Saviano su mafia e veline. Una satira di Iannozzi Giuseppe

Saviano su mafia e veline

di Iannozzi Giuseppe

Avvertenza: Trattasi di una semplice satira e null’altro.

Come le butta la vita?

Quale vita? Io non ho più una vita da quando ho pubblicato Gomorra.

E’ stato minacciato di morte…

Perché ho scritto la verità.

Non esageriamo, ha copiato a destra e a manca per mettere in piedi Gomorra. Poi le hanno ritagliato addosso la fama del povero dannato. Niente di più, niente di meno.

Io non ho mai copiato in vita mia. Sono sotto scorta, se lo ricordi.

E’ una minaccia? Gli uomini della sua scorta, pagata da noi contribuenti italiani, potrebbero rifilarmi una pedata nel sedere a un suo cenno… è questo…?

Io ho molto sofferto, ma lei non può capire. Sono in prigione ogni giorno della mia vita.

Non mi pare, è sempre in televisione… oramai si vede quasi sol più la sua di faccia mentre quella dei politici, dèh, nessuno sa più essi chi siano o non siano.

Perché quelli sono dei buffoni, un po’ come i mafiosi, ecco perché non si fanno vedere a volto scoperto. Però io conosco tutti i loro nomi e pure i numeri delle loro carte di identità. E posso contare i peli a Silvio, uno per uno, senza tema d’essere smentito.

Sputa nel piatto dove mangia, lei è un autore della scuderia Berlusconi. Senza i suoi soldi, senza la sua casa editrice, la Mondadori

Io combatto il sistema dall’interno.

Prendendo palate di danè dalle mani di Berlusconi.

Ho pubblicato anche per Feltrinelli.

Bella forza, ha riciclato le sue comparsate su Rai3 e ne ha fatto un librettino. E’ uno dei pochi che riesce a vendere gli scarti che produce sia alla destra che alla sinistra.

Non sono scarti, al Nord c’è la mafia, lo dico io. Se non lo dicevo io chiaro e tondo… Non mi faccia parlare ché non è questo né il luogo né il momento.

Ma non c’era bisogno che lo dicesse lei, lo sapevamo tutti da anni e anni.

Io ho ribadito il concetto, è questo che conta. Per colpa delle mie denunce non ho più una mia vita sociale.

Non scopa?

Da almeno cinque anni.

Dev’essere dura.

Il mio sogno nel cassetto è di sbattermi un paio di veline.

Le piacciono le donne che tengono il becco chiuso dunque.

Lei non potrà mai capire il mio bisogno…

… di scopare?

Di scopare sì, diavolo d’un Giuda. Scopare sì, in santa santissima pace, tenendo vivo un silenzio tombale.

Torniamo sui binari: perché copia? Sul settimanale albanese Investigim del 21 marzo 2011, il direttore Alket Aliu, le sputa in faccia: “Saviano riconosce il diritto d’autore solo quando si tratta di firmare contratti milionari con aziende di Berlusconi. Mentre il diritto d’autore non si applica ai giornalisti albanesi… Saviano copia e lo fa male, riportando inesattezze e disinformazioni… Le imprecisioni sono molte e sono conseguenza della tipica arroganza di chi pensa di saper tutto e parla di tutto, ed è stato raccomandato per prendere in giro spudoratamente gli albanesi. E’ un insulto al giornalismo e agli albanesi. Se c’è un modo per fare soldi è parlando della mafia, Saviano lo ha trovato. Conviene non solo a lui, ma anche a chi paga questo spettacolo, chi vuole spostare l’attenzione sulla criminalità di strada, sulla mafia di basso profilo, mentre la vera mafia passa attraverso le banche”. Signor Saviano, adesso dirà che in Albania c’è la mafia?

C’è la mafia, sono io a dirlo perciò è vero. E chi crede il Sigurimi sia sol più un ricordo della dittatura comunista in Albania è un bietolone locale.

Lei è un venditore di fumo…

Quanto vorrei sbattermi un paio di veline, una bionda e una bruna, e poi fumarmi una bella sigaretta.

Lei è finito sotto scorta per via del fatto che si è messo a gridare lungo le strade dei Casalesi che era pronto a sfidarli.

Non è andata così.

E come, allora?

E’ perché ho scritto il libro.

Che ha copiato senza mai menzionare né ringraziare quegli autori da cui lei ha attinto.

Io non devo ringraziare nessuno. A me mi pubblica la Mondadori… ho il culo a prova di proiettili. Nessuno mi può toccare, ma io posso toccare chi diavolo mi pare e piace.

Lei, per essere uno sotto scorta, è sempre in tv e sui giornali, non disdegnando le copertine patinate. Oggi ce l’avrebbe il coraggio di gridare in mezzo alle strade dei Casalesi che li sfida a mani nude, o è cambiato qualche cosa?

Non diciamo sciocchezze, io non ho mai fatto niente del genere.

E invece sì.

Anche se lo avessi fatto… (si gratta la pelata e balbetta)

Dunque?

… l’ho fatto perché andava fatto. Era per me l’unica occasione di levarmi dalla merda di Napoli.

Credo bene che i napoletani non le vogliono vendere una casetta per piccina che sia.

Quelli non capiscono, sono meridionali tutti d’un pezzo.

Non le piacciono i meridionali?

Non mi piace nessuno, l’Italia è tutta una mafia.

Aveva detto di voler riparare all’estero. Perché allora non si leva dalle palle una volta per tutte?

Perché ho un sogno, ho un sogno di veline… solo in Italia le veline contano più del governo… il mio sogno è di sbattermene almeno una bionda e una bruna. Non posso riparare in Messico o in Uganda sin tanto che non avrò scopato come Dio comanda.

Lei ritiene che il femminismo sia quello che “brucia reggiseni” per una “polemica fine a se stessa”?

Io, se solo potessi scendere un momento a bere un caffè al bar, non esiterei un solo istante… brucerei le mie mutande in pubblica piazza.

Perché?

Io sono il maschio di cui le femmine italiane hanno bisogno. Sono una macchina del sesso io.

Veramente le donne sognano un tipo come George Clooney, un belloccio sale e pepe.

Particolari. Con la parrucca sono uguale a George.

Convinto lei! Però le donne preferiscono Clooney ed Elisabetta Canalis glielo può confermare.

Se ne vada, giornalista di merda. Se ne vada, ho detto! Se ne vada o le sguinzaglio contro la mia scorta armata e poi la querelo.

Me ne vado, non voglio mica che il sangue le dia alla testa… però mi consenta di dirle papale papale che lei non si sbatterà mai una velina, e nemmeno una escort dappoco… Il massimo che potrà rimediare saranno amori da casermone… La saluto.

Saviano non saluta. A testa bassa si gratta la patta dei pantaloni abbozzando un sorriso che potrebbe esser confuso con un sentimento di vagabonda felicità.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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