poesie-straziate-e-angeli-caduti-di-iannozzi-giuseppe/). Forse queste sono un po’ più morbide, per cui vanno bene anche per il tuo palato. 😉

    bacione

    beppe

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