† Pericolosa attesa † Poesie dark e rassegna stampa “La lebbra” di Iannozzi Giuseppe

† Pericolosa attesa †

di Iannozzi Giuseppe

pericolosa attesa by Chatterly

pericolosa attesa by Chatterly

Pericolosa attesa è opera di Valeria Chatterly Rosenkreutz


Leggi:

freccia“La lebbra” di Iannozzi Giuseppe. Romanzo contro l’islamofobia ambientato a Torino. Recensione di Federico Castelli (aka Folletto Peloso)

frecciaGiuseppe Iannozzi e «La lebbra». Intervista di Francesca Ancona per «Beautiful Controcorrente»

freccia«La lebbra» di Giuseppe Iannozzi – la pagina dedicata al libro

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La lebbra - Giuseppe Iannozzi - Il Foglio letterario - acquistaLa lebbra
Giuseppe Iannozzi
Ass. Culturale Il Foglio

Collana: Narrativa
Data di Pubblicazione: 2013
Pagine: 150
ISBN-10: 8876064540
ISBN-13: 9788876064548
Prezzo: € 14

IBSAMAZONin MondadoriLibreria UniversitariaUnilibro dall’editore Il Foglio letterario


† NUDI IN ATTESA

A occhi aperti sogno
i sogni di coloro
che sognano le tombe
aperte,
al cielo date scoperte

Profuma la Morte l’aria
di rame, di carne, di vita
andata a male
pria del tempo,
o per giusto completamento
Quanti fragili così esposti!
Destino li ha consumati
ben pria che avessero gioia
o nudo dolore da spargere
per la Terra col seme loro,
numero spropositato
per tentare l’azzardo di dirlo
alla Bestia

Scava profondo il becchino
la rugosa fronte nettandosi
di tanto in tanto,
le tormentate budella sputando
nella fredda terra: da mane
a sera il bronzo delle campane
gli tiene compagnia;
e quando l’ufficio
del prete s’alza al cielo funesto,
ecco le grida straziate di chi
l’amato ha perduto

Foglie cadono leggere,
per intero si spogliano gli alberi
sotto la sferza del vento
che frusta i volti piangenti
e quelli dei bravi ridenti
– che nascosti assistono
alla sepoltura di chi
per una vita intera
hanno amato portar in odio

Sol resta nell’aria debole la scia
d’un pretesto per voltare la pagina
al domani in nera attesa

† PER HELTER SKELTER

Andavo a tutti dicendo, “il cielo è di sopra”
Dio in ginocchio davanti al figlio,
ma l’occhio lo perdeva e i denti uno per uno
Andavo dai sopravvissuti per annunciare
la novella, “l’inferno è qui e non di sotto”
Pronti, pronti a soffrire fino a Helter Skelter?

Le macchine prendono fuoco al tramonto
Si svegliano all’alba tra la carne bruciata:
distesi non dicono una parola,
mostrano però i denti in una faccia
che non c’è più (che non c’è, che non è)

I pervertiti in piedi in fila indiana
In fila indiana le croci nei camposanti,
così tante che non un nome puoi cercare
Le chiese cadono in frantumi
ma il disco continua a suonare
che c’è d’aver fede fino a Helter Skelter
L’inferno è qui e non di sotto,
il cielo si squarcia in due sopra di noi,
in due sopra di noi (sopra di noi)

Pronti, pronti a soffrire fino a Helter Skelter?
Vlad Dracul e Hitler e Stalin, Charles Manson
e il Quinto Scarafaggio, fino a Helter Skelter
Vedrai la fede in croce, il sussurro della tua donna
che non dorme più accanto a te
(che non c’è, che non è)

Pronti, pronti a morire per Helter Skelter?
(il cielo è di sopra, l’inferno non di sotto)

E bigliettini di fragilità agli amici (aria di festa)

Pronti, pronti a morire per Helter Skelter?
(il cielo è di sopra, l’inferno non di sotto)

E annunci di nozze ai nemici (aria di tempesta)

Pronti, pronti a morire per Helter Skelter?
(il cielo è di sopra, l’inferno non di sotto)

Ma è tutto per la fine (tutto per un altro niente)

E’ tutto per un altro niente
E’ tutto un altro niente
E’ tutto, tutto così, tutto così

† PERICOLO

Per una vita intera ho atteso
la crudeltà della verità
Senza sperar morte
o porte del paradiso a cui bussare,
ho atteso
Accosto al lume d’una candela,
ho atteso bevendo vino rosso,
ora in muta compagnia ora da solo
E’ stato tanto il pericolo, tanto per me
quanto per te scoprirci nudi negli specchi:
quei nostri riflessi non li avremmo detti
così fragili, quasi sogni di bambini

Per una vita intera ho atteso
questo momento, giusto un appunto
fra le dimenticate pagine di quei libri
che delle pagine amavamo spogliare
per farne aerei e barchette
da affidare al fuoco
della nostra passione di dentro
e così tanto impossibile da capire
per via di quella ingenuità
nell’età conchiusa

Tempo dopo tempo ho atteso,
perdendo dei bicchieri infranti il conto
Ho atteso,
non me lo puoi rimproverare
L’uno di fronte all’altro,
qui ho atteso per conoscerci
finalmente fino in fondo

† VADO LONTANO

Vado, vado via da te
Non torno più
a trovare questo grano
che al sole impallidisce

Vado, vado, vado via da te
Più non ce la faccio a detestarmi
senza te che già guardi avanti,
pensando a quanti fogli stanchi
ancora scriverai per un amante
diverso da me

Vado, vado via, via da te
Più non reggo di destarmi
al mattino con la pirite in bocca
e far poi finta di sputtanare l’amarezza,
cercando l’assenza della tua carezza
fra le scomposte pieghe delle lenzuola

Vado, vado oltre il biondo
Torno da dove sono venuto
perché non ce la faccio più
a pregare da mane a sera Gesù
manco fossi condannato
a un rosario di dolori impossibili
da sgranare

Vado, vado lontano nel nero
dove non mi potrai raggiungere
né attendere col pensiero

Vado, lontano nel nero vado
In una notte più profonda di te,
Anima mia, m’immergo ora

† ANCORA IN PIEDI
(senza te)

Hai pensato a tutto eccetto alla possibilità
che alle tue lusinghe per interesse sopravvivessi
Hai pensato proprio a tutto ma non alla verità
Sono qui, in piedi, e non sbatto la testa
contro i muri, e nemmeno piango la tua bellezza
prigioniera di mille e mille riflessi d’inganni

Hai pensato che impazzissi
Ti sei illusa che saresti stata tu
l’ultima mia possibilità
Hai pensato che cestinassi io la stella danzante
Così non è stato, ancora uomo e padrone di me,
a calci in culo prendo i pagliacci, violento poi,
tutto d’un fiato, del buon vino rosso

Non mi dico poeta, puttaniere o schiavo
Come vedi nei miei stivali non sto male
Non ti parlo di me, l’hai già fatto tu per me
Sono andato avanti senza fartene una colpa

Hai pensato, hai pensato, hai solo pensato
e non è servito a niente, non è servito mai

Non sto con l’acqua alla gola, e bevo vino rosso
all’alba e al tramonto per sorprendermi ancora,
ancora capace di gridare il mio no, d’innamorarmi
ma non di te che in attesa stai col ringhio in gola

Non mi aspetto che tu comprenda

Hai pensato a tutto trascurando un particolare,
importante però: in piedi sono sulla mia strada
e a calci in culo prendo i pagliacci
e a schiaffi prendo i vigliacchi
E non mi fido mai di quelli con gli occhi d’acqua

Hai pensato a tutto, ora pensa ad aspettare
Pensa che sarà un’inutile attesa tra pecore
Hai pensato a tutto, ora non pensare più
Pensa che pascolerai da mane a sera
senza un perché, senza mai un se…

† DESIDERIO
(stravolto)

Rimarrai
stravolto
sotto
questo
desiderio
espresso
troppo veloce
perché
tu ne colga
l’essenza
o anche solo
l’assenza

Finirai
in fila
in attesa
insieme
a mille
stelle
che han
già firmato
la condanna
a morte

† EPITAFFIO

la poesia non è
per gentile concessione:
forse e soltanto
un senso underground,
un sentimento
che presto lo spazza via
se non l’agitarsi dei venti
di sicuro il tempo

Informazioni su Iannozzi Giuseppe

Iannozzi Giuseppe - giornalista, scrittore, critico letterario - racconti, poesie, recensioni, servizi editoriali. PUBBLICAZIONI; Il male peggiore. (Edizioni Il Foglio, 2017) Donne e parole (Edizioni il Foglio, 2017) Bukowski, racconta (Edizioni il Foglio, 2016) La lebbra (Edizioni Il Foglio, 2014) La cattiva strada (Cicorivolta, 2014) L'ultimo segreto di Nietzsche (Cicorivolta, 2013) Angeli caduti (Cicorivolta, 2012)
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