Letteratura e critica. La necessità di tagliare i rami secchi – di Iannozzi Giuseppe

Letteratura e critica

La necessità di tagliare i rami secchi

di Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe

– Certe persone scrivono per mestiere e questo fa di loro dei mestieranti incapaci di infondere spirito dionisiaco e apollineo nei loro scarabocchi clowneschi. Non c’è da meravigliarsi dunque che l’editoria sia in crisi: colpa è anche di quei pennivendoli che pensano di poter prendere per i fondelli il pubblico con un 2 + 2 fa sempre 4 ma anche 1 + 1 + 1 + 1 e 1 + 2 + 1 e 3 + 1 e 4 + 0 etc. etc. Non c’è niente di buono nella serialità che porta sempre allo stesso identico risultato.

– Non tutti ma alcuni critici, o che tali si dicono, un po’ mi odiano. Il perché è presto detto: purtroppo io i libri li leggo sul serio, dalla prima all’ultima pagina e mai faccio sconti, neanche in tempi di crisi editoriale.
Il libro o è bello o è brutto. Non ci sono vie di mezzo. Troppi, troppi davvero invece si inventano un giudizio che sta tra il bello e il brutto, vale a dire un “voto diplomatico” per non risultare sgraditi a nessuno. I “voti diplomatici” hanno affossato l’editoria, hanno fatto perdere la già poca fiducia dei lettori nei confronti dei critici letterari e quindi nella bellezza che è la lettura d’un buon libro.

– Non si può scrivere ogni santo giorno una storia nuova, originale. Uccidere un uomo diverso ogni maledetto giorno però par risulti facile ai più; viviamo purtroppo in una società invasa da serial killer e da thrilleristi seriali che, a sangue freddo, assassinano la Cultura e i suoi autori.

– Temo che molti la dignità non l’abbiano mai avuta, e se sì, era essa una maschera pirandelliana totalmente falsa. Poi, che molti autori e critici finiscano nel baratro e non risorgano più, a mio avviso, è un bene: c’è bisogno di sfrondare, di tagliare i rami secchi affinché la primavera li rimpiazzi con dei nuovi; e, in ogni caso, non è detto che i nuovi rami saranno migliori di quelli vecchi. La Letteratura è come un albero secolare: per crescere ha bisogno di cure, di tante cure, che talvolta possono sembrare crudeli e però necessarie.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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3 risposte a Letteratura e critica. La necessità di tagliare i rami secchi – di Iannozzi Giuseppe

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  2. furbylla ha detto:

    la letteratura ormai è come questo mondo un tirare a campare…
    cinzia

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  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    La Letteratura, quella seria, non dovrebbe mai diventare “un tirare a campare”. Quando questo accade significa che il patrimonio umano si svende con evidenti ripercussioni negative per la società tutta. Una società che produce serialità è una società che dimostra di essere sull’orlo del collasso, della sua fine.

    beppe

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