La sinistra è di destra. E Putin è Stalin redivivo

La Sinistra è di destra. E Putin è Stalin redivivo

di Iannozzi Giuseppe

Vladimir Putin

Vladimir Putin

La democrazia non è forma di governo perfetta. E’ però la migliore che al momento c’è. Lo disse quasi cento anni or sono Bertrand Russell.
Vladimir Putin è tale e quale a Stalin, e in questo momento storico è anche più pericoloso di Stalin. Ha incarnato il peggio del comunismo, anzi dello stalinismo, che ha mietuto non si sa bene quante vittime, questo perché c’è ancora reticenza, anche da parte dei giornali, quando si tratta di parlare delle nefandezze di Stalin, e quindi di Putin. L’Ue è timida, così timida e impotente che Putin non se la caga manco di striscio. Putin minaccia di tagliare il gas all’Europa e l’Europa subito si mette a cuccia, ben sapendo che Putin può condannarla al buio con un suo semplice ordine.

Se siamo stati liberati da Mussolini lo dobbiamo agli americani, che ci piaccia o no. Senza l’intervento americano non ci saremmo forse liberati di Salò. I nostri partigiani hanno fatto molto, ma non erano sufficienti a contrastare Mussolini e Hitler. Certo, all’interno della democrazia a stelle e strisce non tutto è perfetto, ma c’è più libertà, c’è che ancor oggi se uno vuol fare e ci sa fare può diventare Qualcuno. Tu prova a dire un “ma” in Russia con Putin: in Siberia o morto ammazzato come Anna Stepanovna Politkovskaja e poi un processo farsa. Se devo scegliere tra stelle e strisce e la falce e il martello di Putin-Stalin, scelgo l’America, quell’America che, ad esempio, diede asilo a un gigante come Aleksandr Isaevič Solženicyn, tra i primi intellettuali a denunciare l’orrore dei gulag. L’Italia invece, per voce d’un acerbo Umberto Eco, disse di Solženicyn un “Dostoevskij da strapazzo”. Parole sue.

Oggi più che mai, la Sinistra italiana non esiste: è di destra, ma neanche. La Sinistra semplicemente non esiste. Si è sepolta con le sue proprie mani e ha scritto da sé il suo epitaffio. Non c’è neanche la destra in verità. Ci sono invece un mare di politicanti incollati al Potere e alle loro diavolo di poltrone per poter meglio rubare attraverso tasse inique (e non solo) agli italiani, ovviamente agli italiani che non ce la fanno a tirare a campare, perché un assessore, ad esempio, che ruba 100mila euro o più, bene, quello finisce al massimo ai domiciliari per qualche giorno o neanche. In America chi ruba allo Stato finisce in galera e ci muore, perché rubare allo Stato è rubare al popolo.

Non ho mai seriamente pensato che gli USA siano la realizzazione della democrazia in una declinazione utopica. Né credo che sia mai esistita la giustizia in politica, questo sin dalla notte dei tempi. Tutti soggiaciamo alle logiche animali che ci vedono assassini dei nostri simili: fa purtroppo parte della natura umana, che è uguale da migliaia di anni. Ciò detto non è che le democrazie islamiche brillino per democrazia. Ma parrebbe che l’Ue non sia in grado di fare alcunché. La drammatica scelta che ci si pone davanti è: lasciamo che si massacrino fra di loro o interveniamo pur sapendo che il nostro intervento non sarà bello e lindo e nemmeno divino? L’Occidente, storicamente parlando, ha sempre fatto la parte del leone, sin tanto che non sono nati gli USA. Ricordiamoci poi che furono i conquistadores europei a massacrare le popolazioni originarie delle Americhe. L’Europa ha assassinato, condannandole all’estinzione, intere culture: una barbarie senza fine che ha posto fine a culture e civiltà, per sempre. Oggi gli USA fanno la parte del leone, forse; ma non più di quanto l’abbia fatta l’Europa per 1700 anni circa.

In linea teorica, anzi tenendo fede a una linea utopistica, l’auto-determinazione dei popoli potrebbe essere la miglior forma di democrazia reale. Tuttavia, nella Storia, non ho mai trovato popolo che sia riuscito in questo: un bel proponimento rimasto sulla carta l’Utopia di Tommaso Moro. Nell’Utopia si parla di un luogo felice inesistente basato su un sistema comunistico. Una Utopia concreta, che io sappia, non è mai esistita, e, con tutta probabilità, non esisterà mai.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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