“Sul trono del Re Nero”. Poesie dark e segnalazione “L’ultimo segreto di Nietzsche” e “Angeli caduti” di Iannozzi Giuseppe

Sul trono del Re Nero

di Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe sul Trono del Re

Iannozzi Giuseppe sul Trono del Re

contenuti espliciti


frecciaL’ultimo segreto di Nietzsche
(Il ritorno del filosofo a Torino)
nelle librerie Feltrinelli a soli € 11,05

L'ultimo segreto di Nietzsche - Iannozzi Giuseppe

L’ultimo segreto di Nietzsche (Il ritorno del filosofo a Torino)
Beppe IannozziCicorivolta edizioni
ISBN 978-88- 97424-77-2 – pagine: 230 – prezzo: € 13,00

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Angeli caduti
Beppe Iannozzi
Cicorivolta edizioni
ISBN 978-88- 97424-56-7
pagine: 230
© 2012
prezzo: € 13,00

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La bambina e il poeta

Chopin riecheggia nell’aria
e tu rossa sei in volto
col crepuscolo nella Senna
già quasi del tutto annegato
La candela non ancora accesa,
e tu tremi, forte tremi
seppur non abbia ancor parlato
Attacco una storia
senza né capo né coda;
tu fingi divertimento
Sconvolto cado ai tuoi piedi
chiedendoti perché
Tu rispondi, “Non trovi
anche tu sia così brutto
esser qui stasera?”
Capisco che non aspettavi me;
che ho conquistato
un tavolo sbagliato;
ed è così che lontano
mi porto dai tuoi sogni,
da quei tuoi occhi innocenti
persi a sognare
un giovane perbene

Preghiera piccina picciò

Un re di cuori
che sia pagliaccio
come lo desidero io,
così pregavi
in trepida attesa
davanti alla chiesa
il buon Gesù
per quell’appuntamento al buio
In sorte però
un vecchio illuso ti toccò
che non aveva
né arte né parte,
ma solo qualche spicciolo
per un caffè alla buona
e fiato per parole
e altre deliranti parole

Per paura e pietà
un momento lungo
una mezza eternità
gli restasti accanto;
e morto che fu il pomeriggio
subito lo salutasti
con insperato coraggio,
con un breve cenno del capo
felice di poter
finalmente tornare al sicuro
tra le bambole in porcellana

Eletta Regina

…ma se per te
son io che scrivo poesie
e gioie senza posa
dal sessantanove in poi;
non uno t’ha amata mai
come faccio ora io,
più d’un dio!

Eletta Regina,
tra gli spalti e ‘l proscenio,
l’aria sempre piena
del volume del tuo profumo,
della tua voce
che si spande
e allaga gl’orecchi miei
Tutt’intorno sei
più d’una dea pandemia:
berilli gl’occhi lucenti
mettono in ginocchio
non un amante ma mille
E però soltanto io
t’amo e t’amo
lasciandoti addosso
l’ardore dell’amore, del sesso
senza quasi un minimo pudore!
Soltanto io so
quanto ti sento:
teatro di baci e segreti…
così la tua bocca;
e in petto altri ancora,
altri carnali segreti
Ma fra le nude tue gambe
vellutate e odorose di pesca
le mie labbra e la poesia,
la più dolce e dura che ci sia

Brava ragazza

Sono un bravo ragazzo
e tu una brava ragazza
Tu sei bella, è negl’occhi
l’allegra tua bellezza riunita

Ti guardo adesso commosso
e scopro che sei più bella
di ieri, un’alba rosata
che mi taglia il nudo sguardo
E allora, che ti manca?
Solamente la nudità
vestita d’un semplice sorriso

Un drogato

Una bara di lacrime di sperma,
berciava un Cristo folle
In strada, cencioso con la sua croce,
e dietro i suoi passi chiodi avvelenati;
e se un prevosto di provincia incontrava,
allora gli raccontava
di com’era sfuggito a Pilato
E ogni volta, ogni maledetta volta,
qualcuno fuggiva
col terrore dipinto sull’emaciato volto
a quello dell’Unto simile
una volta sul Golgota
Le storie le sapeva bene raccontare:
in tre giorni il finimondo combinava,
e di sesso pareva sapesse ogni vizio
All’orecchio delle beghine sussurrava
perché si bagnassero di terrore
E sempre l’effetto opposto otteneva;
alla fine gli toccava di sporgere denuncia
contro il Padre (contro il Padre, per Dio!)
che natura di dongiovanni
gl’aveva donato
In Chiesa la domenica si recava:
alla fine della messa poi
in una bestemmia esplodeva,
e tra lo scandalo generale
nell’acquasantiera pisciava
inghiottendo buona dose d’ostie
sicuro ch’era il modo migliore
per Essere Uno e Trino;
e dopo, se in vena, nei cessi
da spasso il viaggio
Il corpo piagato all’anima uguale:
a ogni incubo coramella e cilicio
tali e quali a lingue di fuoco
sulla nuda sua carne,
e sola possibilità di sopravvivenza
una confessione a Pilato,
– fantasma lurido ingenuo,
scomposto penitente
che, a ragione, lo si può confondere
coll’angelo suo custode
Un giorno
incontrò una bambina e un sorriso:
l’avvicinò e accanto a lei morì prima
che si potesse confessare
Solo per questo la sua divinità redenta,
per questo strano inconveniente
Natale… brutta morale:
c’è chi nel peccato muore
per rinascere in seno
al divino mortale concetto di Divinità
dal teologo quanto dal farabutto
allo stesso maledetto modo pensato

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe, giornalista, scrittore, critico letterario
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2 risposte a “Sul trono del Re Nero”. Poesie dark e segnalazione “L’ultimo segreto di Nietzsche” e “Angeli caduti” di Iannozzi Giuseppe

  1. furbylla ha detto:

    onestamente non le trovo molto Dark.. tranne l’ultima anzi devo dire che la bambina e il poeta mi piace molto.
    cinzia

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  2. Iannozzi Giuseppe ha detto:

    Hai ragione. 😉 E’ più apparenza che altro. ^_^ Solo l’ultima è pienamente dark, le altre sono invece venate d’una leggera melanconia. Quella che ti piace tanto, “La bambina e il poeta” è per Vany, ma se lei non viene non gliela dedico. 😀

    beppe

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