Stanley Kubrick (26 luglio 1928 – 7 marzo 1999). Aforismi scelti

Stanley Kubrick

(New York, 26 luglio 1928 – Harpenden, 7 marzo 1999)

Stanley Kubrick

Stanley Kubrick

– Penso che la miglior trama sia quella che non sembra affatto una trama. Mi piace l’inizio lento, quello che si insinua sotto la pelle del pubblico e lo coinvolge in modo che possano apprezzare note di grazia e toni morbidi e non debbano sentirsi appesantiti dagli snodi della trama e dai punti di suspense.

– Ci sono certe aree del pensiero e della realtà – o dell’irrealtà e dei desideri – che sono chiaramente inaccessibili alle parole. La musica può accedere a queste aree. La pittura può penetrarle. Forme di espressione non verbali possono farlo. Ma le parole sono una camicia di forza terribile.

– L’uomo deve poter scegliere tra bene e male, anche se sceglie il male. Se gli viene tolta questa scelta egli non è più un uomo, ma un’arancia meccanica.

– Se riuscite a parlare in modo brillante di un problema, si può creare la consolante conclusione di averlo sotto controllo.

– Le superpotenze si comportano da gangster e i paesi piccoli da prostitute.

– Un sogno, non è mai soltanto un sogno.

– I critici ti stanno sempre alla gola o ai piedi.

– Non sono mai stato sicuro che la morale della storia di Icaro dovesse essere: “Non tentare di volare troppo in alto”, come viene intesa in genere, e mi sono chiesto se non si potesse interpretarla invece in un modo diverso: “Dimentica la cera e le piume, e costruisci ali più solide”.

– Talvolta la verità di una cosa non sta tanto nel pensiero di essa quanto nel modo di sentirla.

– [Su 2001: Odissea nello spazio, film del 1968] Ognuno è libero di speculare a suo gusto sul significato filosofico del film, io ho tentato di rappresentare un’esperienza visiva, che aggiri la comprensione per penetrare con il suo contenuto emotivo direttamente nell’inconscio.

– Il miglior modo per imparare a fare un film è farne uno.

– Il reale va bene, l’interessante è meglio.

– Non sono mai stato sicuro che la morale della storia di Icaro dovesse essere: “Non tentare di volare troppo in alto”, come viene intesa in genere, e mi sono chiesto se non si potesse interpretarla invece in un modo diverso: “Dimentica la cera e le piume, e costruisci ali più solide”.

– Per un osservatore sito nella nebulosa di Andromeda, il segno della nostra estinzione non sarebbe più appariscente di un fiammifero che si accende per un secondo nel cielo.

– Il modo più potente per far capire a una platea il tuo punto di vista è di prenderla per i sentimenti, non per la mente. Certo, è un modo molto più pericoloso di scrivere, perché se il pubblico non riesce a scoprire ciò che vuoi dire, rischia di restare perplesso e disturbato alla fine del racconto.

– Credo che catturare un’azione spontanea, piuttosto che studiare attentamente una posa, rappresenti sul piano estetico l’uso più valido ed espressivo della fotografia.

– Se riuscite a parlare in modo brillante di un problema, si può creare la consolante conclusione di averlo sotto controllo.

– Se può essere scritto, o pensato, può essere filmato.

– L’intellettuale è certo capace di capire quello che il film vuole dire e riceve anche un certo piacere da questo suo processo di interpretazione, mentre il pubblico di massa può non esserne capace. Ma penso che il nemico principale del regista non sia l’intellettuale o il membro del pubblico di massa, ma il tipo di persona di media cultura che non ha né le capacità proprie dell’intellettuale di analizzare e decifrare correttamente ciò che il film vuole dire, né la reazione emotiva spontanea dello spettatore comune. E sfortunatamente ho l’impressione che molti di questi personaggi a metà tra gli intellettuali e il pubblico di massa siano occupati a recensire i film. Credo che il fatto di voler ridurre l’intento di un film in un solo paragrafo conciso, brillante e intelligente alla maniera della rivista Time dimostri una monumentale presunzione da parte dei critici cinematografici. Questo tipo di recensione è di solito molto superficiale, a meno che non si tratti di un film davvero pessimo, ed è anche estremamente ingiusta.

– Mi piacciono le star se sono anche bravi attori. Direi che ci sono situazioni in cui la consapevolezza della personalità della star è troppo forte perché il pubblico la superi, il che può rovinare il personaggio che la star sta interpretando, anche se il suo lavoro è buono. Ma credo che questi siano casi rari. Direi che il 95 per cento dei film che vengono distribuiti sono stati realizzati grazie all’interesse di una star che voleva farli. Il mondo del cinema sta diventando molto complicato, il pubblico non risponde più come una volta, e la sola garanzia che un produttore o un distributore hanno di riavere i loro soldi indietro è usare una grossa star come protagonista. Se le star sono brave, ti rendono la vita più facile.

– Il regista deve controllare tutto. Devi essere in grado di vedere l’intera problematica di portare la storia da raccontare sullo schermo cinematografico. Si comincia con la scelta del materiale; poi si prosegue con la creazione di circostanze contrattuali di natura legale e finanziaria appropriate per realizzare il film che hai in mente. Successivamente si passa alla scelta degli attori, alla creazione della storia, dei set, dei costumi, fino alla fotografia e alla recitazione. E quando il film è stato girato, è completo solo in parte. Considero il montaggio la diretta continuazione della regia. Penso anche che l’uso della musica, gli effetti ottici, e infine dei titoli di testa facciano tutti parte del raccontare una storia. Secondo me dividere tutti questi compiti su persone differenti è uno sbaglio.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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4 risposte a Stanley Kubrick (26 luglio 1928 – 7 marzo 1999). Aforismi scelti

  1. Emma Saponaro ha detto:

    Semplicemente un GRANDE!!!

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  2. furbylla ha detto:

    Toh lo stesso mio pensiero da sempre sulla storia di Icaro. anche quello sui critici cinematografici.
    cinzia

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  3. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Kubrick ha costruito ali solidissime per i suoi film, che sono dei Capolavori senza né “se” né “ma”. E’ stato un regista unico, insuperato e difficilmente, molto difficilmente qualcuno riuscirà a superarlo. Lui era avanti, avanti anni luce rispetto ai registi tradizionali e a certi registi di oggi che non valgono niente.

    bacione

    beppe

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  4. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    UN GRANDE CHE ANCORA OGGI FA SCUOLA. INSUPERABILE GENIO.

    beppe

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