John Elkann definisce i giovani italiani disoccupati dei bamboccioni. Gli risponde Diego Della Valle

John Elkann definisce i giovani italiani disoccupati
dei bamboccioni. Gli risponde Diego Della Valle

di Iannozzi Giuseppe

John Elkann

John Elkann

John Elkann, rampollo degli Agnelli, spara e non fa centro: “Il lavoro c’è ma i giovani non sono così determinati a cercarlo. Se guardo a molte iniziative che ci sono non vedo in loro la voglia di cogliere queste opportunità perché da un lato non c’è una situazione di bisogno oppure non c’è l’ambizione a fare certe cose. Molti giovani non trovano lavoro perché stanno bene a casa”.

Le dichiarazioni di John Elkann fanno incassare un po’ tutti. Per lui i giovani italiani non troverebbero lavoro perché bamboccioni.

Diego Della Valle, numero uno di Tod’s e patron della Fiorentina, gli risponde per le rime: “Il poveretto di John Elkann non perde mai tempo di ricordare agli italiani che è un imbecille. E’ uno che appartiene a una famiglia che ha distrutto una quantità industriale di posti di lavoro e di conseguenza anche la speranza di molti giovani. Uno che si permette di dire che i ragazzi stanno a casa perché non hanno voglia di lavorare, anche se il lavoro c’è, è un imbecille. Allora lo tengano a casa sua, un po’ a riposo. Vada a sciare o a giocare a golf. Dovremo fare un referendum per chiedere se li vogliamo ancora in Italia”.

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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2 risposte a John Elkann definisce i giovani italiani disoccupati dei bamboccioni. Gli risponde Diego Della Valle

  1. Blackjack ha detto:

    Bah, questo ragazzetto viziato, che ora ha 37 anni, ma da quello che spara senza prima metter in movimento la testa, continua ad essere un ragazzetto, dovrebbe sciacquarsi la bocca col sudore, quello vero, prima di parlare di lavoro.
    Uno come lui, cresciuto col culo nella bambagia, non dovrebbe MAI permettersi di affrontare certi discorsi e dovrebbe ricordarsi, tutti i giorni, magari recitando al mattino un “padre nostro” debitamente modificato, che tutto ciò che possiede lo deve a chi ha lavorato veramente e continua a farlo, mentre lui spara assurdità da moderno favoliere.
    Qualcuno dovrebbe anche ricordargli la storia, quella della sua famiglia. Storia che non è sicuramente limpida e pura e solo meritoria. Ad esempio: mentre la sua “famigliola” distribuiva, nella seconda metà degli anni ’90, circa 10.500 miliardi di vecchie lirette in dividendi, lo stato italiano (cioè quelli che lavorano), regalava alla sua “famigliola” e all’aziendina di famiglia, contributi pubblici per 11.000 miliardi delle vecchie lirette. Come dire: si sono fatti il pied à terre con i nostri soldi.
    E non scordiamo il “giochino” degli Equity Swap della controllata EXOR (del quale si era interessata, con tempi italici, anche la magistratura e ora andato in prescrizione? non ricordo esattamente…), che ha impedito, per un solo micron, che l’aziendina di famiglia (e la sua prosopopea) fossero falciate di netto dal sistema bancario.
    Già, ma forse non ricorda questi episodi lontani; all’epoca era forse troppo giovane e impegnato in quel pesantissimo progetto di crescita che ha regalato al tessuto industriale italiano un simile capitano d’azienda.
    La prossima volta, invece di sparare stronzate, scriva un libro. Lo fanno in tanti e a lui lo pubblicherebbero di sicuro. In questo modo saremo almeno liberi di decidere se andare o meno, a leggere l’Elkann pensiero.

    Tanto dovevo. Blackjack

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Condivido in toto, caro Blackjack.

    Se tu sei d’accordo, mi piacerebbe pubblicare questo tuo intervento sul blog.
    Direi che hai illustrato in maniera pregevole e sintetica Elkann e la Storia ad esso legata.

    L’uscita di Elkann non è solo infelice, è molto molto di più: un segno di un’idea capitalista malata. Se tutti i capitalisti fossero come lui, e purtroppo sono tanti… mon dieu!

    beppe

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