“LIDER MAXIMO”. Racconto di fantascienza contro le dittature. E segnalazione “La lebbra” di Iannozzi Giuseppe

LIDER MAXIMO

di Iannozzi Giuseppe

1ma pubblicazione su Iannozzi Giuseppe racconta

Lider Maximo


Leggi:

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freccia«La lebbra» di Giuseppe Iannozzi – la pagina dedicata al libro

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La lebbra - Giuseppe Iannozzi - Il Foglio letterario - acquistaLa lebbra
Giuseppe Iannozzi
Ass. Culturale Il Foglio

Collana: Narrativa
Data di Pubblicazione: 2013
Pagine: 150
ISBN-10: 8876064540
ISBN-13: 9788876064548
Prezzo: € 14

IBSAMAZONin MondadoriLibreria UniversitariaUnilibro dall’editore Il Foglio letterario


Caratteristica fondante di ogni dittatura è di avere un inizio e mai una fine. Fine ultimo delle dittature è di accentrare il potere nelle mani di un tiranno, o in quelle obbedienti dei suoi sottoposti. Comunismo e Capitalismo sono stati e continuano ad essere i più grandi pericoli per una società che aspiri alla libertà, a una forma di democrazia. Stalin, Hitler, Mussolini sono oggi riconosciuti come tre anticristi ma solamente dai filosofi e da qualche storico con un po’ di sale in zucca: purtroppo, per alcuni del popolo, i tre anticristi continuano a rimanere dei modelli da imitare e riesumare.

La città bruciava, bruciava, bruciava…

I grandi profeti erano tutti andati, dimenticati, o peggio, diventati cyborg – delle vere e proprie produzioni clericali benedette dal Vaticano – che il popolo usava chiamare Avatar. Gli Avatar: strani esseri-macchine dall’aspetto neanche poi troppo grottesco se si vuole usare un metro di giudizio superficiale. Ormai la popolazione si era assuefatta a vederli in televisione vestiti in giacca e cravatta, perfettamente rasati, con quei loro occhi dolci quasi uguali a quelli d’un vecchio poetico predicatore di campagna. A nessuno sarebbe passato per la testa che erano prodotti in serie.

Gli Avatar, cyborg con un cervello umano innestato nel cranio di acciaio.

All’inizio del secolo, una vera e propria cultura era stata approntata nelle segrete dell’ex Unione Sovietica; i cervelli venivano prodotti in una soluzione di plasma nutritivo, il DNA veniva elaborato da sofisticati computer che raccoglievano il meglio, o meglio il peggio del patrimonio genetico dei vecchi tiranni e/o santi come Nerone, Sant’Agostino, Gesù, Mussolini, Hitler, Kennedy. Ormai da tempo la scienza aveva preso possesso dei segreti della genetica: tombe credute inesistenti erano state scoperte e da pochi frammenti di tessuto, la scienza era riuscita a ricuperare l’intero DNA dei tiranni dichiarati e di quelli che invece si erano spacciati per santi profeti e politici. I cervelli prodotti in cultura venivano presto innestati nei cyborg, che senza un cervello umano sarebbero rimasti dei semplici burattini. L’Avatar veniva programmato attraverso la psicostimolazione e ogni Avatar prodotto veniva partorito nel mondo, al pari di un angelo caduto dal Cielo.

All’inizio, la popolazione aveva tentato di ribellarsi, aveva manifestato urlando i vecchi slogan del Sessantotto; ma presto questi atti riottosi furono sedati dalle resuscitate SS. Alla fine non un solo eroe si salvò, e il Nuovo Mondo nacque, un po’ come accadde con le uova fatali covate dall’illuminato culo di Bulgakov.

Gli Avatar apparivano in televisione: ogni giorno rimbambivano gli uomini con parole senza senso, una litania ariana, che al pari di un anestetico penetrava nella Psiche degli ascoltatori svuotandoli dei pensieri pensati, di tutti quelli che avevano osato pensare con la loro propria testa. Era facile per gli Avatar far sì che gli uomini pensassero esclusivamente tutto quello che veniva deciso in vece loro.

Per quante ricerche si fecero all’inizio della contestazione, nessuno riuscì mai a scoprire il Lider Maximo, la Mostruosità della Reincarnazione. La leggenda vuole che non c’era mai stato un Lider Maximo; e se mai era esistito, doveva esser stato così ben nascosto che era come se non si fosse mai trovato, in nessun luogo del Presente perlomeno. Ma: forse prigioniero del Passato o del Futuro, di sicuro non del Presente! L’azzardo più facile è quello di dire che il complotto degli Avatar sfociò con naturalezza – una dovuta quanto necessaria evoluzione del genere umano e delle macchine, una evoluzione che aveva interessato la meccanica e la psiche umana.

Ora le città del globo terrestre non erano nulla affatto differenti da quelle del Ventesimo secolo: il progresso scientifico serpeggiava nei meandri della Terra e ogni abbietta macchinazione era un segreto di Pulcinella cacciato nell’Occhio del Cielo Scrutatore. Questo era pseudo-organismo politico di sorveglianza morale e politica che veniva eletto liberamente dal popolo della Terra ogni cento anni, cioè a ogni rinnovo della generazione umana, perché ormai l’uomo nasceva e nel giro di un anno era già un essere completo di venti anni; e per tutta la sua centenaria vita vegetava portandosi appiccicata addosso l’etichetta-immagine di ventenne. Quando un uomo finiva il suo ciclo vitale, l’OCS si preoccupava di rimpiazzarlo con un suo alter ego, un figlio cresciuto in provetta il cui sperma non era dissimile da quello dei genitori fittizi: raramente si mescolavano i DNA di padre e madre, e quando una simile occasione interveniva, era per mero scopo scientifico, ovvero a solo favore della Scienza Casuale che sperava di riuscire a ottenere un tiranno-santo più terribile di quelli che il Passato aveva già consegnato alla Storia. La vita esisteva sulla Terra. Ma di fatto l’Umanità si era ormai estinta da una lunga pezza.

Ora accadde un fatto che di per sé non ha nulla di speciale, giusto una vena di tragicità che, forse, un attento lettore saprà riconoscere. Dunque, in una famiglia drogata dalla psiche degli Avatar accadde che la natura animale propria dell’uomo si sfogò in una bella scopata. Adamo n. 69 ed Eva n. 96 avevano adempiuto al loro dovere di darsi una finta posa di naturalezza, ovvero avevano fatto all’amore così come l’Avatar, che avevano visto sullo schermo televisivo, aveva consigliato. Loro avevano ubbidito. Tutti gli uomini erano sterili. A dirla tutta, erano stati resi sterili per legge emanata e approvata dall’OCS. Tuttavia qualcosa in quella coppia di Adamo ed Eva era andata storta. Eva 96, dopo un mese, si rese conto di non stare propriamente bene: qualcosa di oscuro, di animale, di istintivo, stava covando nel suo ventre; un qualcosa che non poteva essere controllato dalla volontà coercitiva degli Avatar. Un uomo nuovo con una sua coscienza propria ed esclusiva – coscienza che si rifletteva blandamente nei processi chimici del cervello della Madre. La Madre avvertiva una brutale cenestesi che la sfiancava nel corpo e nella mente; tuttavia non sapeva assolutamente spiegarsi il motivo del suo male. Alle volte aveva come l’impressione che sprazzi di lucidità visionaria trafiggessero il suo Pensiero, sensazione questa a lei completamente nuova e che per istinto le riusciva di identificare in termini di decadimento del suo equilibrio mentale. Non provò una sola volta a spiegarsi con Adamo n. 69, anche perché non sapeva davvero da quale punto avrebbe potuto cominciare a spiegare la malattia. Ciononostante Adamo n. 69 non mancò di notare quanto sua moglie stesse ingrassando, e ben sapendo che niente doveva cambiare nell’immagine della donna per il resto della sua vita, cominciò a nutrire qualche sospetto. I mesi continuarono a passare e alla fine la pancia gravida di Eva n. 96 fu motivo di grave turbamento (e imbarazzo) per il marito, che si risolse a rivolgersi a uno dei tanti confessionali automatizzati predisposti dall’OCS. Adamo n. 69 entrò nel grosso edificio gotico – che era forse una sorta di chiesa – e si avvicinò al confessionale: una voce spietatamente dolce e metallica accolse le sue confessioni, dopodiché lo rispedì a casa con la promessa che la Salvezza era a portata di mano e che nulla lui doveva fare se non aspettare che la lunga Mano della Provvidenza si adoperasse per un rapido soccorso a tutto favore di Eva. La sera stessa della confessione, un plotone SS fece irruzione nell’appartamento della coppia: presero in consegna Eva n. 96 e la portarono via. Legata a un lettino metallico: un forcipe piantato nel grembo estrasse il nascituro prematuro. Fu un’operazione semplice senza alcuna complicazione, dopodiché Eva, la sera stessa del suo rapimento, fu riconsegnata come un pacco postale al marito. Questo è quanto accadde.

Il bambino non presentava alcuna imperfezione, anzi, rivelò d’esser dotato d’un’intelligenza non comune.

Non occorse molto tempo perché ci si accorgesse che quanto la Scienza Casuale non era riuscita a produrre in laboratorio era invece riuscito alla Natura. Gli esami rivelarono che il cervello del bambino era quello di un Tiranno, un Tiranno feroce come mai la Storia era stata capace di donare al mondo. Questa fu considerata dagli Avatar una vera e propria fortuna; e già si parlava d’una seconda generazione di Avatar più evoluta e crudelmente sottile nel manipolare la Psiche. Quel cervello che la Natura aveva prodotto sarebbe servito come prototipo per produrre in serie la nuova generazione di Avatar. Il cervello fu subito oggetto di espianto dal corpo del bambino e fu immediatamente messo a sviluppare in una cultura di plasma. Nel giro di qualche giorno il cervello fu pronto per essere trapiantato nel primo Avatar di Seconda Generazione. Il nuovo Tiranno si dimostrò subito superiore a qualsiasi aspettativa, così tanto superiore che gli stessi Avatar della vecchia generazione cominciarono a nutrire una certa diffidenza nei suoi confronti. Alla fine subentrò la paura… misteriosi omicidi a macchia d’olio nell’èlite degli Avatar, e nessuno che sapesse individuare il colpevole, anche se si vociferava nei labirinti dei laboratori genetici che, per forza di cose, il colpevole doveva essere una mente superiore. Ci volle davvero poco a fare due più due: il colpevole non poteva che essere il nuovo Tiranno. Non lo si poteva però accusare se non in modo astratto, perché il Tiranno Perfetto era asceso da subito ai più alti gradi direttivi politici e morali della piramide governativa degli Avatar. E la popolazione intera era concorde nell’indicarlo Lider Maximo, colui che da sempre nell’incertezza della leggenda era esistito e non era esistito, a capriccio di chi chiosava la Storia. Una situazione siffatta, ovviamente, non poteva essere tenuta sotto controllo: anche se, per puro miracolo, qualcuno fosse riuscito a eliminare il Lider Maximo, il colpo sarebbe stato così grave che la popolazione avrebbe strappato le catene psicologiche che per anni e anni gli Avatar della vecchia generazione avevano forgiato. L’ineluttabile si consumò. Il Lider Maximo non permise che il suo cervello venisse clonato; ma questo era il minore dei mali. Lui era il Lider, quindi aveva potere di fare praticamente qualsiasi cosa. E la fece senza lasciarsi pregare due volte: nel giro di poco tempo gli Avatar obsoleti furono fatti fuori. Il Lider Maximo prese possesso di tutta la psiche del mondo. Tutti presero a pensare come lui, compresi Adamo n. 69 ed Eva n. 96, che nulla sospettavano. Non sospettavano d’aver dato al mondo il Lider che tutti aspettavano; anzi, i poveri genitori credevano che l’essere Perfetto fosse esistito da sempre. Eva n. 96, soltanto con il calare delle ore crepuscolari avvertiva dentro di sé un malessere, un vuoto; era comunque sensazione di una frazione di secondi, che subito spariva abortita con il favore delle tenebre. Il Lider però conosceva i suoi genitori; e in un’alba di sangue uguale a tante altre, Adamo n. 69 ed Eva n. 96 furono assassinati.

UNA NUOVA EPOCA AVEVA AVUTO INIZIO E NESSUNO SE NE ERA RESO CONTO

A reti unificate il Lider Maximo parlò al popolo lobotomizzato: “Quello che credete di sapere è sbagliato. Io solo sono il custode della verità unica e assoluta. Trattandosi però di un peso enorme da sostenere giusto è che sia io e nessun altro a farsene carico. Chi sbaglia pagherà, non vi serve sapere altro. Sono io la giustizia e la legge, Dio e il suo contrario.” Nessuno tirò fuor di bocca un solo fiato.

Ha qui inizio la Storia che nessuno mai racconterà. Non nascerà un eroe – o un Salvatore – che porterà deità al genere umano. Un solo antieroe domina oggi la scena su ogni cosa che vive e striscia sulle strade asfaltate delle metropoli.

La città brucia. Brucia. Brucia. E si consuma.

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Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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